Ormai da tempo celebrato come uno dei migliori vini bianchi d'Italia (certamente fra i più interessanti per l'equilibro fra longevità, freschezza e aromi), al Verdicchio manca ancora solo un piccolo passo per entrare a pieno titolo nel girone di testa dell'enologia italiana. Giusto ciò che dovrebbe però avvenire entro il prossimo agosto con il riconoscimento della Docg. Un traguardo più che meritato per un vino che, superata la soglia dei 40 anni di Doc, ha tutte le caratteristiche per svolgere un ruolo di primo attore nelle proposte del Made in Italy. Ed è proprio in vista di questo riconoscimento che il  Verdicchio di Jesi (dopo le analoghe iniziative fatte l'anno scorso per il fratello 'minore”, solo per dimensione, quello di Matelica) è stata al centro di una tre giorni in cui si sono analizzati i punti di forza e di debolezza di questo grande vino.

Se l'obiettivo della Docg è strategico per le cantine, le ricadute in positivo riguarderebbero però tutta la regione, con ricadute aullaa visibilità e promozione di tutta la filiera dell'enogastronomia e del turismo. E in tal senso Gianluigi Calzetta (nella foto a destra), presidente di Assivip, l'associazione che raggruppa 54 produttori (fra i grandi è esclusa, per legge, solo la cooperativa Moncato), ha lamentato lo scarso interesse di alcuni sindaci del territorio nei confronti del Verdicchio ed in genere del mondo del vino. Il tema di fondo è forse quello di fare del Verdicchio realmente la bandiera di un territorio fra i più ricchi di offerte di qualità e fra quello con una maggiore tutela e salvaguardia dell'ambiente.

In questo senso 'i Verdicchi”, usando il plurale perché questa è a oggi l'immagine che se ne percepisce vista la varietà di tipologie e la divisione di un due Doc (Jesi e Matelica), devono fare però ancora un pezzo di strada, puntando su una promozione più mirata e più sintetica. Giusto ciò dovrebbe giungere con la Docg che, come ha spiegato il direttore di Assivip, Giancarlo Rossi, porterà ad un unico consorzio, all'unificazione delle Doc e all'adozione di un nuovo disciplinare. La nuova realtà che ne deriverà dovrebbe portare ad una ristrutturazione anche dei modelli commerciali che finGianluigi Calzettaora non hanno garantito una grande spinta alla vendita del Verdicchio all'estero (se non per alcune delle più importanti cantine). Il marketing è del resto una delle debolezze di un vino che in verità poggia su una grande parcellizzazione, se si pensa che solo il 5% delle cantine possiede più di 5 ettari. Mentre un 30% del vino venduto come Verdicchio viene imbottigliato fuori dalle Marche.

Ma nonostante questo retroterra che ha bisogno di essere ammodernato, il Verdicchio nelle sue varie tipologie, dal base al Classico, dal Riserva al passito, passando per bollicine con metodo Martinotti o Classico, riesce a conquistare sempre più riconoscimenti. Basti pensare che per ben 3 volte è stato valutato come il miglio vino bianco del mondo. Alla base c'è la ricerca della qualità costante che abbina la tradizione (rappresentata ovviamente dalla classica anforetta di un grande produttore come Fazi Battaglia) con le sperimentazioni nel biodinamico (come è il caso della fattoria san Lorenzo). Il tutto passando attraverso aziende che a fianco del Verdicchio producono altri grandi vini del territorio come la Lacrima di Morro d'Alba o il Rosso Conero. Si va da Stefano Mancinelli a Garofoli, dalla Tenuta Tavignano alla Conte Leopardi Dittajuti, dalla Fattoria Laia alla cantina di Montginano di Piergiovanni Giusti, da Santa Barbara a Monte Schiavo, da Moroder a Monte torto, da Montecappone alle Cantine Marconi.

Alberto Lupini

Le nostre selezioni
Rosso Conero Doc "Casirano" di Conte Leopardi Dittajuti
Rosso Lacrima di Morro d'Alba Doc "Lacrima 2007" di Giusti Piergiovanni
Verdicchio Castelli di Jesi Doc classico riserva "San Sisto" di Fazi Battaglia

I vini Doc delle Marche:
1. Bianchello del Metauro
2. Colli Maceratesi Bianco
3. Colli Maceratesi Rosso
4. Colli Pesaresi Bianco
5. Colli Pesaresi Rosso
6. Esino Bianco
7. Esino Rosso
8. Falerio dei Colli Ascolani
9. Lacrima di Morro d'Alba
10. Rosso Conero
11. Rosso Piceno
12. Rosso Piceno Superiore
13. Verdicchio dei Castelli di Jesi
14. Verdicchio di Matelica
15. Serrapetrona
16. Offida Passerina e Pecorino
17. Offida Rosso
18. Terreni di S. Severino
19. Pergola

I vini Docg delle Marche:
1. Conero
2. Vernaccia di Serrapetrona


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