Via Ludovico Ariosto 55 - 60030 Moie di Maiolati Spontini (An)
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Alessandro MoroderPresidente: Alessandro Moroder
Vicepresidenti: Doriano Marchetti e Sergio Sgarbi




L'Istituto marchigiano di tutela vini con sede a Moie di Maiolati Spontini (An), in Via L. Ariosto, 55 è un Consorzio di tutela, ente privato istituito con legge dello Stato. Si tratta di un organismo particolare, nato con il duplice compito di collaborare con lo Stato per i controlli e per garantire il rispetto delle norme contenute nel Disciplinare di Produzione di ogni Denominazione di Origine, ma anche come espressione della volontà dei produttori per garantire la tutela della Denominazione da possibili frodi, per promuovere presso i consumatori la conoscenza e l'immagine dei vini a D.O. e per valorizzare l'immagine del territorio. L'Istituto marchigiano di tutela vini si è costituito l'8 settembre 1999, dalla volontà di 19 soci fondatori, rappresentativi delle principali cooperative e aziende produttrici delle sette Denominazioni di Origine (adesso sono diventate 7 Doc e 2 Docg) sottoposte alla vigilanza del Consorzio delle Province di Ancona e Macerata. Alla nascita di questo consorzio interprovinciale hanno collaborato tutte le organizzazioni professionali (in primis la Coldiretti che ha partecipato alla stesura dello statuto e del regolamento, raccogliendo nel contempo le domande di adesione) operanti sulle due province di Ancona e Macerata. Nella filiera produttiva sono rappresentate tutte le categorie (viticoltori, vinificatori e imbottigliatori) in modo da ottemperare a quanto previsto dalla legge 164/92 art. 19 commi 1, 2, 3 e 21 e dal D.M. 4 giugno 1997 n. 256 art. 4 e 5.

Il Consorzio rappresenta le seguenti Denominazioni di origine:
- Conero Docg Riserva
- Vernaccia di Serrapetrona Docg
- Colli Maceratesi Doc
- Esino Doc
- Lacrima di Morro D'Alba Doc
- Rosso Conero Doc
- Serrapetrona Doc
- Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc
- Verdicchio di Matelica Doc

Con Decreto 4 dicembre 2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 295/296/297 rispettivamente del 20-22-23 dicembre 2003, è stato conferito all'Istituto Marchigiano di Tutela Vini l'incarico a svolgere le funzioni di controllo previste dal Dm 29 maggio 2001 per le Doc: Colli Maceratesi, Esino, Lacrima di Morro d'Alba, Rosso Conero, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica e Vernaccia di Serrapetrona. Lo stesso Decreto ha approvato il relativo Piano dei Controlli e l'allegato tariffario. In seguito al riconoscimento di due nuove Docg, Vernaccia di Serrapetrona e Conero Riserva e una nuova Doc, Serrapetrona, con Decreto 27 ottobre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 4 novembre 2004, è stato conferito al nostro Istituto l'incarico a svolgere le funzioni di controllo previste dal Dm 29 maggio 2001 relative a queste nuove D.O.

All'inizio della propria operatività, nel febbraio del 2004, numerosi ostacoli si sono frapposti, che hanno impedito di svolgere appieno l'attività di controllo di cui il Consorzio è stato incaricato dal MIPAAF. In seguito ai controlli documentali e ai primi ragguardevoli risultati ottenuti, anche coloro, inizialmente diffidenti, hanno iniziato ad esprimere la loro fiducia nei riguardi di un'attività il cui nome 'vigilanza” ha un significato molto meno sinistro di quello che la semplice parola rappresenta. Non è intenzione di punire il produttore per le non conformità riscontrate, ma l'obiettivo è solo quello di rieducarlo a seguire le semplici regole previste dal Disciplinare di Produzione al quale egli, per propria volontà, ha deciso di sottostare. I produttori che credono nella propria Denominazione e che lavorano onestamente sanno che l'eventuale frode può danneggiare l'intera Denominazione che rappresentano.

Ciò che il Consorzio vuole dimostrare è che da questa attività di 'controllo” e dai costi che vengono sostenuti dai produttori affinchè possa essere esercitata, è solo il valore aggiunto che si verrà a creare per i produttore l'obiettivo finale. Il Consorzio, grazie anche alla collaborazione delle Organizzazioni Sindacali, si è adoperato per cercare di ridurre il peso delle tariffe che devono essere sborsate, soprattutto da quei produttori che seguono l'intera filiera produttiva, accollandosi il costo delle analisi per la certificazione dei vini a D.O. Sono molteplici gli obiettivi che il Consorzio si è posto, ma uno dei più importanti è quello di essere il principale depositario delle informazioni che riguardano il produttore, senza invadere nelle competenze proprie degli altri Enti che con il Consorzio collaborano, ma cercando di arricchirle con i dati e le informazioni di propria conoscenza.

Altro obiettivo da non trascurare riguarda le convenzioni stipulate con vari Istituti di credito affinché i soci dell'Istituto possano avere vie preferenziali verso i finanziamenti agevolati; tra i vari istituti oggi quello più attivo è la Carifermo - Cassa di risparmio di Fermo Spa. Dalla sezione Tracciabilità del sito è possibile apprendere varie notizie, a partire dai dati e informazioni delle Denominazioni di Origine che rappresenta, agli aggiornamenti normativi. Inoltre, dal link 'Un viaggio a ritroso dal bicchiere al vigneto” è possibile risalire attraverso il lotto riportato sulla bottiglia al produttore e alla partita di vino a cui quella bottiglia appartiene. è la tracciabilità, un altro obiettivo del Consorzio, già norma a livello comunitario, attraverso la quale è possibile risalire a tutta la filiera che quel vino in quella bottiglia ha seguito, fino ad arrivare al vigneto di produzione. Le Denominazioni delle Province di Ancona e Macerata non sono impreparate all'entrata in vigore della tracciabilità nel settore vitivinicolo, perché lo stanno già facendo semplicemente sottostando alla vigilanza del Consorzio, che senza smuovere alcunché vigila sui produttori.