Bocuse d'or Europa alla Norvegia L'Italia è esclusa dalla top 12
Alfio Ghezzi, rappresentante italiano alle selezioni europee del Bocuse d'Or a Bruxelles non si è classificato nella top 12 che parteciperà ai mondiali di Lione nel 2013. Podio scandinavo: oro al norvegese Ørjan Johannessen, seguito da Adam Dahlberg dalla Svezia e Jeppe Foldager dalla Danimarca
E neanche stavolta l'Italia ce l'ha fatta. Nonostante la gran massa di denaro (anche pubblico) speso per un concorso che non c'entra nulla con la cucina italiana, e da cui siamo sempre regolarmente esclusi, l'Italia non è tra i dodici Paesi che parteciperanno alle finali del Bocuse d'Or il 29 e 30 gennaio 2013 a Lione. E ciò nonostante la bravura dello chef trentino Alfio Ghezzi della Locanda Margon, primo nelle selezioni nazionali. Vincitore annunciato ieri a Bruxelles è il norvegese Ørjan Johannessen (nella foto), di soli 26 anni, che, con una sogliola ripiena di gamberetti grigi, aneto e pane nero ha conquistato l'oro e 12mila euro.
La giuria, presieduta dallo chef brasiliano Alex Atala, ha premiato con l'argento e 9mila euro lo svedese Adam Dahlberg e con il bronzo e 6mila euro il danese Jeppe Foldager. Un podio scandinavo insomma, in linea con la corrente della Nuova Cucina Nordica, di cui uno degli esponenti è Rasmus Kofoed del Geranium di Copenhagen, appena insignito di due stelle Michelin e già vincitore del concorso.
Un magro quarto posto per il francese Thibaut Ruggeri, e a seguire i rappresentanti di Islanda, Regno Unito, Svizzera, Belgio, Ungheria, Finlandia, Estonia e Paesi Bassi. I cuochi hanno dovuto affrontare una sfida di 5 ore e mezzo in cui cucinare un piatto di pesce a base di sogliola e gamberetti e uno di carne a base di pollo ruspante.
Premi speciali per il pesce e per la carne sono stati vinti rispettivamente dall'islandese Sigurdur Haraldasson e dal britannico Adam Bennett. Migliore commis invece è stato conferito alla francese Julie Lhumeau.Grande attesa dunque per le finali lionesi, e appuntamento in Svezia per il Bocus d'Or europeo nel 2014.
Dei risultati che da soli confermano del provincialismo assoluto con cui enti pubblici e sindacati di categoria dedicano investimenti meritevoli di ben altri canali per valorizzare la nostra cucina e i nostri prodotti. Altro che Bocuse d'or o i vari attestati dei discepoli di Escoffier. L'Italia dovrebbe muoversi per promuovere un grande concorso internazionale da tenere nel nostro Paese per ribadire il ruolo che ha oggi nel mondo anche nella ristorazione. Se vogliamo continuare ad inseguire i francesi anche in queste stupidaggini è giusto che ogni volta ci sbattiamo la faccia. Peccato per i nostri bravi cuochi che pure si impegnano e che con altri regolamenti potrebbero davvero avere altri risultati. E non è per sfuggire al confronto: riteniamo che farlo con le mani legate dietro la schiena (la nostra cucina non è per fortuna allineata a quello che piace agli organizzatori del Bocuse d'or...) sia un po' masochista e stupido.
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