Quote latte, in arrivo le multe del 2010 Coinvolte anche le aziende terremotate
Si riaccende la questione quote latte. Molte aziende, anche colpite dal terremoto, saranno costrette a pagare forti sanzioni per una proroga decisa autonomamente dallo stato nel 2010, senza approvazione europea. Migliori i dati per il biennio 2011-2012, per cui non si è verificato alcuno sforamento
In questi giorni sta arrivando alle aziende agricole, molte delle quali anche colpite dal terremoto, una comunicazione di Agea nella quale vengono informate che la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione perché la proroga di sei mesi della settima rata, decisa nel 2010, è stata considerata un aiuto di Stato e di conseguenza non era autorizzata. Stiamo parlando dell'ennesimo problema legato alle quote latte. La questione è iniziata quasi 30 anni fa, nel 1983, con l'assegnazione ad ogni Stato membro dell'Unione di una quota nazionale che poi doveva essere divisa tra i propri produttori. All'Italia fu assegnata una quota molto inferiore al consumo interno di latte. Il 1992 con la legge 468 poi il 2003 con la legge 119 e infine il 2009 con la legge 33, sono le tappe principali del difficile iter legislativo per l'applicazione delle quote latte in Italia.
Poi nel 2010 viene approvato dal governo Berlusconi il "Milleproroghe". Tra i contenuti anche la proroga di sei mesi concessa all'ultimo momento a chi non aveva pagato le rate entro la scadenza del 31 dicembre 2010. Quindi la multa da Bruxelles. La proroga, secondo la Cia, venne concessa durante una crisi di mercato drammatica per il settore zootecnico da latte. Alla rateizzazione aderirono tutti quegli allevatori che avevano deciso di mettersi in regola con le quote latte e di pagare il proprio debito. Adesso questi allevatori vengono ulteriormente penalizzati. La loro unica colpa è di aver rispettato le leggi dello Stato. Un vero atto di ingiustizia sul quale c'è l'assoluto silenzio delle istituzioni preposte.
D'altra parte, come ricoroda la Coldiretti, degli attuali 40mila allevatori oggi in attività nel nostro Paese (erano 120mila nel 1996) sono solo un po' più un migliaio quelli che devono alle casse dello Stato 1,7 miliardi di euro di multe maturate in questi ultimi anni. E se la discussione sulle proroghe delle quote latte del passato è aperta, almeno, secondo quanto scrive la Coldiretti, per il biennio 2011/2012 problemi non ce ne saranno. Secondo le rilevazioni dell'Agenzia per le Erogazioni in agricoltura (Agea) infatti la produzione di latte commercializzata in consegne non ha superato il quantitativo nazionale di riferimento. Nessuna sanzione può quindi essere imputata ai singoli produttori italiani a differenza di quanto è già accaduto.
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