«Pagare le quote latte senza sconti» Presa di posizione del ministro Catania
Netta la posizione del neo ministro Catania sulle quote latte: «Le quote latte non possono essere considerate un oggetto di ritorsione politica. Ci sono delle regole, vanno rispettate». E sulle multe comminate per chi ha sforato le quote: «Sono prelievi previsti dalle norme che bisogna applicare»
«Apprezziamo il richiamo fatto dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania alle normative europee in materia di quote latte e all'esigenza di eliminare le storture, che consideriamo la condizione per recuperare quell'equità applicativa da troppo tempo calpestata nel nostro Paese». è quanto sottolinea Fedagri-Confcooperative in riferimento alle dichiarazioni del neoministro delle Politiche agricole in merito alle quote latte.Una battaglia innanzitutto politica, e a cui il neo ministro dell'Agricoltura, Mario Catania, vuol porre definitivamente la parola fine. «Non sarò - ha spiegato - un ministro del sud, né del nord. Sono nato a Roma: sarò il più neutro possibile. Ma le quote latte non possono essere considerate un oggetto di ritorsione politica. Ci sono delle regole, vanno rispettate». Una posizione netta, anche sulle multe comminate in questi anni per chi ha sforato le quote: «Sono prelievi previsti dalle norme che bisogna applicare».
«I produttori in regola - evidenzia Fedagri - negli ultimi anni hanno dovuto subire sul fronte applicativo delle quote latte una serie di discriminazioni e di vere e proprie umiliazioni. Ora è tempo di fare chiarezza su una vicenda molto negativa, su cui la stessa magistratura è intervenuta negli ultimi mesi con una serie di sentenze che hanno dimostrato la gravità degli illeciti compiuti dai produttori inadempienti».
«Le storture applicative della normativa nazionale sono ben note; una loro soppressione - conclude Fedagri - rimetterebbe finalmente la stragrande maggioranza dei produttori italiani, che hanno rispettato le regole, sullo stesso piano dei loro colleghi europei e restituirebbe credibilità al nostro Paese nelle sedi comunitarie, in una fase negoziale decisiva per la riforma della Pac dal cui esito dipenderanno le prospettive della nostra intera agricoltura».

