Dal Senato sì al decreto quote latte Ora l'ultima parola alla Camera
Il Senato approva con 140 voti a favore e 108 contrari il decreto legge sulle quote latte. Il provvedimento passa quindi ora alla Camera. Votano a favore Pdl e Lega, contro Pd, Idv e Udc-Svp. Il provvedimento è stato modificato nelle commissione e in aula in particolare è stato accolto il parere del Ragioneria generale dello Stato che chiedeva la rinuncia dei contenziosi per accedere alla rateizzazione delle multe da parte degli splafonatori.
Un punto richiesto da più parti politiche e dalle organizzazioni agricole che hanno organizzato le manifestazioni di Arcore (Confagricoltura, Cia, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare) e anche dalla Coldiretti. Vota contro, in dissenso dal suo gruppo, anche la senatrice del Pdl Adriana Poli Bortone che ritiene il decreto «assistenziale e clientelare».
«Questo decreto non è un decreto per 'pochi furbetti” ma è dedicato ad oltre 17mila aziende agricole e dà una opportunità di rientrare in regola alle oltre 8mila aziende splafonatrici grazie ad una rateizzazione che prevede molte onerosità e vincoli» ha ribadito ieri in aula il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia.
Mentre da parte dell'opposizione il decreto resta «un condono a favore delle pochissime aziende che in spregio alle regole dell'Unione Europea e al dettato della legge 119 del 2003 si sono mosse nell'illegalità», come ha detto la senatrice Colomba Mongiello del Pd. Sulla stessa linea l'ex ministro dell'agricoltura Paolo De Castro che considera il decreto «un regalo ai Cobas».
I soddisfatti....
«Quello compiuto oggi in Senato è un passo da accogliere con soddisfazione. L'emendamento che impone la rinuncia al contenzioso come condizione per accedere ai benefici della nuova regolamentazione in materia di quote latte conferma che la posizione della Regione Lombardia, schierata da sempre con il territorio e i suoi produttori, è stata fin dall'inizio la più adeguata». è soddisfatto Luca Daniel Ferrazzi (nella foto) assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, in merito alla conversione in Senato del Decreto Legge.
«Finalmente - ricorda Ferrazzi - si riconoscono le ragioni di tutti quei produttori, la maggioranza, che hanno sempre lavorato nel rispetto delle regole, a costo di sacrifici economici e lavorativi enormi. Un passaggio, questo, che aveva visto Regione Lombardia raccogliere e dar voce a una posizione unanime del mondo produttivo lombardo e che è stata condivisa da tutte le Regioni italiane».
«A questo punto - conclude Ferrazzi - ci auguriamo che l'ultimo tratto di questo percorso, quello del passaggio alla Camera, possa portare ulteriori miglioramenti al Decreto, sancendo finalmente la fine di questa partita e permettendo a tutti di concentrarsi sulle importanti sfide che attendono il settore lattiero caseario».
La prima fase dell'iter parlamentare è andata secondo quanto previsto anche dalla Coldiretti che con il presidente Sergio Marini sottolinea in Senato il voto finale ha confermato gli emendamenti sostenuti dalla Coldiretti e presentati nei giorni scorsi dal Governo. «Il testo approvato dal Senato - ha sottolineato Marini - incrementa la dotazione del fondo da destinare a chi si è indebitato per acquistare le quote a 35 milioni di euro, individua una più chiara penalizzazione di chi in questi anni non ha rispettato le regole compreso l'obbligo di rinuncia ai contenziosi e trova una soluzione anche ai problemi degli allevatori affittuari e titolari di quota B».
«Come abbiamo fatto in queste settimane - ha aggiunto Marini - continueremo a lavorare in un confronto serio con Governo e Parlamento per apportare alla Camera ulteriori miglioramenti ad un decreto che riteniamo però necessario per chiudere una vicenda che si trascina da 25 anni».
«Senza l'approvazione del decreto - ha affermato il presidente della Coldiretti - si continuerebbero a prelevare risorse dalle tasche di tutti i cittadini e agricoltori per pagare all'Unione Europea le multe generate dagli splafonatori per centinaia di milioni all'anno, che invece potrebbero essere meglio utilizzati per interventi a sostegno dell'agricoltura. Inoltre rimarrebbero sul mercato oltre 700mila tonnellate di latte 'irregolare” che deprime il prezzo riconosciuto alla stalla agli allevatori».
...e i mezzi delusi
La Cia non è del tutto soddisfatta: il mancato rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le assicurazioni agevolate per le calamità naturali e per le avversità atmosferiche mette a rischio la copertura assicurativa delle imprese. Questa misura era stata chiesta dalla Cia proprio per il suo carattere strutturale in quanto consente alle aziende agricole di affrontare in modo sereno e duraturo le sfide del mercato. Il Fondo di solidarietà nazionale è uno strumento fondamentale che anche l'Unione europea considera idoneo per sostenere le imprese agricole che, a differenza di altre imprese, oltre alle difficoltà del mercato, subiscono condizionamenti dovuti a naturali calamità e a eventi imprevedibili. I piani di lavoro delle imprese agricole, senza la certezza della copertura del Fondo di solidarietà saranno nei prossimi mesi messi in crisi e ciò provocherà un aumento della mortalità di molte imprese e l'incremento di ulteriori livelli di disoccupazione.
In merito invece alla proroga al 31 dicembre 2009 delle agevolazioni previdenziali nei territori montani e nelle zone svantaggiate che erano in scadenza al prossimo 31 marzo, la Cia è convinta che si sia fatto un passo avanti. Si tratta di una richiesta fatta a gran voce dalla Cia per dare respiro alle aziende agricole che operano in territori particolarmente difficili, dove evidenti sono i problemi in termini di minore meccanizzazione, difficoltà di commercializzazione, frammentazione e polverizzazione fondiaria. L'intervento di proroga, benché non rappresenti una misura di carattere strutturale della quale, invece, vi sarebbe bisogno è tuttavia un segnale di attenzione verso il settore e dovrebbe consentire alle aziende agricole operanti in quei territori di poter sopravvivere almeno fino a fine anno alla situazione di emergenza economica venutasi a creare, continuando a realizzare prodotti di qualità che sono il fiore all'occhiello del made in Italy e continuando a dare occupazione.
Anche per Confagricoltura questo primo risultato rappresenta un risultato importante e raccoglie significative istanze che sono state la ragione della forte mobilitazione di questi giorni ma rimarca comunque il ruolo che oggi deve avere la rappresentanza di interessi. Una rappresentanza progettuale, che raccoglie le aspettative del mondo produttivo e le riconduce alla valutazione delle istituzioni. Ma anche una rappresentanza forte di prodotto 'reale”, legata a valori e principi e sostenuta da centinaia di migliaia di imprese 'vere”.
Confagricoltura ritiene che alla Camera il testo normativo possa essere ulteriormente e opportunamente migliorato. In particolare, relativamente alle risorse necessarie per intervenire a vantaggio dei produttori che, rispettando le regole, hanno investito e comprato quote latte e per quanto riguarda l'allocazione delle risorse per il Fondo di solidarietà nazionale.
L'associazione non nasconde un significativo riconoscimento al ministro Zaia per aver preso atto della necessità di introdurre le opportune modifiche al decreto.
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