«C'è la chiara volontà di tutti di giungere ad una soluzione». Non ha dubbi il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, dopo l'incontro avvenuto oggi con il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, per fare luce sulla questione delle quote latte. E sul tema del Fondo di solidarietà ha aggiunto: «Non stiamo facendo una sanatoria per quattro amici: 17.000 aziende avranno le quote latte. Il decreto non è una sanatoria perché gli interessi che si pagheranno arrivano fino al 6%».

 «Chi dice che è un provvedimento per pochi intimi dice una bugia. Non è così: il decreto riguarda oltre 17.000 aziende che producono il 25% dei dieci milioni e 800mila tonnellate di latte prodotte ogni anno nel nostro Paese. Devo ribadire anche che non si tratta di una sanatoria: come può esserlo visto che ha superato l'esame della Ue e che, con la rateizzazione messa a punto nel decreto, gli allevatori dovranno pagare interessi superiori al 6%? E questa è solo la prima, evidente differenza fra il provvedimento messo a punto oggi e quello del 2003. Sei anni fa, un'azienda poteva avere un milione di euro di multa e cento vacche in lattazione senza quote: avrebbe rateizzato la sua multa in 14 anni senza interessi e comprato sul libero mercato l'equivalente della quota spendendo circa 15 mila euro (0,48 cent/kg). La stessa azienda, se rateizzasse oggi, avrebbe la quota regalata dallo Stato per un contro valore di 120 mila euro (0,12 cent/kg) e dovrebbe pagare una rateizzazione al 6% di interessi, che gli costerebbe in 14 anni più di un milione di euro. Mi pare che parlare di sanatoria sia fuorviante».
 
Per 'scoraggiare” i produttori illegali, nel decreto, «abbiamo anche introdotto - ha spiegato Zaia - due clausole: se si produce senza quota, la multa è aumentata del 150% e le quote non si potranno vendere fino al primo aprile 2015. Di fatto quindi, chi non rispetta le regole viene espulso dal sistema. Solo i disinformati possono sostenere che il prezzo del latte sia crollato dopo la negoziazione italiana in Europa. Oggi abbiamo 640mila tonnellate di nuove quote latte, che non incidono in maniera significativa sul prezzo, determinato non dal mercato italiano, ma da quello di altri Paesi europei, soprattutto da quello tedesco».

Riferendosi invece a chi protesta in queste ore, Zaia ha sottolineato il suo «atteggiamento sempre rispettoso per chi protesta. Voglio però dire che ho una posizione chiara e quando parlo con molti di loro poi si convincono della chiarezza delle nostre posizioni».


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