è stato dato il via libera, anche se con alcuni aggiustamenti rispetto al testo presentato inizialmente, al decreto sulle quote latte. Il provvedimento, che ora passerà al vaglio della discussione parlamentare per diventare legge, dovrebbe sanare una vicenda che si trascina da 24 anni e che solo nella campagna lattiera 2007-2008 è costata all'Italia 160 milioni di multe. Soddisatte a metà le Organizzazioni degli imprenditori agricoli che riconoscono l'impegno del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia (nella foto), per aver risolto una questione annosa ma esprimono ancora dubbi su certi punti del provvedimento, come il sistema del pagamento a rate delle multe e l'attivazione del Fondo per gli interventi del settore, prevista nel gennaio 2010, che riguardava le aziende in regola. Anche dall'arena politica, nonostante il plauso di molti esponenti della maggioranza, sono emerse perplessità in merito al provvedimento, soprattutto dal ministro ombra del Pd Alfonso Andria.
Luca Zaia
Il decreto, frutto dell'accordo con Bruxelles
Il decreto arriva dopo un accordo con Bruxelles siglato il 20 novembre scorso e che ha attribuito all'Italia 620.000 tonnellate di produzione in più per un valore di mercato di circa 240 milioni di euro. «Con oggi si chiude definitivamente una vicenda che ha 24 anni di storia - ha detto il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Da oggi comincia di fatto un nuovo periodo per la produzione del latte nell'alveo della legalità. Dal primo aprile non ci saranno più splafonamenti e non sarà possibile vendere quote. Sono oltre 8.400 le aziende di allevamento, di cui poco più di 4mila sono in produzione. Chi ricevette la multa, potrà pagarla rateizzandola. Questo provvedimento, infatti, è già stato negoziato in Europa. Gli allevatori potranno pagare fino a 100mila euro di multa con 10 anni di rateizzazione; da 100mila a 300mila euro con 20 anni di rateizzazione; oltre 300mila euro di multa con 30 anni di rateizzazione. L'interesse sulla rateizzazione sarà fra il 5 ed il 6%».
Sui contenuti del decreto Zaia agigunge: «Il decreto  non è una sanatoria. La filosofia è quella di evitare nuove mungiture, perché oggi servono tre litri di latte per comprare un caffè e di non aumentare la produzione nazionale di latte per salvaguardare il livello del prezzo del latte alla produzione».

 Modifiche in vista 
«è apprezzabile l'azione del Ministro Zaia di chiudere l'annosa questione delle quote latte, ma mi auguro, e ne sono certa, che dal Parlamento arriveranno nuove ed importanti indicazioni per rendere ancora più efficace questo provvedimento». Viviana Beccalossi, capogruppo del Pdl nella commissione Agricoltura della Camera, commenta così le decisioni del Governo varate oggi in materia di quote latte. «Il dibattito parlamentare - aggiunge l'onorevole Beccalossi – dovrà essere teso a garantire innanzitutto due obiettivi: assicurare il pagamento delle multe pregresse e tutelare chi, in questa materia, ha sempre rispettato la legge. Le risorse che giungeranno da questo tipo di politica potranno essere utilizzate per investimenti a favore del settore lattiero-caseario».

Rainieri (Lega Nord): ora iter parlamentare veloce
«Dopo 24 anni di scontri e 15 di continue trattative si conclude finalmente la vicenda delle quote latte. Un capitolo tormentato della nostra storia agricola che solo grazie all'intervento di un ministro della Lega Nord volge finalmente a una soluzione». Così Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e segretario della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati commenta l'approvazione all'unanimità in consiglio dei ministri del decreto sulle quote latte. «Un decreto - aggiunge Rainieri - che aiuterà le aziende agricole nel difficile compito di tutela, valorizzazione e produzione delle eccellenze alimentari che hanno fatto grande il made in Italy nel mondo. Ci auguriamo che in un momento di crisi economica che mette a dura prova il settore, questo decreto serva a ridare fiducia al comparto. Ora sappiamo che in futuro non ci saranno nuove multe che penderanno come spade di Damocle sulla testa degli allevatori che potranno così programmare il futuro scommettendo sul mercato. Al ministro Zaia e a tutti i suoi collaboratori i nostri più vivi ringraziamenti con la speranza che l'iter in Parlamento sia breve».

Bocchino (Pdl) e Fitto: importante rilanciare anche la produzione delle zone svantaggiate
«Il decreto del ministro Zaia è un primo passo avanti verso la soluzione dell'annosa questione delle quote latte, che troppo sono costate all'intera agricoltura italiana - ha detto Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl. Il provvedimento necessita però di qualche modifica in Parlamento perché sia garantito che chi ha rispettato la legge fino ad ora con grandi sacrifici economici non ne risulti penalizzato. Le misure previste vanno inoltre estese a tutte le zone svantaggiate e non solo alle aree di pianura».
«Sono particolarmente soddisfatto dell'inserimento delle Zone svantaggiate, accanto a quelle di pianura, quali destinatarie, prioritarie delle ulteriori quote latte assegnate all'Italia dall'Unione Europea - ha dichiarato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, commentando l'approvazione del decreto legge sulle quote latte. In questo modo anche i produttori meridionali potranno avere accesso ai benefici determinati dalla possibilità di aumentare le quantità di latte prodotto».

Le Organizzazioni agricole non ci stanno

«Siamo consapevoli che per regolarizzare il settore sia stato necessario un compromesso, che in quanto tale non può soddisfare tutte le parti. Quello che auspichiamo è che il Ministro Zaia, del quale apprezziamo lo sforzo fin qui compiuto per normalizzare il settore, si faccia garante di regole e tempi certi e che tuteli i produttori che hanno rispettato la legge». Questo il commento di Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative.

 «Rispetto ai contenuti del Decreto - spiega Mario Abrate, presidente del Settore lattiero di Fedagri - alcuni punti importanti possono essere migliorati in sede di conversione: in primo luogo, la rinuncia preventiva da parte dei produttori non in regola a tutti i contenziosi (nessuno escluso) per aver assegnate le quote; tempi più brevi per l'istruttoria delle domande di rateizzazione, per limitare ogni transitorietà alla sola campagna 2009-10; una congrua assegnazione di quote per i produttori rispettosi delle normative, insieme alla certezza sulle risorse previste e sui tempi di erogazione». «Considerati i tempi brevi a disposizione e l'estrema delicatezza del problema, auspichiamo - prosegue Abrate - che il Parlamento, tenendo anche conto delle proposte delle Regioni, apporti al testo del Decreto opportuni miglioramenti che mirino a garantire una situazione di competizione finalmente trasparente, garantita dagli organi preposti».

Cia: provvedimenti insoddisfacenti, decreto da modificare
La Cia giudica negativamente il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri. Secondo l'organizzazione sono infatti indispensabili modifiche a livello parlamentare perché è «grave il non immediato finanziamento per il Fondo per gli interventi nel settore e negativo il fatto che i produttori che hanno splafonato non debbano rinunciare ai contenziosi giudiziari per aderire alla reatizzazione del pagamento delle multe pregresse».
«è un decreto che non ci soddisfa. Non risolve i problemi del settore lattiero caseario. Oltretutto non è rispettoso nei confronti degli allevatori che in questi anni sono stati alle regole. Quindi, nella discussione parlamentare dovrà essere necessariamente modificato. Il provvedimento ha incontrato difficoltà anche all'interno dello stesso governo e non risponde in maniera adeguata alle esigenze dei produttori. è grave, in particolare, che l'annunciato Fondo per gli interventi del settore e che riguarda le aziende che hanno investito per aumentare la quota produttiva si 'riempia” soltanto a partire dal gennaio del 2010. In questo modo vengono pesantemente penalizzati gli allevatori che hanno rispettato la legge». 
 
Per la Cia, dunque, si pone forte l'esigenza di adeguati emendamenti parlamentari per giungere ad un provvedimento che dia un futuro alla stragrande maggioranza degli allevatori che con enorme sacrificio sono stati alle regole stabilite sulle quote latte e, contemporaneamente, concedere equi meccanismi di rientro del sistema ai produttori che vorranno mettersi in regola. Per questa ragione la Cia ha annunciato un deciso impegno affinché il Parlamento, nell'iter di conversione del decreto, introduca quelle modifiche che finalmente consentano agli allevatori italiani di avere certezze e prospettive per le loro aziende e per la zootecnia da latte nazionale.
La Cia ribadisce, inoltre, l'esigenza di accompagnare le necessarie modifiche al decreto con un Piano d'intervento che garantisca il settore zootecnico, oggi uno dei cardini dell'agricoltura italiana. Anche perché i produttori stanno vivendo un periodo di calo dei prezzi alla stalla ed un conseguente aumento dei costi di produzione.   

Sergio MariniMarini (Coldiretti): troppe luci e ombre sul decreto
Anche per la Coldiretti il decreto non è esaustivo di tutti i problemi del settore. «Nel decreto ci sono luci e ombre che auspichiamo possano essere chiarite in sede di conversione parlamentare - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini (nella foto) nel commentare i contenuti del Decreto. Il Decreto risolve sicuramente molte questioni come il consolidamento della quota B tagliata, l'attribuzione di quota agli affittuari e l'istituzione di un fondo da destinare ai produttori che hanno acquistato quote nel corso degli anni, ma rimangono forti perplessità sui criteri individuati per la regolarizzazione delle multe pregresse».

Vecchioni (Confagri): tuteliamo le aziende che erano in regola
«Diamo atto al Ministro Zaia di avere messo la questione del latte all'attenzione del governo, ricercando una difficile compatibilità politica ed economica, purtroppo non esaustiva». è questa la prima valutazione complessiva al decreto legge sulle quote latte approvato oggi dal Consiglio dei ministri del presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni, che rimarca comunque la necessità di salvaguardare le priorità economiche delle imprese che si sono attenute alle regole.
«Molte delle proposte di Confagricoltura sono state recepite - ha detto Vecchioni. Permangono, tuttavia, motivi di preoccupazione e di non condivisione su alcuni punti qualificanti del provvedimento». Il riferimento è la mancanza di una previsione normativa, peraltro già presente nella legge 119/03, che condizioni l'assegnazione di nuove quote alla preventiva ed esplicita rinuncia ad ogni contenzioso in essere da parte di chi intende beneficiare delle nuove norme. La rateizzazione del prelievo dovuto, ma non ancora versato, per gli esuberi produttivi realizzati nelle campagne passate, deve precedere l'assegnazione delle quote. è indubbia, ad avviso di Confagricoltura, la necessità di evitare che l'assegnazione delle quote aggiuntive favorisca inopportuni incrementi produttivi, che avrebbero pericolosi effetti mercantili.
Confagricoltura ritiene indispensabile, anche per non vedere vanificati gli sforzi della quasi totalità dei produttori e da alcune realtà regionali nel perseguire l'applicazione della legge, che il Parlamento prima di convertire in legge il provvedimento governativo, si faccia garante di coloro che hanno rispettato le regole sino ad ora, accogliendo le indicazioni ed i suggerimenti che più volte.

 Andria (Pd): no regali a chi ha trasgredito le regole
Anche dall'opposizione piovono critiche sul decreto approvato. In particolare «Il Pd assumerà una posizione costruttiva, purché siano accolte le sue proposte indicate nei giorni scorsi al ministro delle Politiche agricole - ha dichiarato il ministro ombra delle Politiche Agricole, Alfonso Andria, a nome dei capigruppo e dei vicepresidenti del Pd nelle Commissioni agricoltura del Senato e della Camera e della rappresentanza di parlamentari che nei giorni scorsi ha incontrato il ministro Zaia per discutere il provvedimento sull'assegnazione delle quote latte. Una cosa è certa: il Pd non è disponibile ad avallare regali a chi ha trasgredito le regole. Vi è un ordine di priorità e la prima è questa. I cosiddetti 'splafonatori”, cioè i titolari delle multe, devono venire al terzo posto dopo i titolari della quota B tagliata e i produttori affittuari di quota».

«è inammissibile - ha poi aggiunto Andria - la franchigia del 5% della quantità splafonata, in quanto chi si è impegnato a mantenersi in limiti assolutamente fisiologici di produzione eccedente non può e non deve essere penalizzato». Inoltre, insiste il Ministro ombra «la rateizzazione dovrà essere contenuta in un massimo di 20 anni e accordata a condizioni di mercato (Euribor +1)». Andria ha sottolineato ancora che «non è ammissibile che venga nominato un Commissario di Governo che disciplini il rapporto con i super splafonatori. I casi particolari dovranno essere analizzati dal Ministero sotto il controllo della Corte dei Conti». E che «i soggetti che aderiscono alla rateizzazione, così come previsto dall'art.10 co.36 della legge 119, dovranno rinunciare ai contenziosi».

Adoc: bene il decreto ma prezzo rincarato dal 2001
Soddifatta l'Adoc per l'iniziativa del Ministro Zaia che va a sanare un problema risalente a 24 anni fa. «Bene il decreto legge sulle quote latte, da tempo ne chiedevamo una revisione - dichiara Carlo Pileri, presidente dell'Adoc - una misura di sostegno a tutto il settore agricolo, in crisi profonda a causa della recessione economica. è indispensabile riportare la produzione italiana a valori compatibili, riequilibrando i prezzi, sproporzionati in eccesso rispetto agli altri Paesi europei. Solo nell'ultimo anno abbiamo registrato un incremento del prezzo del latte del 9,6%, mentre dal 2001 ad oggi la crescita è stata del 55,8%. Aumenti particolarmente gravi, dato che si tratta di un alimento base delle nutrizione».

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