Rilanciare l'extravergine italiano Dop. A Milano l'Olio Officina food festival
In occasione dell'Olio Officina food festival, che si svolgerà a Milano il 28 e il 29 gennaio, quattro Dop si uniranno con lo scopo di rilanciare l'olio italiano (Garda, Riviera Ligure, Chianti Classico e Val di Mazara), e, con lo stesso intento, verrà presentato il nuovo lavoro di Luigi Caricato
A palazzo Giureconsulti in piazza Mercanti 2 a Milano, il 28 e 29 gennaio 2012, in coincidenza con la presentazione del nuovo raccolto della campagna oleraia 2011, si terrà l'Olio Officina Food festival, il primo festival interamnente dedicato a quello che non è solo un prodotto, ma un ingrediente fondamentale della cultura gastronomica del nostro Paese.
Quattro Dop unite per l'Italia
In questa occasione quattro Dop saranno promosse con il solo obiettivo di rilanciare l'olio italiano: Garda, Riviera Ligure, Chianti Classico e Val di Mazara. L'Italia dell'olio guarda al futuro con ottimismo: in questo nuovo impulso del comparto oleario, infatti, non c'è soltanto il generico Made in Italy, ma un Made in Italy che avanza con una marcia in più, quella delle tipicità derivanti dalla esclusività e unicità caratteristica delle denominazioni di origine protetta.
Questi quattro consorzi associati ad Aicig (Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche) hanno deciso di unirsi per costruire una nuova immagine comune che, pur nel rispetto delle differenze e delle specificità di ciascuno, valorizzi la qualità e la competitività dell'olio extra vergine di oliva italiano Dop.
Il motivo di questa scelta lo spiega il presidente del consorzio Olio Dop Garda Andrea Bertazzi, assieme ai presidenti degli altri tre consorzi di tutela: «L'unione fa la forza, innanzi tutto: la sinergia delle nostre risorse ci permetterà di varare iniziative e progetti di maggiore impatto rispetto a quelli che ciascuno di noi potrebbe condurre singolarmente».
Aggiunge: «Solo i 'sistemi” possono affermarsi e crescere in uno scenario difficile e aggressivo come quello attuale. Siamo convinti che associarsi non significa 'appiattirsi” ma, anzi, comunicare meglio, con professionalità e creatività, le qualità di ciascuno».
Conclude Bertazzi: «Crediamo che l'olio extra vergine di oliva Dop sia un grande patrimonio italiano e che la sua valorizzazione attraverso una comunicazione coerente, attenta e mirata possa essere benefica per tutti coloro che lavorano nella nostra filiera e per il nostro Paese nel suo insieme».
L'olio in librereria
E l'attenzione al prodotto è declinata anche in un libro, scritto da Luigi Caricato, già autore di molti volumi sull'olio di oliva, oltre che di un romanzo, 'L'olio della conversione” (2005). Per precisare il proprio lavoro attorno a questo mondo, ha coniato la parola 'oleologo”, che ora è nella banca linguistica della Treccani e dell'Istituto per il lessico intellettuale europeo. Il suo ulitmo lavoro è 'Olio di lago”, seguito dal necessario sottotitolo 'Garda Dop”, poiché specifica come l'olio di lago per eccellenza sia proprio quello del più grande lago nazionale.
Sul lago di Garda l'olivicoltura ha una tradizione antica ed è la zona di produzione di olio alla latitudine più a nord in assoluto del mondo. La qualità dell'olio è frutto di una passione secolare e la stessa olivicoltura è componente del paesaggio della riviera, con i suoi olivi sempreverdi elemento fondamentale della bellezza di un territorio. Il paesaggio è sempre segnato dalla presenza dell'uomo. Questa non è la prima pubblicazione dedicata all'olio extravergine di oliva, ma è la prima tutta dedicata a quello prodotto sulle colline moreniche che contornano il Benaco. Sulle tre regioni lambite dalle sue acque (Veneto, Lombardia, Trentino) opera il consorzio per la Tutela dell'Olio extravergine di oliva Dop Garda opera. Le province che danno denominazione all'olio sono quelle di Brescia (Garda Bresciano Dop), Verona e Mantova (Garda Orientale Dop), Trento (Garda Trentino Dop).
Il lettore, attraverso queste pagine, può capire il ruolo degli olivicoltori. Più che un libro per esperti del settore, è un viaggio sentimentale, sensoriale e gastronomico alla scoperta degli extra vergini Dop Garda. è utile per apprendere, ma scritto con un linguaggio divulgativo e arricchito da un ampia gamma di immagini inedite, tra foto e acquerelli. Si può capire il valore di tale olio, in ragione di un prezzo più elevato, ma sempre giustificato per la qualità con cui tali extra vergini si presentano sul mercato, sia le modalità d'impiego a tavola e in cucina, per via dell'ampio approfondimento riportato nel volume, unitamente ai suggerimenti di tre noti cuochi, tutti di area gardesana: Carlo Bresciani, Giuseppe Capano e Isidoro Consolini.
Oggi il legame tra agricoltura e cultura è meno stretto che in passato, tuttavia l'olivo e olio sono simboli arcaici di fecondità, energia, pace, luce e purezza e non va dimenticato che per i romani la parola 'cultura” indicava sia la coltivazione, la cura o la coltura dei campi sia l'educazione o la cura dell'animo. Proprio i romani portarono qua l'olivo, che ben si adatta a questo microclima mediterraneo. Attraverso queste pagine bene scritte si scopre così che il Garda, con la sua gente per lo più semplice e lavoratrice, si rispecchia idealmente nel suo prodotto di riferimento, tanto che, ogniqualvolta si versa un filo di quest'olio nel piatto, è giusto pensare a coloro che ne sono stati i grandi artefici: gli olivicoltori, senza dimenticare mai che l'olivicultura stessa sul Garda è paesaggio. Ripartire dal territorio per rilanciare e qualificare i consumi di olio extra vergine di oliva. è con tale proposito che, sabato 9 aprile, in occasione della diciassettesima edizione di Sol (Salone internazionale dell'olio extravergine di qualità) e della 45esima edizione di Vinitaly, il consorzio di Tutela dell'olio extravergine di oliva Dop Garda ha incontrato a Verona il pubblico degli appassionati cultori degli oli di oliva, gli operatori commerciali, gli organi di stampa, nonché gli esperti della materia, per spiegare loro le ragioni del successo commerciale dell'olio a denominazione di origine protetta Garda.
«Il motivo di tale successo - spiega il giovane presidente del consorzio, Andrea Bertazzi - sta tutto nell'incessante lavoro fatto nel corso di tanti anni sul territorio, partendo da un progetto ampiamente condiviso e sostenuto da tutti. Senza tale spirito nessuna operazione di comunicazione, commerciale o di marketing, poteva mai avere la giusta efficacia».
L'occasione dell'incontro veronese è scaturita dalla pubblicazione del volume illustrato dell'oleologo Luigi Caricato, Olio di lago Garda Dop, realizzato grazie al finanziamento del programma di sviluppo rurale per il Veneto 2007-2013. è un chiaro segno concreto di come si possa lavorare sul territorio comunicando quanto serve sapere su uno tra i prodotti più rappresentativi, qual è appunto l'olio extra vergine di oliva.
«L'olivicoltura del Garda - spiega Bertazzi - ha una storia antica e fascinosa, che oltre a esprimere una componente fondamentale del paesaggio, con i suoi olivi sempreverdi, continua a dare lustro e considerazione internazionale, attraverso il suo rinomato olio, all'intero territorio”. è quasi inutile precisare che senza il sostegno del territorio, con le sue persone e i protagonisti diretti di tale specifico prodotto, non ci sarebbero mai stati gli esiti commerciali ampiamente riconosciuti e apprezzati dal mercato.
Il libro è stato pensato proprio per dare un senso a tutto ciò. Si tratta a tutti gli effetti, come si legge in quarta di copertina, di un 'viaggio sentimentale, storico, sensoriale e gastronomico alla scoperta degli extra vergini” al di là delle frasi abituali. è un libro utile per apprendere, ma scritto con un linguaggio divulgativo e arricchito da un ampia gamma di immagini inedite, tra foto e acquerelli. Il lettore capirà sia il valore di tale olio, in ragione di un prezzo più elevato, ma sempre giustificato per la qualità con cui tali extra vergini si presentano sul mercato, sia le modalità d'impiego a tavola e in cucina, per via dell'ampio approfondimento riportato nel volume di Caricato, unitamente ai suggerimenti di tre noti chef, tutti di area gardesana: Carlo Bresciani, Giuseppe Capano e Isidoro Consolini. Si scopre così che il Garda, con la sua gente semplice e lavoratrice, si rispecchia idealmente nel suo prodotto di riferimento, tanto che, ogni volta che si versa un filo di quest'olio nel piatto, è giusto pensare a coloro che ne sono stati i grandi artefici: gli olivicoltori.
Articoli correlati:
Il tesoro del lago di Garda L'olio Dop affascina per il suo sapore
Cala la produzione dell'olio Dop Garda Ma la qualità è ottima anche nel 2011
L'olio del Garda vola oltremanica Guerrieri Rizzardi da Marks&Spencer
Successo degli oli Dop? Il segreto è nella ristorazione

