Successo degli oli Dop? Il segreto è nella ristorazione
Insigniti della menzione d’onore, in attesa della proclamazione dei vincitori del Sirena d’Oro in programma il 27 febbraio a Sorrento , 58 produttori al Salotto degli Oli Dop a Napoli. A Marisa Laurito il titolo di Donna dell’olio 2010. Inaugurata la scuola di cucina della Charming Italian Chef
NAPOLI – Ha aperto i battenti questa mattina, nel Palazzo San Teodoro a Napoli, l'ottava edizione del Sirena d'Oro di Sorrento, l'unico concorso nazionale dedicato esclusivamente agli oli extravergine di oliva Dop italiani, promosso dall'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania e Città di Sorrento e la partecipazione dell'Associazione nazionale città dell'olio, Oleum, Federdop e Ice.
Mentre i produttori prendevano posto per le degustazioni si è dato vita ad un convegno moderato da Michele Bungaro dal titolo 'Gli oli Dop tra tutela dei marchi ed identità culturale». «Questa manifestazione – ha spiegato Silvano Ferri, presidente di Federdop Olio, nell'aprire i lavori del convegno - è più bella di Sanremo. è incoraggiante vedere molti giovani imprenditori e imprenditrici che, in un momento difficile come quello che sta attraversando la nostra economia,hanno tanto amore nel portare avanti un lavoro di valorizzazione dei prodotti Dop. Fiducia, passione e amore ci devono accompagnare per salvaguardare la tradizione italiana. Spesso gli imprenditori fanno fatica a comprendere le possibilità di sviluppo di questa categoria di nicchia (3-4 % della produzione totale). Serve una comunicazione mirata per fare in modo che il consumatore si renda conto che un olio Dop non può costare come un olio che troviamo sugli scaffali della grande distribuzione a 3 euro».
A Napoli si è così parlato di territorio e dei mille campanili che distinguono il nostro paese. Non esistono oli uguali in Italia per località e annata e questo può essere visto come punto di debolezza, ma va precisato che all'estero ci invidiano questa situazione.
Enrico Lupi, presidente dell'Associazione Città dell'Olio, portando i saluti dei 350 soci del sodalizio è intervenuto precisando che «…questo è un concorso che richiede mesi di lavoro e fatica. Si lavora duro in tutt'Italia fermo restando che la Campania rimane il perno per gli aspetti organizzativi. Alla Bit (la Borsa internazionale del turismo, ndr), durante la celebrazione della commissione ministeriale sull'enogastronomia, è arrivata la conferma che c'è da registrare, nonostante un calo del turismo tradizionale, un trend in crescita del turismo enogastronomico. Questa forma di turismo nasce dal legame dei prodotti con la terra».
Esiste però un gap tra la fama che il prodotto incarna e la conoscenza, la comunicazione e la promozione dello stesso. «Servono alleati – ha precisato Lupi – perché da soli non superiamo questo gap. I ristoratori sono gli ambasciatori sul territorio delle realtà produttive del territorio stesso e con loro bisogna lavorare. Sicuramente la distribuzione conta (indipendentemente dalle dimensioni). Cresciamo come adesioni, ma l'asticella del consumo resta ferma. Sicuramente un aiuto può arrivare un aiuto dalla regioni, ma se manca una visione globale di paese, non sfondiamo».
Nelle eleganti sale di Palazzo San Teodoro questa mattina si è voluto sottolineare che l'olio non è semplicemente un lubrificante tra due fette di pane. Perché organizzare il Salotto degli oli e i premio Sirena d'Oro? «La Regione Campania crede nelle Dop – ha incalzato Luciano D'Aponte, responsabile regionale olivocoltura e valorizzazione – ed ha sempre puntato sui vini autoctoni e sui prodotti gastronomici come la mozzarella o il pomodoro. La Campania ha ben 40 Dop (il 10% di quelle italiane) e recentemente se ne sono aggiunte di nuove. Dobbiamo lavorare affinché i prodotti di origine protetta si avvicino sempre più al mondo della ristorazione: per questo abbiamo attivato la scuola di cucina che vedrà alternarsi ai fornelli chef stellati e non. Tutto questo, in collaborazione con l'Ice (l'Istituto del commercio estero), permetterà di dare maggiore visibilità alle aziende ».
«Vogliamo dare maggiore visibilità al mondo enogastronomico italiano attraverso del marketing internazionale – ha sottolineato Carlo Ercolino, funzionario dell'Ice di Napoli -. Per questo abbiamo invitato a Napoli una nutrita rappresentanza di buyer europei. La sfida sui mercati internazionali, seppur si stia diffondendo sempre più il concetto di italian style, è molto dura perché la competizione internazionale non fa sconti a nessuno».
Sono seguiti gli interventi di Benedetto Orlandi, responsabile del settore olivicolo della Coldiretti e di Raffaele Sacchi, docente dell'università di Napoli.
I saluti finali di questa mattina sono toccati a Gianfranco Nappi, assessore regionale all'Agricoltura.
«Si è recentemente completato il firmamento delle Dop Campane – ha illustrato Nappi - e questo ci riempie di soddisfazione. A Sorrento ci saranno tante novità: tra queste vorrei annunciare il Winter Festival, inizialmente in programma a Ravello, che si terrà al Teatro Tasso . Ho inoltre il piacere di annunciare che andremo ad allestire una scuola di enogastronomia che, ripercorrendo le antiche rotte, punterà alla promozione dei prodotti mediterranei».
Subito dopo il convegno e la consegna delle Menzioni si sono andate anche a premiare, per la prima volta rispetto alle scorse edizioni, anche le selezioni campane: Frantoio Pietra Bianca (Dop Cilento), Cammarano Angelo Maria (Dop Cilento) e Azienda agricola Massimo Cioffi (Dop Colline salernitane) per il fruttato leggero, Cooperativa Innovazione e Tradizione (Dop penisola sorrentina), Frantoio oleario Taverna Setteventi (Dop Irpinia-Colline dell'Ufita) e Frantoio Ferraro (Dop Penisola sorrentina) per il fruttato medio e San Comaio (Dop Irpinia-Colline dell'Ufita), Azienda Torretta (Dop Colline salernitane) e Frantoio Ciccone Carmine (Dop Irpinia-Colline dell'Ufita) per la categoria dei fruttati intensi.
Tutti gli oli insigniti della Menzione saranno protagonisti fino al 21 febbraio per una degustazione a Palazzo San Teodoro a Napoli in occasione del Salotto degli Oli Dop. Per selezione i 58 finalisti sono state coinvolte quattordici regioni, con 35 Dop per 192 produttori. Ariano Irpino la selezione più affollata con 58 produttori, mentre è di Verona il primato per il numero delle Dop: ben 13. Le Dop maggiormente rappresentate nella fase finale del Sirena d'Oro saranno il Chianti Classico e Terre di Siena per la Toscana, la Dop Umbria e la siciliana Dop Valli Trapanesi, con tre menzioni ciascuna.
E come vuole la tradizione, arriva il nome di colei che è stata scelta come Donna dell'Olio Sirena d'Oro 2010. Il titolo è stato conferito a Marisa Laurito, la poliedrica artista napoletana che da sempre ha fatto della buona cucina un vero e proprio stile di vita. «Sono fiera di ricevere questo premio – ha spiegato la Laurito - perché è rivolto alla mediterraneità. L'Olio è un alimento straordinario, gustoso da mangiare e sano per il fisico. Auspico che lo stesso entusiasmo sia esteso anche ad altri prodotti che vanni difesi a spada tratta dalle contraffazioni».
Da lunedì la giuria lavorerà per selezionare i 9 vincitori del Sirena d'Oro. Verranno così premiate, a Sorrento il 27 febbraio prossimo, tre aziende per ciascuna categoria: fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso.
Tutte le menzioni d'onore
Ecco l'elenco delle Menzioni di merito che sono state consegna oggi, sabato 20 febbraio, a Palazzo San Teodoro a Napoli:
Per il Lazio si sono qualificate Azienda Agricola Laura De Parri (Canino); Società Agricola La Mola di Anna Maria Billi (Sabina); Società Agricola Colli Etruschi Soc. Coop. e L'Oliveto Matarazzo (Tuscia).
Per la Campania, accedono all'appuntamento finale Frantoio Pietra Bianca e Cammarano Angelo Maria (Cilento), Az. Torretta Srl e Az. Agr. Massimo Ciuffi (Colline Salernitane), San Comaio Srl e Frantoio Ciccone Carmine (Irpinia-Colline dell'Ufita), Coop. Innovazione e Tradizione e Frantoio Ferraro Sas (Penisola Sorrentina).
Per la Puglia, hanno ottenuto il lasciapassare per la finale Società Cooperativa Agricola Sololio e Azienda Agraria Massari Vincenzo (Collina di Brindisi), Olearia Clemente Srl e Azienda Agricola Masseriola di Stefano di Loreto (Dauno), Azienda Agricola Dott. Nicola Barbera e Azienda Agricola Ing. Minervini Gregorio (Terra di Bari), Oleificio Stasi Srl e Azienda Francesco Fasiello (Terra d'Otranto).
Per la Sicilia, menzione in arrivo per l'Azienda Rollo Giorgio e Azienda Agricola Terraliva di Frontino Giuseppina (Monti Iblei) e Azienda Agricola D'Alì di M. Aurelia e M. Stella D'Alì s.s. (Valle del Belice).
Per la Toscana accedono dunque alla finale di Sorrento Podere Il Fornacino di Lidia Saletti, Azienda Agricola Pruneti di Gionni Pruneti e Azienda Terre del Nero (Chianti Classico), Azienda Agricola Carraia di Bardi Franco, Azienda Agricola Trequanda Srl e Società Agricola Sovana snc (Terre di Siena).
La DOP Umbria arriva in finale con la Società Agricola Mascio Srl, l'Azienda Agraria Calvarone e Frantoio La Casella di Scassini Paolo.
Nella stessa preselezione anche la Liguria che ottiene il via libera per i produttori dell'Azienda Olivicola Canaiella e Ranise Agroalimentare Srl (Riviera Ligure).
Per la DOP Molise, menzione all'orizzonte per l'Oleificio Bruno Mottillo.
L'Abruzzo accede alla finale con i rappresentanti di tre DOP: Società Agricola Chiarieri e Azienda Agricola Speranza Giancarlo (Aprutino Pescarese), Azienda Agricola Tommaso Masciantonio e Azienda Agricola La Selvotta di Sputore Giovanni (Colline Teatine), Azienda Agricola De Antoniis Adele e APROL Abruzzo Società Cooperativa Agricola (Pretuziano delle Colline Teramane).
Per la Lombardia, il Consorzio Laghi Lombardi si aggiudica il pass per la finale per la DOP Laghi Lombardi Lario-Sebino, mentre per la DOP Garda – in parte presente anche nella stessa Lombardia - i due produttori che accedono alla finale di Sorrento arrivano entrambi dal Trentino e sono l'Azienda Olio Toniolli di Stefano Bonamico e l'Agraria Riva del Garda.
Per la DOP Veneto, si qualificano gli Olivicoltori Associati Colli del Basso Vicentino S.c.a. e Redoro Srl Frantoi.
Per l'Emilia Romagna arriva la promozione del Frantoio Paganelli per la DOP Colline di Romagna e C.A.B. Cooperativa Agricola Brisighellese per la DOP Brisighella.
Da Nord a Sud passando per la Sardegna dell'omonima DOP che porta in finale Accademia Olearia S.r.l. e Fattorie Enrico Loddo.
La Calabria promuove la DOP Bruzio dell'Az. Le Conche e de La Molazza Sas.
Ancora per la regione Sicilia passano il turno l'Azienda Ing. Giuseppe Saletti & C. snc e l'Azienda Merlino Antonio (Monte Etna), l'Azienda Planeta di Alessio Planeta (Val di Mazara), l'Azienda Agricola Biologica Titone, il Frantoio Torre di Mezzo srl e l'Azienda Agricola Barbàra di Barbara Salvatore (Valli Trapanesi).
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