«Con la proroga alle multe per le quote latte si continua a calpestare gli accordi assunti e la dignità dei produttori in regola». è quanto dichiara Tommaso Mario Abrate, presidente nazionale del settore lattiero caseario di Fedagri-Confcooperative, sulla proroga prevista dal maxiemendamento al decreto milleproroghe appena approvato dal Senato col meccanismo della fiducia. In questo modo slitta ancora una volta il pagamento delle multe, dando altri sei mesi di tempo agli allevatori. è previsto uno slittamento di altri sei mesi, rispetto all'ultimo termine fissato al 31 dicembre 2010, della partenza dei piani di rateazione delle multe.

«Per la prima volta - continua Abrate - la proroga riguarda non solo gli splafonatori storici, ma anche quei produttori che, esasperati dai privilegi concessi ai loro colleghi inadempienti, non avevano versato entro lo scorso 31 dicembre la settima rata delle 14 previste: il segnale è più che chiaro e anche tutti gli altri produttori ne sapranno trarre le conseguenze, in attesa che la questione venga finalmente risolta dall'Ue».



«Non si può non stigmatizzare - aggiunge Abrate - che i precisi accordi assunti dal Governo a Bruxelles nel novembre del 2008, a fronte dell'aumento della quota nazionale del 5%, non vengono rispettati, così come che vengano disattese le precise garanzie fornite alla filiera pur di imporre la riforma Zaia delle quote latte».

«C'è da domandarsi - sostiene Abrate - come mai viene trovata prontamente copertura finanziaria all'emendamento per far passare la proroga, quando il fondo di 45 milioni di euro, istituito con la legge 119 del 2009, per consentire ai produttori di rinnovare o dilazionare il pagamento dei debiti contratti per l'acquisto delle quote latte (su cui lo Stato ha incassato da tempo circa 200 milioni di euro di imposte) è tuttora bloccato. Si deve rilevare dunque che queste imposte vengono utilizzate per mantenere i privilegi a carico dei produttori che non intendono mettersi in regola».

«Il tema delle quote latte - conclude Abrate - resta purtroppo un tabù pur di fronte a 40mila produttori che continuano a chiedere rispetto e parità di condizioni competitive, come avviene in tutti gli altri Stati dell'Unione. Ci auguriamo che nel passaggio alla Camera prevalga il senso di responsabilità e che l'emendamento venga respinto».

«L'ennesima proroga delle sanzioni per i produttori che hanno superato il limite sancito dalle quote latte è un colpo sia economico sia morale all'agricoltura. La proroga delle sanzioni per quelle poche decine di agricoltori che non hanno rispettato i limiti definiti dalla Ue attraverso le quote latte è un ulteriore colpo al comparto agroalimentare italiano, economico e morale». Lo denuncia il presidente nazionale di Confeuro, Rocco Tiso.

«Questo provvedimento - continua Tiso - graverà sui contribuenti per 30 milioni di euro e rappresenta altresì un pessimo esempio. In una situazione tanto delicata per l'intero settore, premiare coloro che non hanno rispettato le regole, significa non riconoscere l'onestà di chi, con enorme fatica, svolge il proprio lavoro con professionalità e onestà. Il Ministro Galan aveva più volte detto di essere contrario a questo provvedimento, ma alla fine è stato ugualmente introdotto, e varato, nel mille proroghe».

«Non è certo questa - conclude Tiso - la strada che va percorsa per rilanciare l'indotto agricolo italiano. Provvedimenti di questo genere non solo non vanno nella direzione del tanto auspicato rilancio, ma fanno fare al settore un enorme passo indietro».


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