In Sicilia la grappa diventa “crocevia” di cultura e umanità
Attraverso assaggi, approfondimenti, visite a distillerie e al Museo del Satiro danzante l'Anag Sicilia si è dimostrata assolutamente attiva nella promozione della cultura e del prodotto d'eccellenza del Made in Italy. Grande è stato l'impegno del presidente della sezione siciliana Nino Borzellieri
La delegazione siciliana dell'Anag (Associazione nazionale assaggiatori grappa ed acquaviti) si conferma una delle più attive della Penisola, riuscendo a coniugare l'amore per la cultura e l'arte e la passione per i distillati. Nei giorni 13, 14 e 15 maggio 2011, guidate dalla prorompente vitalità dal neo-presidente regionale dell'Anag Sicilia, Nino Borzellieri, le sezioni provinciali di Palermo, Catania, Ragusa e Siracusa hanno 'vissuto” un fine settimana all'insegna della cultura del buon bere e della cultura intesa nell'accezione primigenia del termine. Un programma intenso di assaggi, approfondimenti, con visita alla distilleria Trapas 'Conte Alambicco di Sicilia” di Petrosino (Tp), visita al Museo del Satiro danzante di Mazara del Vallo (Tp), momento culminante del weekend e con l'escursione all'isola di Mothya, epilogo di un fine settimana vivace e culturalmente ricco. Ma andiamo per gradi... non alcolici...Venerdì 13 maggio arrivo dei soci e familiari, circa 60, che hanno 'invaso”, come i picciotti dei Mille di Garibaldi nel 1860, la periferia di Marsala (Tp), patria della 'Città del vino” dal 1987. Marsala sorge sulle rovine dell'antica città punica di Lilibeo (Lelub per i Fenici, Lilibeum per i Latini) poiché rivolta verso la Libia, dal cui nome deriva l'appellativo di lilibetani (oltre a quello di marsalesi) per i suoi abitanti. Le tracce più antiche risalgono al periodo del Paleolitico inferiore. Definita da Marco Tullio Cicerone 'splendidissima civitas” allorché insediatosi come questore a Lilibeo.
Cartaginesi, romani, arabi, normanni, svevi, angioni e aragonesi hanno lasciato tracce della loro cultura. La serata si chiude dopo la cena con l'incontro nella terrazza dell'albergo Delfino Beach con degustazione di sigari e Grappa dell'Etna dei fratelli Russo, distilleria dal 1870 in Santa Venerina (Ct). Grappa di pregiate uve: Nerello Mascalese, Cataratto e Nerello Cappuccio che il caldo sole di Sicilia matura alle falde dell'Etna conferendogli sentori fruttati e note floreali. Questa grappa è stata premiata nel 2005 con l'Alambicco d'Oro.
Sabato 14 dedicato alla visita guida alla distilleria Trapas 'Conte Alambicco di Sicilia” del mastro distillatore Conte e visita all'annesso Museo della distillazione. Come non approfittare della ghiotta occasione per degustare le grappe prodotte dalla distilleria Trapas accompagnate da 'dolcetti” siciliani? La linea 'Cottabos”, che propone quattro etichette, prodotte da vinacce di monovitigni autoctoni: Zibibbo di Passito di Pantelleria, Moscato di Siracusa, Zibibbo di Pantelleria e in ultimo Malvasia delle Lipari, grappe dai sentori delicati che rispecchiano l'intensità dei profumi e degli aromi della terra di Trinacria.
La linea 'Danzantica” che propone, anch'essa, quattro etichette, prodotte da vinacce di monovitigni autoctoni: Nero d'Avola, Grillo, Syrah e Inzolia, grappe profumate ed aromatiche. La 'Magnifica” Grappa di Nero d'Avola affinata in barriques: dai sentori di frutti di bosco, lampone, ribes e fragola e con note floreali della rosa con sentori di vaniglia. Linee che richiamano alla mente, nelle loro sapiente denominazione, un passato lontano che riemergendo prepotentemente consente il riaffiorare di antiche e nobili radici.
La linea 'Cottabos”, che trae il suo nome da un gioco concepito nella Sicilia della Magna Grecia praticato all'inizio ed al termine dei simposi. La linea 'Danzantica”, grappa elegante ed armoniosa che richiama alla memoria scene della mitologia greca quali i Satiri, divinità agresti che facevano parte del corteo orgiastico che accompagnava Dionisio ... che si lega, per osmosi culturale, mirabilmente al Cottabos.
Interessante, altresì, ed efficace l'esposizione del dott. Conti sulla storia della distillazione in Sicilia, come pure la visita all'annesso museo della distillazione, eventi che hanno polarizzato l'attenzione dei presenti, sollecitandone la curiosità e l'interesse, stimolando così le domande dei associati. Sincera e cordiale l'ospitalità del mastro distillatore Conte e dal suo staff. L'incontro ha avuto termine con la consegna di una Targa, a ricordo dell'evento, al titolare dell'Azienda Trapas 'Conte Alambicco di Sicilia”.
Nel pomeriggio, sempre all'insegna della conoscenza e della cultura che ha distinto (e distinguerà) i soci dell'Anag Sicilia, ci siamo organizzati in gruppi: perché non valersi della ricchezza che il territorio di questo lembo di Sicilia offre? Quindi, visita alla nave punica, al museo degli arazzi e alle cantine del Marsalese... in attesa della serata di gala. Tutti presenti con la divisa dell'Anag alla serata di gala che si è conclusa con una degustazione, guidata dalla nostra socia Anna Bonfardeci con abbinamenti di fragole Contanfa, cioccolato di Modica - definito da Leonardo Sciascia «d'inarrivabile sapore... che sfiora l'assoluto» - e formaggio Ragusano Dop, dal sapore amabile e peculiare conosciuto già dal XIV secolo, il tutto gestito da una scheda ludica, considerata la presenza di familiari. La degustazione ha riscosso il consenso dei partecipanti grazie all'abbinamento con la Grappa del'Etna dei f.lli Russo e 'Magnifica” della Distelleria Trapas e con lagrappa Gyate, medaglia d'argento, dell'Azienda agricola Laganelli del barone Gandolfo, grappa di moscato di Siracusa derivata da distillazione in alambicco artigianale in discontinuo a bagnomaria. Bianca, morbida dagli eleganti sentori di moscato.
Domenica 14 maggio siamo tutti in Piazza Plebiscito a Marsala, varchiamo le porte del Museo del Satiro Danzante, ospiti di Valeria Li Vigni, direttore del Museo Regionale Interdisciplinare Agostino Pepoli di Trapani e del Prof. Sebastiano Tusa, archeologo e Soprintendente del Mare della Regione Sicilia, per una visita guidata. Dopo i saluti di rito, molto affabili, il prof. Tusa illustra ai convenuti la 'storia” del Satiro. La statua è stata rinvenuta nella primavera del 1998 da un peschereccio nel canale di Sicilia. A conclusione degli interventi del prof.Tusa, della dott.ssa Li Vigni, dell'architetto Manzo che ha curato la sistemazione del Museo e della dott.ssa Scavone responsabile dell'Unità operativa del Museo ci portiamo nella sala allestita per il Satiro danzante.Descrivere le emozioni percepite al cospetto di un capolavoro di siffatta fattura è inesprimibile. Mente, cuore e anima dilatano i loro orizzonti in un succedersi di sensazioni estatiche. Ammaliati, quasi in atteggiamento d'incanto ad ammirare la plasticità delle forme, l'espressione intensa del volto come la sinuosità del corpo che rapiscono in un turbinio di emozioni che travalicando il mondo del sensibile proiettano nell'onirico. Approfittando di un evento così rilevante siamo stati autorizzati, in via del tutto eccezionale, a levare i nostri calici al Satiro rendendo così omaggio a una bellezza intramontabile che del mondo greco classico ne è la prova 'vivente”, rarissimo esempio di statuaria bronzea greca.
Il Satiro «flesso sul fianco destro, con le braccia distese in avanti, è colto nell'attimo in cui sta compiendo un salto sulla punta del piede destro sollevando contemporaneamente la gamba sinistra. I capelli, resi a fitte ciocche sottolineate da sottili incisioni, sono agitati dal pathos della danza orgiastica, che sconvolge ogni regola di equilibrio conferendo a tutto il corpo un movimento enfatico. Straordinariamente conservati gli occhi, in calcare alabastrino in origine integrato con pasta vitrea colorata. La statua è alta poco più di 2 metri e pesa 96 kg. Secondo l'iconografia del satiro in estasi, già nota dal IV sec., la statua doveva tenere con la mano destra il tirso, attributo di Dioniso mentre il braccio sinistro reggeva una pelle di pantera e la mano sinistra una coppa di vino».
La dott.ssa Li Vigni ha colto l'occasione, stimolata dalla sensibilità ed interesse dei presenti, impegnando i soci a costituire un'Associazione Culturale degli 'Amici del Museo del Satiro”. La proposta è stata subito fatta propria dal nostro Presidente e lo Statuto ad oggi è già al vaglio della stessa dott.ssa Li Vigni. Un ringraziamento particolare è dovuto a personalità così lungimiranti e colte, come la dott.ssa Li Vigni e il prof. Tusa, che fanno della cultura in generale e museale in particolare uno spazio aperto alla dinamiche della vita delle Associazioni rendendo così la cultura aperta a tutti e non solo per pochi eletti. La cultura intesa come fattore di sviluppo, come elemento essenziale di una società moderna non solo come mero strumento di asettica conoscenza bensì come elemento attivo affinché sia vero fattore di crescita, ritenendo che necessiti che la loro conoscenza non resti sapere di pochi ma diventi patrimonio dell'intera umanità.
Terminata la visita al Museo, dopo la consegne delle Targhe ricordo, di corsa in albergo per il pranzo, graditissimi ospiti la dott.ssa Li Vigni ed il prof. Tusa, momento conviviale forte per cementare un rapporto di collaborazione che abbiamo la volontà di perseguire con tenacia. La giornata si conclude con l'escursione all'antica città di Mothya importante scalo commerciale per i traffici dei Cartaginesi nel Mediterraneo.
E siamo giunti all'epilogo. Riuscire a sintetizzare questi giorni così intensamente vissuti nella nostra Sicilia, terra d'incontri delle culture mediterranee e non solo, non é stato semplice. Ciò che più preme far rilevare, al di là dell'evento in se stesso, è il cementarsi tra realtà diverse, uniche e irripetibili, di rapporti umani che si sono intessuti tra i soci e i familiari. Se il Satiro si inebriava di grappa, come piace credere al nostro presidente, noi ci siamo inebriati, prima di tutto, di umanità. Una speciale menzione per le sezioni di Ragusa e di Siracusa per l'impegno profuso anche nell'organizzazione. E non può essere sottaciuto l'impegno dell'architetto Giuseppe Borzellieri, socio e figlio del nostro Presidente, che ha collaborato egregiamente per l'organizzazione ed in particolare per aver curato tutta la parte riguardante la comunicazione grafica dell'evento.
In ultimo, un ringraziamento particolare al nostro 'grande” presidente regionale Nino Borzellieri per i sacrifici e per la sua totale dedizione all'Anag che, senza mai lesinare tempo ed impegno, ha saputo donare a noi tutti giorni sereni e fecondi che custodiremo diligentemente nei nostri cuori. Grazie Nino e grazie a tutti i presenti.
* Responsabile relazioni esterne Anag Sicilia
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