A Termeno il meglio dei distillati. Anag in prima linea per la qualità
Il Comune di Termeno (Bz) ha ospitato la 6ª edizione di “Acquaviti d’oro”, prestigioso concorso che ogni anno l'Anag organizza con l'intento di valorizzare i distillati. Le etichette, di qualità eccellente, che hanno partecipato alla rassegna sono state in tutto 192, provenienti da 61 distillerie
TERMENO (BZ) - Erano 61 le distillerie presenti con ben 192 etichette di qualità eccellente alla 6ª edizione di 'Acquaviti d'oro”, a conferma che il concorso, il più importante d'Italia e tra i primi a livello europeo, rappresenta un sicuro punto di riferimento per i distillatori che sempre di più sono orientati a focalizzare i loro sforzi nella ricerca della qualità. Il Comune di Termeno (Bz) ha ospitato domenica 22 maggio il prestigioso concorso, organizzato dall'Anag (Associazione nazionale assaggiatori grappa). Ben 16 le regioni italiane che hanno partecipato alla rassegna, in più hanno preso parte all'avvenimento anche Germania e Austria e questo ha conferito un manto di internazionalità del quale andare fieri.

Un plauso sicuro lo merita l'Anag intesa come associazione, il presidente nazionale Silvano Facchinetti e i presidenti regionali, i quali molto si sono dovuti adoperare non solo per organizzare un evento di tale spessore ma anche per aver coordinato una squadra di 77 assaggiatori. La qualità è stata quest'anno la parola d'ordine che ha mosso l'Anag in tutta Italia per diffondersi agli occhi ignari di tutti gli appassionati del distillato, riuscendo ad attivare un sito dedicato esclusivamente al concorso: www.acquavitidoro.eu.
è stata una mattinata veramente impegnativa quella del 22 maggio, due le sale a disposizione degli assaggiatori, una per i degustatori delle grappe e un'altra per la degustazione delle acquaviti, che vedono assaggiatori 'specializzati” proprio su questa qualità. La degustazione è naturalmente anonima e variegata in modo che nessun assaggiatore degusti un prodotto analogo a quello del vicino e giudicata con un metodo nuovo elaborato dal presidente Facchinetti e dalla segreteria dell'Anag. Fino all'anno scorso la valutazione si esprimeva in cifre, e questo non consentiva di interpretare che cosa l'assaggiatore esprimesse in base ai tanti parametri da considerare nella degustazione del distillato.
Quest'anno, viceversa, alle voci, ovvero ai parametri, corrisponde una scala graduata e documentata in quadretti (che gli assaggiatori barrano) esprimendo in base alle linee guida i propri pareri perfettamente interpretabili, comprese proprio quelle sfumature che nel numero non si sarebbero potute considerare. Le varietà presentate sono state non solo molte, ma assai variegate: dalle grappe giovani alle invecchiate, dai monovitigni alle aromatiche, dai distillati d'uva a quelli di frutta, modificandosi per profumi e per colorazioni.
L'Anag cerca di spendersi molto per diffondere la passione della grappa e dell'acquavite, organizza corsi nelle varie regioni e promuove attraverso i presidenti attività collegate all'argomento, con fiducia e convinzione. Il primo parere lo riceviamo da Attilio Carosso, presidente Anag Piemonte. La sua testimonianza cela anche una vena di campanilismo poiché l'Anag stessa è di origine piemontese. Ci spiega che l'associazione impegna moltissimo e richiede costanza, almeno mensile, per degustazioni e serate a tema.

Non sempre si riscontra il seguito che occorrerebbe, svela Andrea Toselli presidente Anag Emilia Romagna, che nell'organizzare i corsi nota che soprattutto un pubblico giovane magari partecipa per poi, in parte, svanire. Tuttavia, ad onor del vero, c'è anche una percentuale di ragazzi che si appassiona invece a questo argomento e con molto interesse.
Molti tra i presidenti che incontriamo hanno un passato o esperienza nel settore del vino, chi ha sempre fatto l'insegnamento nel settore, come per esempio Robero Padoan, presidente Anag Veneto, che milita nell'Anag dal 1990, o come Generoso Apicella, presidente Anag Campania, anch'egli da lungo tempo nel mondo del vino. Chi invece viene da tutt'altra realtà è Paola Soldi, presidente Anag Toscana. Un colpo di fulmine autentico quello per la grappa, un innamoramento rapidamente cresciuto in una regione però ostile al distillato, confessa rammaricata la Soldi, che non si dà per vinta e, malgrado lo sguardo sospettoso che la Toscana riserva alla grappa, si propone di potersi affiancare al Chianti Classico in una valutazione parallela che finora è un peccato che la regione non abbia colto.
La parentesi finale parla siciliano. Il vulcanico professor Antonino Borzellieri, presidente dell'Anag Sicilia dall'aprile del 2011, ha capito che la ricetta ideale per diffondere la grappa è mescolarla con la cultura e con la valutazione dello straordinario patrimonio artistico ed enogastronomico della Trinacria. Avanza con passo di giava il professor Borzellieri, seguito a ruota dal figlio (giovane architetto, anche lui tesserato Anag), ed è già riuscito a libare, con acquavite di Sicilia, beninteso, nel museo di Mazara del Vallo (Tp) al cospetto del Satiro danzante, del quale si dichiara innamorato e che nessuno era fino ad ora riuscito ad avvicinare con un brindisi collettivo. Ha molti altri progetti in cantiere che sta portando avanti ed è realmente una forte spinta in un territorio meraviglioso che troppo spesso fatica a decollare. L'impegno non gli manca e noi attendiamo curiosi i suoi progressi.

Un plauso sicuro lo merita l'Anag intesa come associazione, il presidente nazionale Silvano Facchinetti e i presidenti regionali, i quali molto si sono dovuti adoperare non solo per organizzare un evento di tale spessore ma anche per aver coordinato una squadra di 77 assaggiatori. La qualità è stata quest'anno la parola d'ordine che ha mosso l'Anag in tutta Italia per diffondersi agli occhi ignari di tutti gli appassionati del distillato, riuscendo ad attivare un sito dedicato esclusivamente al concorso: www.acquavitidoro.eu.
è stata una mattinata veramente impegnativa quella del 22 maggio, due le sale a disposizione degli assaggiatori, una per i degustatori delle grappe e un'altra per la degustazione delle acquaviti, che vedono assaggiatori 'specializzati” proprio su questa qualità. La degustazione è naturalmente anonima e variegata in modo che nessun assaggiatore degusti un prodotto analogo a quello del vicino e giudicata con un metodo nuovo elaborato dal presidente Facchinetti e dalla segreteria dell'Anag. Fino all'anno scorso la valutazione si esprimeva in cifre, e questo non consentiva di interpretare che cosa l'assaggiatore esprimesse in base ai tanti parametri da considerare nella degustazione del distillato.
Quest'anno, viceversa, alle voci, ovvero ai parametri, corrisponde una scala graduata e documentata in quadretti (che gli assaggiatori barrano) esprimendo in base alle linee guida i propri pareri perfettamente interpretabili, comprese proprio quelle sfumature che nel numero non si sarebbero potute considerare. Le varietà presentate sono state non solo molte, ma assai variegate: dalle grappe giovani alle invecchiate, dai monovitigni alle aromatiche, dai distillati d'uva a quelli di frutta, modificandosi per profumi e per colorazioni.
L'Anag cerca di spendersi molto per diffondere la passione della grappa e dell'acquavite, organizza corsi nelle varie regioni e promuove attraverso i presidenti attività collegate all'argomento, con fiducia e convinzione. Il primo parere lo riceviamo da Attilio Carosso, presidente Anag Piemonte. La sua testimonianza cela anche una vena di campanilismo poiché l'Anag stessa è di origine piemontese. Ci spiega che l'associazione impegna moltissimo e richiede costanza, almeno mensile, per degustazioni e serate a tema.

Non sempre si riscontra il seguito che occorrerebbe, svela Andrea Toselli presidente Anag Emilia Romagna, che nell'organizzare i corsi nota che soprattutto un pubblico giovane magari partecipa per poi, in parte, svanire. Tuttavia, ad onor del vero, c'è anche una percentuale di ragazzi che si appassiona invece a questo argomento e con molto interesse.
Molti tra i presidenti che incontriamo hanno un passato o esperienza nel settore del vino, chi ha sempre fatto l'insegnamento nel settore, come per esempio Robero Padoan, presidente Anag Veneto, che milita nell'Anag dal 1990, o come Generoso Apicella, presidente Anag Campania, anch'egli da lungo tempo nel mondo del vino. Chi invece viene da tutt'altra realtà è Paola Soldi, presidente Anag Toscana. Un colpo di fulmine autentico quello per la grappa, un innamoramento rapidamente cresciuto in una regione però ostile al distillato, confessa rammaricata la Soldi, che non si dà per vinta e, malgrado lo sguardo sospettoso che la Toscana riserva alla grappa, si propone di potersi affiancare al Chianti Classico in una valutazione parallela che finora è un peccato che la regione non abbia colto.
La parentesi finale parla siciliano. Il vulcanico professor Antonino Borzellieri, presidente dell'Anag Sicilia dall'aprile del 2011, ha capito che la ricetta ideale per diffondere la grappa è mescolarla con la cultura e con la valutazione dello straordinario patrimonio artistico ed enogastronomico della Trinacria. Avanza con passo di giava il professor Borzellieri, seguito a ruota dal figlio (giovane architetto, anche lui tesserato Anag), ed è già riuscito a libare, con acquavite di Sicilia, beninteso, nel museo di Mazara del Vallo (Tp) al cospetto del Satiro danzante, del quale si dichiara innamorato e che nessuno era fino ad ora riuscito ad avvicinare con un brindisi collettivo. Ha molti altri progetti in cantiere che sta portando avanti ed è realmente una forte spinta in un territorio meraviglioso che troppo spesso fatica a decollare. L'impegno non gli manca e noi attendiamo curiosi i suoi progressi.

