Vino italiano alla conquista del mercato russo. Dopo la ristorazione, si punta al consumo domestico
Quarto importatore a livello mondiale e buone prospettive di crescita: è l'Italia del vino che corre sui binari del mercato russo. Un mercato in crescita come conferma Andrea Carpi (nella foto), amministratore unico di A.C. Marketing & Trade ed esperto di dinamiche dei mercati internazionali: «La Federazione Russa è la terza economica mondiale per dinamismo dopo Cina e India. Con 142 milioni di abitanti il mercato vitivinicolo russo è uno dei più interessanti a livello mondiale per i produttori italiani, con un tasso di crescita del mercato del vino dell'8% annuo in volume e del 15% in valore - afferma Carpi. Il mercato del vino in Russia è ancora ristretto e poco concorrenziale, soprattutto perché limitato a pochi centri urbani. Il consumatore è giovane e ancora immaturo ma con un reddito
medio-alto, viaggiatore attento alle mode e alle tendenze, ben disposto verso la qualità, sono aumentate infatti del 25% le importazioni di vini di fasce medio e alta. In particolare a San Pietroburgo il consumatore preferisce prodotti di qualità medio-alta che si trovano per lo più nei ristoranti.
La segmentazione del mercato del vino in Russia avviene secondo il prezzo di vendita:
1. Low price (circa 5 euro – meno di 170 rubli - bottiglia da 0,75l) fascia occupata prevalentemente da vini locali e ucraini che ha risentito maggiormente del blocco delle importazioni dalla Moldavia e Georgia, del nuovo regolamento per l'ottenimento della licenza e delle nuove accise.
2. Standard (tra i 5 e i 10 euro - 170-300 rubli) segmento in crescita in cui rientrano per lo più vini ucraini, e in parte francesi, spagnoli e italiani.
3. Premium (+10 euro) segmento in crescita in cui si inserisce la miglior produzione francese, spagnola e italiana.
Mercato in crescita
La distribuzione di vino viene gestita da 126 importatori, la maggior parte dei quali si trova a Mosca e San Pietroburgo, il governo inoltre sostiene il
consolidamento delle importazioni come mezzo indispensabile per il controllo del mercato dei vini e degli alcolici la distribuzione avviene principalmente attraverso ristorazione, grande distribuzione, enoteche e wine bar il cui numero sta sensibilmente crescendo a Mosca e San Pietroburgo, negozi specializzati, negozi di quartiere, alberghi e family restaurant.
Le tendenze prevalenti nei canali di distribuzione del vino, soprattutto nei grandi centri urbani, vedono un aumento del numero degli ipermercati, supermercati e centri commerciali, nonché delle enoteche e dei negozi specializzati di medie e piccole dimensioni. Inoltre negli ultimi 2 anni sono comparse, soprattutto a Mosca, delle boutiques gastronomiche che vendono soprattutto vini di importazione per i consumatori più sofisticati e facoltosi.
Italia quarto importatore
Tra gli ostacoli che i produttori possono trovare nelle importazioni in Russia ci sono l'incremento delle procedure burocratiche, gli ostacoli nelle procedure doganali causati dai numerosi documenti e certificati necessari per le importazioni nonché l'introduzione del sistema computerizzato Egais volto ad eliminare i rischi di contraffazione dei vini e aumentare la trasparenza del mercato ha portato spese aggiuntive in termini di lavoro e di tempo, con conseguente aumento dei prezzi del 10-20%.
Su un totale di 700 milioni di litri consumati, 380 milioni sono vini di importazione. In particolare l'Italia si posiziona al 4° posto in termini di volume nelle importazioni di vino in Russia dopo Moldavia, Georgia e Francia ma è al 2° posto in termini di valore: un trend in crescita che vede l'Italia presente nella fascia alta del mercato. Tra i maggiori competitors per i produttori italiani, per fascia di prezzo, ci sono Francia, Spagna, Cile e Argentina.
Per il vino italiano il mercato più favorevole si conferma quello della ristorazione di alto livello ma, aumentando la presenza dei vini italiani nella vendita al dettaglio, ci sono buone prospettive anche nel consumo casalingo.
La capacità di competere dei vini italiani è legata alla forza delle aziende di essere presenti nel mercato con una visione di lungo periodo e alla capacità e alla voglia di fare investimenti. I produttori italiani potrebbero affermarsi maggiormente nel mercato russo organizzando degustazioni e presentazioni, avviando alleanze strategiche con partner locali, applicando un'attenta politica di prezzo, individuando importatori diretti non solo a Mosca ma anche a San Pietroburgo e nelle altre città minori e sensibilizzando maggiormente i media locali.
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