Prende quota il mercato del vino italiano in Corea del Sud
Con una popolazione di oltre 46 milioni di abitanti e 793 miliardi di dollari di reddito nazionale la Corea del Sud è la decima economia mondiale. è un paese tecnologicamente avanzato ed ha un livello medio di istruzione molto elevato. Fra le nuove economie industrializzate dell'Asia la Corea ha la domanda interna più contratta, per questo motivo e per incoraggiare i consumi il governo ha eliminato dazi e imposte su alcuni beni di lusso.
Dal 1999 ad oggi il mercato del vino è in crescita, grazie al fenomeno del 'Well-being” (benessere), afferma Andrea Carpi (nella foto a destra), esperto di dinamiche di mercati internazionali e titolare della società A.C. Marketing & Trade, in particolare grazie ad un programma televisivo il consumo del vino rosso è aumentato in modo significativo tra le donne sopra i 40 anni. Inizialmente consumato solo da persone ricche oggi le vendite di vino negli ipermercati, supermercati e convenient store ha superato quella di ristoranti e alberghi: il vino quindi viene bevuto maggiormente a casa. Il 77% del consumo totale interessa Seoul, che ha ancora enormi possibilità di sviluppo: se si considera che il consumo annuo di vino in Corea è di 0,59 litri pro capite si evince che ci sono ancora ampi margini di sviluppo.
Nel primo semestre del 2007 l'Italia si è posizionata al terzo posto tra i fornitori della Corea, con una quota di mercato del 12,6% dopo Francia (37,6%) e Cile (17,3%), ma prima degli Stati Uniti (12,1%). Mentre per quanto concerne il tasso di crescita dei primi cinque Paesi fornitori l'Italia è prima con 112,8%, seguita da Francia (88%), Australia (84,6%), Cile (74,6%) e Usa (32,3%) (fonte Ice). Questo incremento significativo rispetto agli altri paesi è da imputarsi alla presenza in Italia di molti vitigni autoctoni. Inoltre i vini italiani si contraddistinguono per un buon rapporto qualità/prezzo. In Corea la fascia di prezzi più applicata negli ipermercati è di 10-30 euro, nei wine bar 70-90 euro e 80-100 euro al ristorante.
I coreani preferiscono i vini rossi, che rappresentano il 79% del totale consumato, e il consumo di vino in Corea aumenta sensibilmente nel periodo delle feste quando viene utilizzato come dono. Fondamentale il ruolo dei media e della carta stampata in Corea anche per le vendite di vino ne è un esempio il successo del libro 'La goccia del dio”, un fumetto giapponese molto famoso in Corea in cui vengono descritte le caratteristiche di alcuni vini e che ha portato un significativo incremento delle loro vendite, con conseguente incremento del loro prezzo di vendita, e la realizzazione di degustazioni con i vini citati. A confermare il momento positivo per il mercato vitivinicolo coreano sono anche i numerosi articoli che vengono pubblicati quasi ogni giorno nei quotidiani.
Gli scambi con l'estero in Corea sono regolati dalla Foreign trade transaction law e da una serie di regolamenti e dal 1996 le licenze di importazione sono state liberalizzate. A Bruxelles sono in atto dei negoziati per intraprendere un libero scambio tra i Paesi della Ue e la Corea che consentiranno di togliere il 15% delle tasse di importazione di vini europei che potrebbero così godere dello stesso trattamento riservato ai vini di Cile e Stati Uniti.
Dal 1999 ad oggi il mercato del vino è in crescita, grazie al fenomeno del 'Well-being” (benessere), afferma Andrea Carpi (nella foto a destra), esperto di dinamiche di mercati internazionali e titolare della società A.C. Marketing & Trade, in particolare grazie ad un programma televisivo il consumo del vino rosso è aumentato in modo significativo tra le donne sopra i 40 anni. Inizialmente consumato solo da persone ricche oggi le vendite di vino negli ipermercati, supermercati e convenient store ha superato quella di ristoranti e alberghi: il vino quindi viene bevuto maggiormente a casa. Il 77% del consumo totale interessa Seoul, che ha ancora enormi possibilità di sviluppo: se si considera che il consumo annuo di vino in Corea è di 0,59 litri pro capite si evince che ci sono ancora ampi margini di sviluppo.Nel primo semestre del 2007 l'Italia si è posizionata al terzo posto tra i fornitori della Corea, con una quota di mercato del 12,6% dopo Francia (37,6%) e Cile (17,3%), ma prima degli Stati Uniti (12,1%). Mentre per quanto concerne il tasso di crescita dei primi cinque Paesi fornitori l'Italia è prima con 112,8%, seguita da Francia (88%), Australia (84,6%), Cile (74,6%) e Usa (32,3%) (fonte Ice). Questo incremento significativo rispetto agli altri paesi è da imputarsi alla presenza in Italia di molti vitigni autoctoni. Inoltre i vini italiani si contraddistinguono per un buon rapporto qualità/prezzo. In Corea la fascia di prezzi più applicata negli ipermercati è di 10-30 euro, nei wine bar 70-90 euro e 80-100 euro al ristorante.
I coreani preferiscono i vini rossi, che rappresentano il 79% del totale consumato, e il consumo di vino in Corea aumenta sensibilmente nel periodo delle feste quando viene utilizzato come dono. Fondamentale il ruolo dei media e della carta stampata in Corea anche per le vendite di vino ne è un esempio il successo del libro 'La goccia del dio”, un fumetto giapponese molto famoso in Corea in cui vengono descritte le caratteristiche di alcuni vini e che ha portato un significativo incremento delle loro vendite, con conseguente incremento del loro prezzo di vendita, e la realizzazione di degustazioni con i vini citati. A confermare il momento positivo per il mercato vitivinicolo coreano sono anche i numerosi articoli che vengono pubblicati quasi ogni giorno nei quotidiani.
Gli scambi con l'estero in Corea sono regolati dalla Foreign trade transaction law e da una serie di regolamenti e dal 1996 le licenze di importazione sono state liberalizzate. A Bruxelles sono in atto dei negoziati per intraprendere un libero scambio tra i Paesi della Ue e la Corea che consentiranno di togliere il 15% delle tasse di importazione di vini europei che potrebbero così godere dello stesso trattamento riservato ai vini di Cile e Stati Uniti.

