I Mercati dell'Est Europa, con l'ingresso nell'Unione europa, sono mercati in fase di crescita, la maggior parte non sono ancora mercati pronti fatta eccezione per la Federazione Russa e la Repubblica Ceca. Gli altri mercati nel medio periodo possono avere sviluppi interessanti come si vede dai dati della ricerca.  Andrea CarpiIn particolare per le cantine italiane la Repubblica Ceca rappresenta in volume il primo mercato di sbocco tra i Paesi dell'Europa centro-orientale davanti a Ungheria e Russia. In valore invece è la Federazione Russa a essere al primo posto seguita da Rep. Ceca e Ungheria, a dimostrazione del fatto che il mercato russo richiede vini di alto prezzo e qualità. Nella foto l'autore della ricerca Andrea Carpi.

FEDERAZIONE RUSSA
Congiuntura economica
Abitanti: 142 Milioni - PIL in crescita 7/8% annuo
La Russia è terza per dinamismo tra le grandi economie mondiali dopo Cina e India
Mercato russo dei vini è uno dei più interessanti a livello mondiale con un tasso di crescita dell'8% annuo in volume e del 15% in valore
Vini di importazione: 380 milioni di litri su un totale di 700 milioni consumati
Segmentazione mercato del vino
bottiglie da 0.75) secondo il prezzo di vendita
1. fino a 5€ vini locali e ucraini – TENDENZA IN DIMINUZIONE
2. tra i 5 e i 10€ vini ucraini, francesi, spagnoli e italiani – TENDENZA IN CRESCITA
3. +10€ vini di qualità francesi, spagnoli e italiani TENDENZA IN CRESCITA
Tale provvedimento tuttora in vigore, ha colpito il mercato dei vini di bassa qualità e quelli importati illegalmente. I prezzi di questi erano infatti sensibilmente inferiori a quelli importati da paesi come Italia, Francia, Spagna, ecc. Si era creato così, un vuoto di domanda e di mercato per i vini da tavola di qualità, a prezzi corrispondenti e questo ha favorito successivamente tra fine 2006 e il 2007 l'acquisto di vini italiani IGP ed analoghi, da parte degli importatori russi
Caratteristiche consumatori:una figura emergente, un consumatore ancora immaturo, ma giovane, con un reddito medio-alto, viaggiatore attento alle mode e alle tendenze. Le generazioni più vecchie preferiscono ancora la vodka.
In particolare a San Pietroburgo il consumatore preferisce prodotti di qualità medio-alta che si trovano per lo più nei ristoranti.
I consumatori di vino sono bendisposti verso la qualità. le importazioni (fasce medio e alta) sono aumentate del 25%
I vini rossi italiani agiscono da traino per tutti gli acquisti, non soltanto perché sono sinonimo delle zone vinicole italiane più conosciute ma anche perché il consumatore russo preferisce generalmente il vino rosso a quello bianco. La Toscana – anche per la sua attrattiva turistica – ha un grande richiamo sull'etichetta per quelle fasce di bevitori non molto acculturati. Per i collezionisti, aventi reddito elevato i nomi più altisonanti sono Brunello di Montalcino, Barolo e Amarone. Per i vini bianchi la regione più richiesta è il Friuli ed anche il Piemonte con Gavi di Gavi e Asti spumante gioca un ruolo importante. Al sud alla Sicilia spetta il primato delle richieste tuttavia, per il momento credo che il mercato russo sia ancora giovane per ben riconoscere le potenzialità dei vini di tutte le regioni d'Italia
il vino non fa parte dell' alimentazione quotidiana per i russi (almeno fino ad oggi), che quindi considerano il vino come una bevanda da occasioni speciali o come veicolo per socializzare.
Ostacoli legislativi burocratici del mercato russo:lungaggini burocratiche per le procedure doganali di importazioni; nel 2006 introduzione del sistema computerizzato EGAIS (sistema unificato d'informazione dei prodotti alcolici) volto a eliminare i rischi di contraffazione dei vini e aumentare la trasparenza del mercato. La EGAIS ha portato alla drastica diminuzione di importatori, principalmente i più piccoli, ma ha contribuito a rendere il mercato più controllato; è diminuito il numero dei laboratori atti a certificare i vini importati con conseguente incremento dei tempi per le forniture e aumento dei prezzi per le certificazioni; Il testo delle retroetichette cambia spesso con conseguente difficoltà per le procedure logistiche; applicazione del sistema di controllo del prezzo doganale durante lo sdoganamento: il prezzo minimo di 1 litro di vino italiano è 7 dollari.
Distribuzione: il vino italiano è ben presente nei ristoranti italiani mentre è scarsamente presente nei ristoranti internazionali, locali e soprattutto nella distribuzione al dettaglio. In particolare, la crescita più rapida delle vendite di vino sta avvenendo negli iper e supermarket con un incremento del 17% annuo. Però le vendite combinate delle prime 7 grandi catene distributive non coprono più del 9/10% (in Europa lo standard è del 50%).
Tendenze prevalenti nei canali di distribuzione del vino soprattutto nei grandi centri urbani:
- Aumento del numero e ruolo degli ipermercati, supermercati e centri commerciali
- Aumento delle enoteche e negozi specializzati di medie e piccole dimensioni
- Negli ultimi 2 anni comparsa soprattutto a Mosca delle boutiques gastronomiche per i consumatori più sofisticati e facoltosi con vini soprattutto stranieri
- A Mosca soprattutto ristorazione ha un ruolo fondamentale per la distribuzione del vino italiano
Enoteche e grande distribuzione stanno assumendo importanza dal punto di vista dei volumi di vendita: in particolare le aziende medio-grandi con una visione di marketing di lungo periodo hanno la capacità di competere contro le grandi multinazionali. I ristoranti italiani di qualità rappresentano il miglior veicolo di promozione della produzione vinicola. Accanto alla ristorazione, anche le enoteche e la grande distribuzione stanno assumendo importanza dal punto di vista dei numeri per volumi e valore di vendita. Nella Gdo la capacità di competere dei vini italiani è sempre più legata alla forza delle aziende, soprattutto quelle medio/grandi, di essere presenti sul mercato con una visione di lungo periodo e con un marketing aggressivo visto che sono direttamente in concorrenza con le grandi multinazionali degli alcolici.
In Russia esiste una piccola percentuale di vino prodotta localmente ma irrilevante già da molti anni per soddisfare la crescente domanda di consumo, così la maggior parte del vino é importato dai grandi paesi produttori, tra cui l'Italia. Nei confronti ad esempio della Gran Bretagna (altro paese importatore di vino) le regole per l'importazione in Russia sono abbastanza proibitive e macchinose. Per questo motivo le grandi catene di supermercati, le enoteche e tutto il settore della distribuzione si affida esclusivamente agli importatori. Ad esempio se volessimo individuare la filiera attraverso la quale un vino che esce dalla cantina in Italia arriva direttamente al consumatore russo, la strada è la seguente. Il vino è regolarmente acquistato dall'Italia da aziende private aventi licenza di importare in Russia. Ogni etichetta importata deve apporre la certificazione secondo la legislazione del nostro paese. Una volta che il vino é stato sdoganato l'importatore ha la facoltà di agire solamente come distributore (regionale o nazionale) oppure decidere di lavorare anche come rivenditore agli Horeca o vendere il vino direttamente con propri negozi. Attraverso questo processo, i vini italiani sono ormai ben rappresentati nei ristoranti di medio ed alto livello su tutto il territorio della Federazione Russa.
Importazioni del vino italiano in Russia: in confronto alle potenzialità dei vini dello stivale, le quantità importate in Russia sono ancora minime e questo deve essere visto come un'opportunità di crescita. Recentemente ho condotto di persona un'indagine tra alcuni dei maggiori importatori di vino ed i risultati sono stati incoraggianti. L'import dei nostri vini in Russia, è basato su un'alta percentuale di valore a discapito dei volumi importati. In altre parole, il vino italiano viene percepito soprattutto come vino di fascia medio/alta. Sui listini degli importatori intervistati si è notato che i vini italiani costituiscono normalmente un 25%-30% del totale dei vini proposti e generano eguali percentuali in termini di valore di vendita. Queste percentuali diminuiscono al 10% in entrambi i casi quando sì è preso in considerazione importatori specializzati per la grande distribuzione.
Presenza del vino italiano nelle regioni russe: il mercato è ancora ristretto e poco concorrenziale, soprattutto perché limitato a pochi centri urbani. Il 15% a San Pietroburgo a causa della scarsa presenza della ristorazione italiana e per il numero esiguo di importatori diretti: San Pietroburgo, 16 i ristoranti italiani; Mosca: 130 ristornati italiani di qualità.
Importatori: tutte le importazioni di vini e alcolici in Russia sono gestite da 126 importatori di cui 16 controllano il 65% dei volumi totali. La maggior parte di loro si trova a Mosca e San Pietroburgo.Durante il 2006 96 aziende hanno importato vino dall'Italia.
Come le aziende italiane possono competere nel mercato russo: la capacità di competere dei vini italiani è legata alla forza delle aziende di essere presenti nel mercato con una visione di lungo periodo e capacità/voglia di investimenti. I Fattori che favoriscono la penetrazione del vino italiano in Russia sono:
- La cucina
- Il turismo enogastronomico, (tour per giornalisti, addetti ai lavori…)
- La collaborazione con l'associazione Sommelier Russa e la promozione tramite l'ICE, le camere di commercio italiane
- La formazione e la cultura
Le maggiori riviste del vino sono Vinnaya Karta e Magnum (giornale cult), (Finbe)wines, rivista per trade e professionisti di settore.
Conclusioni: la situazione politica ed economica resta stabile e si prevede un futuro roseo per l'export del vino italiano nella Federazione. La nicchia dei 'premium wines” è quella che per il momento attira maggiormente gli importatori russi, tuttavia i vini italiani sono riconosciuti per la loro qualità anche quando si prendono in considerazione categorie inferiori. I produttori italiani dovranno interpretare al meglio le caratteristiche del mercato russo ma soprattutto lavorare in strettissimo contatto con gli importatori locali, i soli capaci di fare la differenza. I vini italiani ricoprono il 7% delle importazioni totali di vino in Russia. Il nostro Paese è preceduto da Moldavia (50%), Georgia (10%) e Francia (10%).Ma Moldavia a Georgia importano vini a basso prezzo e dal debolissimo appeal sui consumatori più esigenti e facoltosi.
Attualmente la situazione del mercato del vino in Russia sta subendo significativi cambiamenti a causa della temporanea messa al bando dei vini della Moldavia e della Georgia: i paesi che traggono vantaggio da questa situazione sono quelli che offrono vini con un favorevole rapporto qualità/prezzo. Tra i Paesi che stanno ottenendo i maggiori vantaggi: Bulgaria che ha proposto vini a basso costo ma di qualità scadente, seguita da Spagna, Cile e Francia. L'Italia ha ottenuto dei vantaggi marginali a causa della frammentazione dell'offerta.


REPUBBLICA CECA
Abitanti 10 milioni
Il quadro economico della Rep. Ceca continua ad essere positivo.
I dati relativi all'andamento dell'economia indicano una crescita complessiva del PIL del 6,1% nel 2006 (una delle migliori performance degli ultimi 15 anni)
Consumo annuo: circa 180 milioni di litri. Per il 60% vengono consumati prodotti d'importazione soprattutto vini italiani, Francesi, Spagnoli  e Ungheresi
Nel 2004 ingresso della Rep, Ceca nella UE che ha comportato l'abbattimento dazi doganali per vini provenienti dalla UE e ridimensionamento barriere per vini Nuovo Mondo. Nel prossimo futuro si assisterà ad un ulteriore incremento del consumo di vino grazie all'aumento del turismo e all'abbattimento dei dazi doganali.
Consumi e tendenze: 18 litri annui
Preferenze per i vini rossi 60%
Il mercato richiede vini di fascia di prezzo tra i 2 e i 3,40€ la bottiglia
55% della popolazione consuma vino in casa, meno diffuso il consumo al ristorante o nei pub
Sempre più propensione verso il consumo di vini di qualità.
Il consumo di vino di qualità rappresenta oggi un fenomeno rilevante e di moda anche se è importante sottolineare che c'è bisogno ancora di molto lavoro e tempo perché i consumi di vino raggiungano i livelli dei paesi europei più sviluppati.
Distribuzione:il 70-80% di vino viene venduto presso i punti vendita della GDO; il 20-30% di vino viene venduto nell'HoReCa e nelle enoteche specializzate (circa 200). L'approvvigionamento della GDO avviene attraverso produttori, importatori, distributori e grossisti locali.
Nella GDO il 1° posto lo occupa il gruppo tedesco Schwarz (192 punti vendita), Ahold (293 punti vendita), Tesco (80 punti vendita) e Makro Cash&Carry (12 punti vendita), Rewe CR (240 punti vendita) tra gli ipermercati Kaufland e Lidl. Forte espansione dei centri commerciali
Importazioni: le importazioni dall'UE rappresentano il 66% del volume complessivo. Nella graduatoria dei principali paesi fornitori l'Italia è al primo posto con il 25%, seguita da Francia (13%), Spagna (12%) e Ungheria (9%).Le etichette di maggior pregio provengono dalla Francia
Dalla fine degli anni '90 la presenza dei vini italiani è aumentata di quasi 4 volte facendo segnare negli ultimi 12 mesi un balzo in avanti del 28%.
Conclusioni: attualmente c'è una enorme quantità di importatori di vini, che comporta nel consumatore una sensazione di smarrimento a causa della grande quantità di vini presenti. In futuro la situazione si snellirà sul mercato rimarranno solamente gli importatori specializzati che assicureranno ai loro clienti un servizio di qualità. Gli esperti stimano che nei prossimi anni in questo Paese il consumo di vino aumenterà fino a raggiungere i livelli medi europei.
Prospettive per i produttori italiani: ottime pertanto le prospettive anche per i produttori vitivinicoli italiani che però per poter cogliere le opportunità di crescita del settore devono conquistare la classe media attraverso l'offerta di vini di livello medio con un buon rapporto qualità/prezzo.

UNGHERIA
Abitanti: 10 milioni - Paese storico produttore di vini di qualità
Importazioni di vino italiano in Ungheria settembre 2007 +75% (nel 2006 12 milioni di Euro su un totale di 16 milioni) - 2/3 dei vini importati sono italiani
Consumatori: i consumatori ungheresi sono aperti a nuove proposte caratterizzate da originalità e dal giusto rapporto qualità/prezzo. Il consumatore medio associa l'Italia per lo più al vino rosso (55/60% del prodotto consumato), ma il consumo di vini bianchi è in costante ascesa.
Importazioni: l'Italia rappresenta il più importante importatore di vino in Ungheria con una quota nel 2006 del 72,6% del mercato ed un trend di crescita costante.
Conclusioni: In Ungheria il vino italiano non solo è il più venduto ma nel 2006 rispetto al 2005 è incrementato moltissimo: 240% in volume e 80% in valore.
In Ungheria sono presenti vini bianchi e rossi di quasi tutte le regioni italiane soprattutto provenienti da Toscana, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Puglia e Sicilia.

ESTONIA
Abitanti: 1,4 milioni
In Estonia ci saranno significativi investimenti nel settore del turismo, importante opportunità per l'incremento delle importazioni di vino italiano: come è noto alberghi e ristoranti sono i principali ambasciatori del vino italiano.
I risultati delle vendite di vino in Estonia non sono ancora importanti a causa non solo del reddito basso della popolazione e della scarsa conoscenza da parte dei consumatori dei nostri prodotti ma anche a causa della concorrenza di altri paesi tra cui Francia, Spagna, Cile ma anche Finlandia e Paesi Bassi.
Il consumo di vino non è quotidiano, il vino viene considerato ancora una bevanda 'festiva”.
Gli importatori di vini italiani presenti in Estonia sono 20.


REPUBBLICA SLOVACCA
Abitanti: 5.389.180
La presenza del vino italiano sul mercato slovacco è consistente e in crescita. L'immagine dell'Italia è legata a prodotti di qualità: l'Italia ha un ruolo da protagonista nel mercato dei vini non solo di qualità, infatti sta conquistando anche il segmento medio. Il vino italiano si trova facilmente nei supermercati, il vino di alta qualità viene consumato nelle enoteche e nei ristoranti (circa 30 nel Paese). Poche le marche presenti nella distribuzione al dettaglio.

CONCLUSIONI GENERALI
Il vino italiano sta attraversando una fase molto positiva grazie alla notorietà e credibilità del 'made in Italy” e anche se sono mercati ancora marginali, se confrontati a quelli più importanti come USA e Germania, il vino italiano sta riscuotendo sempre maggiore successo nel Paesi dell'Est.
I mercati dell'Est sono ancora poco conosciuti ma decisamente promettenti. In particolare importanti incrementi nell'export si sono avuti in Rep. Ceca, Ungheria e Polonia. L'Italia viene associata per lo più al vino rosso ma anche i bianchi e soprattutto le bollicine stanno conquistando sempre più fasce di mercato all'Estero. Soprattutto i mercati nei Paesi dell'est recentemente entrati nella UE grazie all'abbattimento dei dazi doganali hanno grandi margini di sviluppo.Sono mercati non pronti in cui bisogna agire a medio periodo ma sono mercati dalle grandi potenzialità.
Sviluppi interessanti da aree inaspettate: la ricchezza si sposta in continuazione.
Fino a pochi anni fa alcune aree non erano prese nemmeno in considerazione - per esempio il Kazakistan è un'area molto ricca di risorse naturali, le fonti di consumo stanno implodendo e ne beneficia anche il vino: un bene di lusso che rappresenta una certa qualità della vita.