In un incessante susseguirsi di notizie relative a sequestri di prodotti agroalimentari adulterati, contraffatti o conservati in cattive condizioni igieniche, il Nucleo antifrodi dei Carabinieri di Parma mette in evidenza in un testo redatto per la testata 'Italia a Tavola” quali sono i principali compiti del Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari e dei reparti specializzati, delineando quelle che sono le caratteristiche del 'Made in Italy” in generale e cercando di spiegare a cosa ci si riferisca con tale dizione.

I principali incarichi dei Nuclei antifrodi sono effettuare controlli straordinari sull'erogazione e sul percepimento degli aiuti comunitari nel settore agroalimentare della pesca ed acquacoltura. Inoltre vengono svolte mirate verifiche sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, compresi gli aiuti a Paesi in via di sviluppo e indigenti. Quindi controlli straordinari nel comparto agroalimentare su erogazione di finanziamenti comunitari, prodotti a marchio di qualità e sicurezza alimentare.

Nello specifico, il reparto specializzato dell'Arma dei Carabinieri si occupa prevalentemente anche della lotta alla 'criminalità in agricoltura” intesa nella forma di criminalità che consiste nella consumazione di reati ai danni sia degli operatori economici e che agiscono prevalentemente nel settore agricolo e alimentare sia dei consumatori. Tra questi assumono particolare importanza le attività di contrasto di tutti quei reati perpetrati anche dagli stessi operatori, diretti alla commissione di frodi e/o volti all'illecito ottenimento di finanziamenti da parte di enti pubblici e dell'Unione europea.

è in questo ambito che sono indirizzate le linee strategiche e i principali propositi operativi. In riferimento a ciò si pensi che solo per il comparto agroalimentare vengono erogati dall'Unione europea all'Italia oltre 5 miliardi di euro all'anno. Come si può ben capire una cifra significativa e importante per l'intero comparto. I finanziamenti sottratti dall'opera criminale di organizzazioni spesso anche di stampo mafioso ledono sensibilmente l'efficacia delle politiche economiche per le quali sono stanziati. La sottrazione di importanti risorse a operatori onesti, spesso vittime dell'azione criminale, nonché la commissione di frodi, altera l'intero comparto produttivo.

I Nuclei antifrodi Carabinieri (Nac), con sede in Roma, Parma e Salerno, sono stati istituiti per conseguire da parte del Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentare una maggiore aderenza al territorio, riuscendo quindi a conseguire una capillare azione sia nei controlli e sia nelle indagini nei vari settori dell'agroalimentare. Tale struttura acquisisce ancor più efficacia potendosi avvalere anche di oltre 4.600 Comandi stazioni Carabinieri presenti sull'intero territorio nazionale, notoriamente presidi storici e ottimi conoscitori del territorio. Nel corso del 2010 l'attività del Comando nel complesso ha consentito di operare sequestri per un controvalore di 17 milioni di euro circa e di segnalare in stato di libertà 59 persone ed emettere 179 sanzioni amministrative per un valore di quasi 125mila euro.

Presso il Comando Carabinieri Politiche agricole e alimentari di Roma, è attivo un numero verde nazionale che i cittadini possono contattare per segnalare frodi nel comparto agricolo e agroalimentare: 800 020320.


La tutela del Made in Italy
Vengono identificati come prodotti 'Made in Italy” tutti quelli riconosciuti tali dall'attuale normativa vigente sull'origine dei prodotti che è regolata dalla normativa comunitaria e che si diversifica a seconda del comparto e della tipologia di prodotto. Pertanto alla luce di tale normativa, e semplificando ai soli fini descrittivi si può sostenere che le merci interamente ottenute in un unico Paese o territorio sono considerate originarie dello stesso e quindi, se si tratta dell'Italia, queste ne prendono l'origine.



Diversamente, le merci alla cui produzione hanno contribuito due o più Paesi sono considerate originarie del territorio in cui hanno subito l'ultima trasformazione sostanziale. La stessa normativa comunitaria indica quali sono le operazioni di trasformazione sostanziale in grado di conferire o meno tale caratteristica al prodotto. Vi sono inoltre norme di diritto interno che dettano indicazioni di dettaglio sull'applicazione della normativa comunitaria.

Infatti anche recentemente sono state introdotte nuove norme maggiormente specifiche e rivolte alla tutela del Made in Italy e ai prodotti a 'Marchio di qualità” (Denominazione di origine ed Indicazione geografica). In particolare, è stata approvata, nel quadro normativo di specifici provvedimenti, la legge n. 99 del 2009 recante disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia, che introduce, tra gli altri, un nuovo articolo del Codice penale, il 517 quater relativo alla contraffazione di Indicazioni geografiche o Denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari. Questa norma, oltre ad avere l'obiettivo preciso di tutelare la contraffazione delle Dop e Igp nazionale e quindi anche buona parte del Made in Italy, introduce altri strumenti di tutela quali, ad esempio, la possibilità di sequestro di beni agli indagati pari al valore della frode commessa.

La recente legge n. 166/09, ha invece modificato l'art. 4 comma 49 l. 350/03 (l. finanziaria 2004) sulla tutela del 'Made in Italy” e sui prodotti interamente italiani, equiparandola al reato di frode nell'esercizio del commercio regolata dall'art. 515 del C.p. In particolare, da quest'ultimo provvedimento normativo sono scaturite precise disposizioni ministeriali (ministero dello Sviluppo economico e ministero delle Finanze - Agenzia delle dogane) che hanno fornito un ulteriore contributo all'azione di protezione, in campo nazionale, del Made in Italy.

Dal complesso delle attività svolte emerge infatti la presenza di imprese italiane che, pur trasformando e commercializzando prodotti di origine straniera, 'abuserebbero” di questa dizione fornendo indicazioni in etichetta poco chiare o fortemente evocative all'origine italiana. Ne sono esempio casi in cui vi sono confezioni che recano nella presentazione o nella pubblicità chiari riferimenti alla 'Italianità” del prodotto (bandiere tricolore, foto di notissimi prodotti/preparazioni culinarie, ecc.), ma a successivi controlli emerge l'origine non italiana. Tuttavia, ciò non è detto che violi le norme: serve sempre un attento approfondimento di ogni caso.


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