A sostegno del ministro Galan contro il falso Made in Italy
Chissà che sia la volta buona. Giancarlo Galan, che ce la sta mettendo tutta per dimostrare decisione nella gestione concreta di un Ministero che si era sovraesposto virtualmente con il predecessore Luca Zaia, ha dichiarato guerra ai taroccatori di prodotti alimentari italiani. «Combattere è la parola d'ordine per salvaguardare le sorti dei prodotti made in Italy», dice il ministro delle Politiche agricole, e non si può non essere con lui. I recenti blocchi alle ex frontiere organizzate dalla Coldiretti ci hanno dimostrato nei giorni scorsi quanta schifezza entra in Italia spacciata per alimenti tutelati magari da Dop o Igp, prodotti di dubbia provenienza e che comunque giocano su simboli o assonanze di nomi.
Prosciutti di Parma prodotti in Ucraina invece che mozzarelle di caseifici tedeschi. Può magari essere che il consumatore attento si accorga che al posto di 'made in Italy”, in caratteri microscopici, ci possa essere scritto un altro Paese di provenienza. Ma nella maggior parte dei casi non è facile accorgersi dell'imbroglio. E la colpa, va detto una volta per tutte, non è solo del consumatore, oggi magari più attento a leggere il prezzo (il più basso possibile vista la crisi), invece che a capire composizione e sito di produzione. Se c'è un responsabile vero di queste truffe (che spesso creano danni anche alla salute, alla faccia dei risparmi per il privato e lo Stato...) è il nostro sistema istituzionale che non si è veramente preoccupato di tutelare il consumatore.
Una tutela che si sarebbe dovuta dare da anni su almeno due fronti: favorendo da un lato le condizioni per una migliore organizzazione della produzione nazionale (lo scandalo delle quote latte e delle importazioni di cagliate o latte in polvere per produrre formaggi sono i casi più evidenti) e obbligando tutti i produttori che vogliono vendere in Italia ad apporre con chiarezza (e in caratteri grandi) dove avviene la produzione e da dove vengono le materie prime utilizzate.
Se Galan, al di là delle dichiarazioni politiche, vuole davvero condurre la battaglia che ha annunciato (e contro la quale si era arenato il pur attivissimo Zaia) deve sapere che la sua sarà una rivoluzione davvero a 360°: dovrà fare in modo che cambino i rapporti nel mondo agricolo favorendo la crescita della dimensione delle aziende spesso troppo piccole e perciò a volte non in grado di fare fronte alle richieste delle grandi industrie alimentari (che trovano più facile e conveniente rifornirsi all'estero...), e allo stesso tempo dovrà lottare contro le burocrazie italiane ed europee per intensificare sul serio controlli e normative di tutela.
Sia pure nella difficoltà che si prospetta, la battaglia merita però di essere combattuta. Soprattutto per valorizzare la qualità del Made in Italy a tavola. E se davvero Galan vorrà rimediare allo scivolone del Governo che ha da poco nominato Cavaliere del lavoro uno dei più importanti taroccatori al mondo (con Parmesan e mozzarelle prodotte in Australia), dovrà trovarsi degli alleati. La ristorazione italiana (quella che opera nella Penisola o nel mondo poco importa) potrebbe essere uno di questi. Se il Ministro sceglierà di promuovere le eccellenze puntando sugli ambasciatori autentici del gusto italiano, forse avrà qualche possibilità. E, nel nostro piccolo, 'Italia a Tavola” sarà pronta a dare il suo contributo.
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
Articoli correlati:
Galan: Giù le mani dal Balsamico Battaglia contro i falsi stranieri
Lotta alla frode alimentare Tolleranza zero con i falsi italiani
Milano, truffa sulle quote latte Lo Stato chiede danni agli splafonatori
Made in Italy "tarocco" all'estero Falsi tre prodotti su quattro
Ancora un tarocco per il Prosecco In Germania c'è quello analcolico
Brennero crocevia dei cibi tarocchi Dai prosciutti al pesto niente è italiano
Contro mozzarelle blu e "tarocchi" Agricoltori in protesta al Brennero
Sono tedesche le mozzarelle blu Maxi sequestro di 70mila pezzi
Parmigiano e Grana conquistano gli Usa Ma 7 forme su 8 sono tarocche
Sagre, precursori, Cavalieri Troppi i volti della politica
L'industriale del 'Parmesan” è Cavaliere del lavoro: vergogna!
Formaggi "tarocchi" sul web Falsificate le etichette delle Dop
Risonanza magnetica per alimenti contro il falso Made in Italy a tavola
Allarme alle frontiere, 3 milioni di litri di latte al giorno diventano italiani
Prosciutti di Parma prodotti in Ucraina invece che mozzarelle di caseifici tedeschi. Può magari essere che il consumatore attento si accorga che al posto di 'made in Italy”, in caratteri microscopici, ci possa essere scritto un altro Paese di provenienza. Ma nella maggior parte dei casi non è facile accorgersi dell'imbroglio. E la colpa, va detto una volta per tutte, non è solo del consumatore, oggi magari più attento a leggere il prezzo (il più basso possibile vista la crisi), invece che a capire composizione e sito di produzione. Se c'è un responsabile vero di queste truffe (che spesso creano danni anche alla salute, alla faccia dei risparmi per il privato e lo Stato...) è il nostro sistema istituzionale che non si è veramente preoccupato di tutelare il consumatore.
Una tutela che si sarebbe dovuta dare da anni su almeno due fronti: favorendo da un lato le condizioni per una migliore organizzazione della produzione nazionale (lo scandalo delle quote latte e delle importazioni di cagliate o latte in polvere per produrre formaggi sono i casi più evidenti) e obbligando tutti i produttori che vogliono vendere in Italia ad apporre con chiarezza (e in caratteri grandi) dove avviene la produzione e da dove vengono le materie prime utilizzate.
Se Galan, al di là delle dichiarazioni politiche, vuole davvero condurre la battaglia che ha annunciato (e contro la quale si era arenato il pur attivissimo Zaia) deve sapere che la sua sarà una rivoluzione davvero a 360°: dovrà fare in modo che cambino i rapporti nel mondo agricolo favorendo la crescita della dimensione delle aziende spesso troppo piccole e perciò a volte non in grado di fare fronte alle richieste delle grandi industrie alimentari (che trovano più facile e conveniente rifornirsi all'estero...), e allo stesso tempo dovrà lottare contro le burocrazie italiane ed europee per intensificare sul serio controlli e normative di tutela.
Sia pure nella difficoltà che si prospetta, la battaglia merita però di essere combattuta. Soprattutto per valorizzare la qualità del Made in Italy a tavola. E se davvero Galan vorrà rimediare allo scivolone del Governo che ha da poco nominato Cavaliere del lavoro uno dei più importanti taroccatori al mondo (con Parmesan e mozzarelle prodotte in Australia), dovrà trovarsi degli alleati. La ristorazione italiana (quella che opera nella Penisola o nel mondo poco importa) potrebbe essere uno di questi. Se il Ministro sceglierà di promuovere le eccellenze puntando sugli ambasciatori autentici del gusto italiano, forse avrà qualche possibilità. E, nel nostro piccolo, 'Italia a Tavola” sarà pronta a dare il suo contributo.
Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net
Articoli correlati:
Galan: Giù le mani dal Balsamico Battaglia contro i falsi stranieri
Lotta alla frode alimentare Tolleranza zero con i falsi italiani
Milano, truffa sulle quote latte Lo Stato chiede danni agli splafonatori
Made in Italy "tarocco" all'estero Falsi tre prodotti su quattro
Ancora un tarocco per il Prosecco In Germania c'è quello analcolico
Brennero crocevia dei cibi tarocchi Dai prosciutti al pesto niente è italiano
Contro mozzarelle blu e "tarocchi" Agricoltori in protesta al Brennero
Sono tedesche le mozzarelle blu Maxi sequestro di 70mila pezzi
Parmigiano e Grana conquistano gli Usa Ma 7 forme su 8 sono tarocche
Sagre, precursori, Cavalieri Troppi i volti della politica
L'industriale del 'Parmesan” è Cavaliere del lavoro: vergogna!
Formaggi "tarocchi" sul web Falsificate le etichette delle Dop
Risonanza magnetica per alimenti contro il falso Made in Italy a tavola
Allarme alle frontiere, 3 milioni di litri di latte al giorno diventano italiani


