Governo alla prova per turismo ed ospitalità
Fra le questioni più urgenti ci sono nuove norme per restituire flessibilità e convenienza economica all’occupazione in hotel e ristoranti, il fenomeno delle sagre tarocche e quello delle false recensioni sul web
Il Governo, con un provvedimento varato nel pieno caos politico della condanna del Cavaliere, ha dato il via ad un programma di riforma del sistema di tutela dei Beni culturali. Per ora siamo a poco più di un segnale, ma chissà che non sia la volta buona perché questo provvedimento, passato quasi in sordina, non diventi il primo tassello dell’atteso piano nazionale per fare del turismo la prima risorsa economica italiana.
Ai finanziamenti per la lirica o alla nomina di un sovrintendente per tentare di ovviare alla vergogna di Pompei, vanno ovviamente aggiunti una serie di provvedimenti urgenti che non sono più rinviabili, pena il crollo dell’intero sistema dell’ospitalità.
Fra le questioni urgenti ci sono nuove norme per restituire flessibilità e convenienza economica all’occupazione in hotel e ristoranti, pena chiusure a catena delle attività e nuovi subentri di imprenditori extracomunitari e per lo più cinesi. E Milano che si prepara (?) all’Expo 2015 ne è un esempio preoccupante. C’è poi irrisolta da anni la questione delle sagre tarocche che, oltre ad aggravare le difficoltà di produttori e ristoratori onesti con una concorrenza sleale, alimentano il già insopportabile sistema delle evasioni fiscali, nonché l’ingerenza di politici maneggioni e senza etica. Le recenti denunce della Fipe Toscana sono un preciso segnale di un limite alla decenza ormai superato.
Di non minore importanza è una difesa delle produzioni tipiche e della ristorazione di qualità, entrambe a rischio per il perdurare di una crisi economica che spinge verso un’alimentazione low cost, ma senza garanzie.
Fuori dall’ambito prettamente politico, ma che pure non può essere dimenticata dal Governo, c’è infine l’indecenza del sistema dei falsi commenti sul web per gli esercizi pubblici che, nel perdurare di un minimo di autoregolamentazione seria, ha in TripAdvisor lo strumento più devastante a supporto della concorrenza sleale in nome di una retorica ridicola della libertà di espressione nell’anonimato. Gli esempi delle ultime settimane ne sono l’ulteriore conferma.
Ai finanziamenti per la lirica o alla nomina di un sovrintendente per tentare di ovviare alla vergogna di Pompei, vanno ovviamente aggiunti una serie di provvedimenti urgenti che non sono più rinviabili, pena il crollo dell’intero sistema dell’ospitalità.
Fra le questioni urgenti ci sono nuove norme per restituire flessibilità e convenienza economica all’occupazione in hotel e ristoranti, pena chiusure a catena delle attività e nuovi subentri di imprenditori extracomunitari e per lo più cinesi. E Milano che si prepara (?) all’Expo 2015 ne è un esempio preoccupante. C’è poi irrisolta da anni la questione delle sagre tarocche che, oltre ad aggravare le difficoltà di produttori e ristoratori onesti con una concorrenza sleale, alimentano il già insopportabile sistema delle evasioni fiscali, nonché l’ingerenza di politici maneggioni e senza etica. Le recenti denunce della Fipe Toscana sono un preciso segnale di un limite alla decenza ormai superato.
Di non minore importanza è una difesa delle produzioni tipiche e della ristorazione di qualità, entrambe a rischio per il perdurare di una crisi economica che spinge verso un’alimentazione low cost, ma senza garanzie.
Fuori dall’ambito prettamente politico, ma che pure non può essere dimenticata dal Governo, c’è infine l’indecenza del sistema dei falsi commenti sul web per gli esercizi pubblici che, nel perdurare di un minimo di autoregolamentazione seria, ha in TripAdvisor lo strumento più devastante a supporto della concorrenza sleale in nome di una retorica ridicola della libertà di espressione nell’anonimato. Gli esempi delle ultime settimane ne sono l’ulteriore conferma.


