Giulio De CapitaniMILANO - L'assessore regionale all'Agricoltura, Giulio De Capitani (nella foto), è intervenuto sulla vicenda del prezzo del latte. «Ringrazio il consigliere provinciale di Milano Cova (Pd) per il prezioso suggerimento - ha detto De Capitani - purtroppo la sua visione ingenua e semplicistica è ben distante dalla realtà del mercato. Se tutto fosse così semplice, questa tormentata trattativa sarebbe già risolta da tempo. Evidentemente al consigliere Cova mancano alcune informazioni. Infatti, i parametri dei costi delle materie prime e dei prodotti, da Cova proposti come criterio generale applicato a molti settori, hanno fallito proprio nel settore del latte, dove un'unica materia prima (il latte) ha differenti destinazioni produttive, con caratteristiche molto diverse tra loro (formaggi freschi, yogurt, prodotti Dop, latte fresco, latte Uht, ecc)».

«La difficoltà - ha proseguito il responsabile dell'Agricoltura - è proprio quella di mettere insieme tutte queste anime. Quanto al mio presunto letargo, appare strano che il consigliere Cova, così attento e 'sveglio”, non si sia accorto degli importanti provvedimenti attivati da Regione Lombardia a sostegno dei 'produttori di latte”: 50 milioni di euro erogati a luglio attraverso l'anticipo del 70% della Pac 2010, preceduti da un contributo straordinario di altri 9 milioni di euro a maggio. Liquidità che è stata affiancata dalle agevolazioni per favorire l'accesso al credito per le aziende oggi in difficoltà. Stiamo inoltre lavorando per attivare un ulteriore contributo, che sarà disponibile da questo inverno e per i prossimi 5 anni, destinato a premiare la qualità del latte e le aziende che hanno fatto della qualità un mezzo per guadagnare competitività. Sul prezzo del latte va precisato che Regione Lombardia non si è sottratta e non si sottrae al ruolo istituzionale che le compete. La disponibilità a creare e a favorire un momento di incontro tra gli attori di questa vicenda (produttori e industriali) c'è e viene esercitata».

«Ma non si può dimenticare - ha concluso De Capitani - che gli attori sono altri e che il mercato, molto più instabile e volatile ora che dieci anni fa, ci pone di fronte ad una riflessione che, se si vuole affrontare seriamente il problema e non limitarsi a dei proclami, non possiamo non fare e cioè se oggi possa ancora valer e il principio di un prezzo unico e indistinto per tutti o se forse non si debba lavorare su più fronti proprio per premiare le differenze e valorizzare la qualità».


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