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L'avvicendamento era nell'aria. E a conti fatti conferma come i sommelier lombardi dell'Ais condividessero la necessità di un salto di qualità nella loro associazione dopo i pur importanti risultati dell'ex presidente Luca Bandirali. Anche se l'ex squadra 'di governo” dava per vincente il bresciano Emilio Zanola (anche per il fatto di essere il delegato della provincia in cui si votava...), alla fine Fiorenzo Detti ha vinto, come da nostre previsioni, con largo margine le elezioni per guidare da qui all'Expo 2015 i sommelier lombardi.

Il senso che sembra emergere con forza da questo voto (che per molti versi ha altri esempi in giro per l'Italia) è che nell'Ais - dopo l'era dei grandi numeri degli associati e degli iscritti ai corsi - è forse giunta l'ora di fare i conti con l'esigenza di garantire più professionalità a chi il sommelier lo fa di mestiere (in enoteca, al ristorante o in cantina). Dopo tanti sommelier commentatori e comunicatori del vino, forse (e aggiungiamo, speriamo) sta per giungere l'ora in cui il sommelier tornerà ad essere quello che dovrebbe essere: il garante di un giusto rapporto tra produttore e consumatore.

In questo senso è interessante il progetto di insistere molto sull'aggiornamento per cui sia i delegati di provincia che i commissari d'esame dovrebbero in qualche modo tornare anche loro fra i banchi. Sarebbe un modo per dare più certezze agli interlocutori e segnalare un rinnovato rigore. E che ciò avvenga proporio in Lombardia, dove ci sono più sommelier e più businnes, è un bel segnale per tutta l'Italia. 

E ugualmente ci piace l'idea, se troverà conferma, che invece di consolidarsi come uno dei tanti editori del settore, la Guida dell'Ais di Lombardia (ViniPlus) possa diventare non già un elenco di numeri, ma un prontuario, una una guida del territorio in cui più che ai punteggi si punti alla completezza. Per le valutazioni ci possono essere altri momenti, come i concorsi alla cieca, in cui la figura di garanzia del sommelier potrebbe ulteriormente emergere.

Ma soprattutto, ciò che sembra interessante è che i sommelier lombardi col loro nuovo presidente vogliono collaborare con tutti, dai piccoli produttori di vino ai consorzi (non esclusa l'Ais nazionale e i ristoratori), per costruire quella grande squadra che dovrà gestire l'evento dell'Expo 2015 in cui la Lombardia, nel suo insieme, sarà chiamata ad esprimere il meglio in termini di organizzazione e gioco di squadra. E in questo i sommelier dovranno svolgere la loro parte di intermediari del vino, lasciando ad altri la parte tutta discutibile dei commenti e delle valutazioni... O meglio, i giudizi del singolo sommelier sono una cosa, quelli di un'associazione, francamente, rischiano di coinvolgere in mediazioni e interessi troppi soggetti per essere credibili. C'è da sperare ora che la nuova aria fresca lombarda contamini un po' tutta l'Ais.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net



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