Dopo i tempi del Cisiolo a dosaggio zero millesimato, frutto di un Pinot nero legato non solo alla terra, ma anche alla specificità di una singola stagione, è l'ora del Cisiolo senza annata, sempre a dosaggio zero, figlio di un'esperienza in vigneto e in cantina che ha consentito di conoscere sempre meglio questa varietà e l'evoluzione dei vini provenienti dalla sue uve affinati in acciaio, barrique e botti anche per 4-5 anni.

Cisiolo senza annata dosaggio zero vuole essere l'espressione più autentica del Pinot nero impiantato in un terreno argilloso, poco tipico della Franciacorta, dove i grappoli maturano lentamente e conservano l'acidità che consente al vino di poter durare a lungo, elegantemente.

Altra particolarità: Cisiolo senza annata dosaggio zero è da considerarsi un vero e proprio cru, perché ottenuto da un unico vigneto, Fornaci, il più esteso di tutta la Franciacorta impiantato a Pinot nero, una varietà a cui Villa Crespia dedica quasi venerazione, tanto è difficile e particolare il suo adattamento al suolo e al clima. Allo stesso tempo si caratterizza per l'assemblaggio di molte vendemmie di diversa maturità, mescolate tra di loro così da fare di questo Franciacorta la vera essenza del Pinot nero a dosaggio zero.

Cisiolo, insieme a NumeroZero, entrambi a dosaggio zero, testimonia la predilezione di Villa Crespia per i Franciacorta nature: entrambi possono considerarsi il completamento di un percorso iniziato fin dagli esordi di Villa Crespia.

L'evoluzione di Villa Crespia: da sei terre sei vini alla scelta dell'ecosostenibilità
Villa Crespia è l'unica azienda Franciacortina a vantare un insieme di vigneti impiantati in tutta la variabilità dei suoi suoli e dei suoi ambienti. Sei unità di paesaggio, un tempo denominate unità vocazionali, caratterizzano la Franciacorta, questa piccola area tra Brescia e il fiume Oglio e in tutte e sei Villa Crespia ha impiantato i suoi 26 vigneti in appezzamenti che variano da 2000 metri quadrati a 7,8 ettari.

Ogni unità di paesaggio ha la sua dignità, il suo carattere, la sua personalità. In questa diversità Villa Crespia ha sempre creduto perché è patrimonio di ogni singolo vino, l'occasione per ritrovare le emozioni di una passeggiata, di uno scatto fotografico. Il territorio nel bicchiere. L'idea di sei terre sei vini, prima quasi un gioco di numeri, diventa in maniera convincente espressione della valorizzazione e del rispetto verso l'ambiente e il suo paesaggio, che anima Villa Crespia.

Questo percorso della tenuta, la sua concezione viticola ed enologica si amplia di nuovi contenuti, in linea con le esigenze dell'agricoltura sempre più 'green”, con la ricerca della naturalità. L'impegno verso la sostenibilità è sempre maggiore. L'enologia persegue la strada del basso impatto con un uso sempre più ridotto di solforosa.

L'energia necessaria alle funzioni della cantina è prodotta con fonti rinnovabili: fino 200 kilowatt/ora. I materiali di confezionamento sono riciclati e riciclabili. Anche l'immagine si è fatta più sobria ed elegante. Villa Crespia è un continuo divenire di pensiero e di ricerca.


Villa Crespia
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