Nella Toscana dei tanti vini più o meno aristocratici (e purtroppo anche di mistificatori, come l'esperienza di alcuni produttori di Brunello insegna..) c'è anche chi non si rifà a quarti di nobilità, ma recuperando un lavoro antico ha saputo dare qualità ed eccellenza ad un vino oggi noto in tutto il mondo, il Morellino di Scansano. Un prodotto che in pochi anni ha saputo conquistare la più alta piazza con il riconoscimento della Docg, traguardo che più di tante parole conferma il livello di qualità raggiunto. Un merito che in gran parte va riconosciuto alla Cantina cooperativa del Morellino di Scansano, principale produttore e da almeno 24 anni traino di un territorio che fa riferimento ai comuni di Scansano, Manciano, Magliano, Semproniano, Roccalbegna, Campagnatico e Grosseto, che rientrano in toto o in parte nell'area di produzione delle uve di Morellino.
 Una cantina che della qualità e della remunerazione dei suoi 152 soci conferitori ha fatto le sue regole, valorizzando la coltivazione e la raccolta delle uve, puntando sul valore dei prodotti commercializzati che, come detto, rappresentano un'altra faccia della Toscana.
Forte dei successi e in forte ascesa grazie anche ai nuovi sprint garantiti dall'entrata sul mercato delle prime bottiglie di Morellino di Scansano Docg (presentate in anteprima al Vinitaly), la Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano si è presentata nei giorni scorsi a Milano, al Circolo della stampa. Benedetto Grechi, presidente, Santino Ceccarelli, direttore, e Alessandro Fiorini, agronomo, hanno illustrato i dati economici e quelli enologici di una realtà che nel tempo ha saputo dare nuova prospettiva ai giovani ed in genere all‘area del Grossetano, stupenda da un punto di vista ambientale, ma fino a pochi anni fa totalmente depressa.
E i numeri parlano da soli. Con oltre 7 milioni di euro di ricavi (+6% lo scorso anno), la Cantina lavora circa 400 ettari che vanno dalla montagna al mare (parco dell'Uccellina) e produce diverse varietà di Morellino (oltre ad altri vini) che hanno per destinazione due diverse linee commerciali: quella più alta, per lo più riserve, per l'Horeca e quella per la Gdo (Grande distribuzione). Le uve sono raccolte secondo un programma che tiene conto di varianze ambientali e clonali secondo un calendario di un mese circa che è strettamente collegato ad un progetto di tracciabilità che prevede vinificazioni anche di lotti molto piccoli.
L'ultima vendemmia ha garantito ai soci una liquidazione pari a € 1,41/kg per il Morellino (circa il 70 % del totale del conferimento) e € 0,77 per le uve di Bianco della vicina Doc di Pitigliano, che si sovrappone in parte alla Docg Morellino di Scansano. In assoluto uno dei più elevati livelli di rremunerazione del settore in Italia e che ben spiega il ritorno di molti giovani alla viticoltura della Docg Morellino di Scansano.

Qui è nato il vino in Italia
Per ora è ancora un'ipotesi di lavoro, ma la Cantina dei produttori di Scansano ha deciso di andare fino in fondo avviando una ricerca con le Università di Siena e Milano. Obiettivo: accertare che la vite sia stata domesticata sul territorio della Doc del Morellino dove esistono tracce di vite silvestris risalenti al 12°-10° secolo avanti Cristo. L'idea di base è che gli Etruschi abbiamo domesticato queste piante e cominciato a fare l'uva confermando così le più recenti teorie secondo cui la coltivazione della vite sarebbe stata avviata in più punti autonomi (almeno 5 o 6) fra il Caucaso e il Mediterraneo, invece che, secondo la scienza classica, essere nata in Mesopotamia ed essere poi stata esportata…

a.l.