è l'ultima novità in quel brutto pasticcio di Brunellopoli: Argiano declassa il suo Brunello Docg 2003 e, di fatto, indica la strada per uscire dal fango in cui si è trovato uno dei vini più nobili d'Italia. Con un'implicita ammissione di colpevolezza (Argiano con Frescobaldi, Antinori e Banfi è una delle più note cantine sotto inchiesta per non aver rispettato il disciplinare che impone Sangiovese in purezza) la contessa Noemi Marone  Cinzano ha scelto la strada di una lettera aperta al giornalista James Sucking (fra coloro che hanno sollevato il problema della frode) e ai clienti della sua azienda per spiegare le ragioni che hanno portato la sua cantina a imporsi un declassamento dell'annata 2003. Si tratta, anche se non è detto esplicitamente, di una di quelle ammissioni di responsabilità che avevamo invocato da tempo e che non può che fare piacere, oltre che fare onore alla contessa. Un'autodenuncia di questo tipo ha fra l'altro il merito di porre la parola fine a tante inutili speculazioni, aprendo al tempo stesso la via per una più corale operazione di pulizia, unica via per restituire credibilità a tutti i produttori di Brunello.

Si tratterà ora di vedere se a queste belle parole (che riportiamo di seguito in una traduzione forse non perfetta dall'originale in inglese) seguiranno altri fatti. La 'pulizia” deve in particolare riguardare il declassamento di tutti i Brunelli tagliati con altri vitigni e, contestualmente, coinvolgere a tutti i livelli i rappresentanti delle cantine di Brunello indagate che sono presenti nei vari organismi o consorzi che hanno il compito di garantire e promuovere l'immagine del vino italiano. E a questo proposito, anche se a malincuore, non possiamo che ripetere quanto già scritto l'8 aprile a proposito dei silenzi di Vittorio Frescobaldi (presidente del Comitato dei Grandi Cru d'Italia): davvero un onorevole passo indietro di alcuni uomini, sul cui rigore vorremmo continuare a poter credere, farebbe un servizio al Paese. Quello che è avvenuto a Montalcino è infatti molto più grave di quanto si voglia fare credere. Siamo in presenza di una trufffa che colpisce uno dei vini in assoluto più "cari" in Italia e uno simboli del 'Made in Italy a tavola”. Con urgenza si deve respirare aria nuova. Speriamo che il prossimo ministro abbia la forza ed il coraggio di imporre quelle soluzioni drastiche per cui non ha avuto polso De Castro. Noeni Cinzano Marone ha tracciato la strada con un raffinato mea culpa… Ne servono molti altri.

Alberto Lupini

 La lettera di Noemi Marone Cinzano

«...
S
ono profondamente turbata e triste a causa delle recenti vicende che hanno avuto un terribilmente serio impatto nella nostra amata zona e inevitabilmente il mio cuore si rivolge alle tante brave persone che per così tanti anni hanno lavorato duramente e con dedizione per produrre i nostri vini, e ai nostri fedeli clienti che ci hanno sempre seguito con grande passione.
Noemi Marone CinzanoNelle ultime settimane il Brunello di Montalcino è stato sottoposto a duri attacchi che hanno infiammato controversie e innescato influenze negative sul lavoro svolto da tutti i viticoltori di questa area investendo anche il Consorzio, oggi riconosciuto a livello internazionale. Il Consorzio è interprete di una gran mole di lavoro in difesa di tutto quello che abbiamo raggiunto, aiutandoci a far luce su quanto è accaduto e sostenendo la qualità dei nostri prodotti con precisione e competenza.
Rispettando la filosofia che ha sempre ispirato Argiano, non riteniamo poter immobilizzare le nostre referenze maggiori ed aspettare che gli eventi seguano il loro corso.
Il nostro principale intento è quello di mettere in grado i nostri fedeli clienti di godere del nostro eccellente vino anche per quest'anno. Per questa ragione faremo l'enorme sacrificio di riclassificare la nostra più importante referenza, la nostra bandiera aziendale.
In questo indimenticabile e unico anno la nuova etichetta sarà:
IL DUEMILATRE DI ARGIANO
Abbiamo deciso di cambiare il nome inserito nel marchio classico che è diventato il nostro simbolo, lasciando il vino inalterato nella sua essenza, lo stesso di sempre, lo stesso vino che in innumerevoli occasioni ci ha regalato premi e riconoscimenti internazionali. Fermamente teniamo fede ai nostri valori ed al nostro entusiasmo, fortemente radicati nella nostra storia, datata fin dal 1580.
Il sogno che ha ispirato la mia vita è quello di trasformare le emozioni in qualcosa di unico, sensuale ed affascinante da dividere con il maggior numero di persone al mondo. Mi sono innamorata di
Argiano, fin dal primo istante, avvertendo immediatamente che era il posto giusto per realizzare queste mie grandi ambizioni, creando vini conosciuti ed apprezzati in ogni luogo. Ho sempre dedicato la mia intera vita al mondo del vino e all'impegno di raggiungere un gusto raffinato. Guardando al futuro io sono certa che tutto quanto ritornerà presto alla normalità, anche perché sono totalmente consapevole che un ottimo lavoro è stato sempre fatto e Argiano, sarà in grado di riaffermare il suo successo lungo il suo viaggio attorno all'eccellenza vitivinicola.
...»