Cracco chiude o non chiude? «Resto» dice il diretto interessato...
Voci insistenti davano per imminente la chiusura del Ristorante Cracco dell'omonimo chef. Si parlava di un trasferimento a Verona o all'Albereta di Gualtiero Marchesi. Il cuoco vicentino , raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione, smentisce tutte le ipotesi parlando di «malelingue»...
MILANO - è da settimane, e più insistentemente da qualche giorno, che negli ambienti dell'alta cucina italiana si parla della chiusura del Ristorante Cracco a Milano. La crisi sta costringendo numerosi ristoranti stellati a chiudere i battenti o a rivedere le posizioni. Così, spesso, si alimentano voci anche su nomi famosi o al centro dell'attenzione. Ipotesi che continuano a rimbalzare tra sale, cucine e redazioni senza trovare conferme o smentite se non in questo caso: «Le ipotesi di chiusura o trasferimento del mio locale – ha risposto telefonicamente Carlo Cracco, smentendo categoricamente le voci – sono messe in circolazione da chi mi vuol male. Non ho intenzione di chiudere il mio ristorante a Milano».Il gossip di un ipotetico trasferimento di Cracco nel veronese erano circolate dopo il passaggio di Bruno Barbieri, chef del Ristorante Arquade di Villa del Quar, alle strutture della catena Boscolo. Da qui l'idea, mai confermata, di un arrivo di Cracco in quel di Verona in vista di un possibile avvicinamento alle terre d'origine (Carlo nasce infatti, nel 1965, a Vicenza).
Ma il vociferare non si era fermato qui: si è infatti anche parlato di un trasloco in chiave franciacortina con l'arrivo dello stesso Cracco all'Albereta di Erbusco ad aiutare, per non dire sostituire, l'ottantenne Gualtiero Marchesi. Ma anche dalle colline della Franciacorta smentiscono l'arrivo del cuoco che ha cominciato la propria carriera professionale nel 1986 proprio dallo stesso Marchesi.
Il vociferare attorno alle figure dei grandi cuochi è forse fin troppo spesso alimentato dal fatto che molti di questi non rischiano di tasca propria negli investimenti per le nuove aperture. Questo significa, di questi tempi, che di fronte alle prime difficoltà, sono forse i primi che preferiscono, quasi fossero perfette banderuole, seguire situazioni più sicure.E forse per questo, ci sarebbe da chiedersi, che in questi ultimi mesi il rapporto tra la figura del grande cuoco e il consumatore è a volte messo in discussione?
Chi è Carlo Cracco (dal sito www.ristorantecracco.it)
Nato a Vicenza nel 1965, ha frequentato l'I.P.C. a Recoaro Terme, vicino Vicenza. L'istituto fa parte dell'Associazione Europea delle scuole alberghiere e del turismo, istituita nel 1963.
Ha frequentato l'istituto lavorando per il Ristorante 'Da Remo” (Vicenza).
Nel 1986 ha cominciato la sua carriera professionale da Gualtiero Marchesi a Milano, il primo ristorante italiano che ha raggiunto le tre stelle Michelin e un notevole riconoscimento dalla guida dei ristoranti Michelin.In seguito Cracco ha lavorato c/o la 'Meridiana” di Garlenda (Savona), di appartenenza alla catena dei Relais & Chateaux.
Ha vissuto per 3 anni in Francia dove ha imparato la cucina francese c/o Alain Ducasse (Hotel Paris) e Lucas Carton (Paris, Senderens).
Cracco finalmente è tornato in Italia, a Firenze è stato primo Chef c/o l'Enoteca Pinchiorri. Durante la sua conduzione ha ottenuto le tre stelle Michelin.
Gualtiero Marchesi lo ha chiamato per l'apertura del suo ristorante L'Albereta”, Erbusco (Brescia), dove Cracco ha lavorato come Chef per tre anni. Subito dopo ha aperto 'Le Clivie” in Piovesi d'Alba (Cuneo), il quale solo dopo un anno ha guadagnato la stella Michelin.
Dopo pochi anni, ha accettato l'invito della famiglia Stoppani, proprietaria del negozio di gastronomia più famoso di Milano del 1883, per l'apertura del ristorante Cracco Peck, dove Cracco ha lavorato come Chef Executive.
Il ristorante era stato aperto dal 2001 in un edificio elegante nel centro di Milano e la sua cucina rivisita in modo contemporaneo le specialità tradizionali milanesi, guadagnando le due stelle Michelin, 18,5/20 Espresso e 3 forchette per il Gambero Rosso. Dal 2007 era tra i 50 migliori Ristoranti al mondo. Da luglio 2007 ha interrotto il sodalizio con Peck ed è passato ad una nuova gestione.
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