Sommelier, urge nuova formazione Aspi: va riformata la professione
Dalla 2ª Convention dell’Associazione della sommellerie professionale italiana, svoltasi a Milano, un consenso unanime sulla necessità di sostenere il ddl in discussione al Senato per disciplinare la professione del sommelier. Serve una formazione unitaria e certificata a livello nazionale
Servono nuove regole di formazione e una nuova figura professionale. Per i sommelier italiani è tempo di svolta e la conferma la si è avuta in occasione della seconda Convention annuale organizzata da Aspi - l'Associazione della sommellerie professionale italiana, svoltasi a Milano il 14 dicembre nell'aula magna della Facoltà di Agraria – Università degli studi - sul tema del recente disegno di legge in discussione al Senato per disciplinare e regolamentare la professione e la formazione degli attuali e futuri sommelier. Al dibattito hanno preso la parola, oltre al presidente Aspi Giuseppe Vaccarini (a sinistra) che ha aperto i lavori, e il coordinatore per il Triveneto Marco Larentis in funzione di moderatore, personaggi di spicco direttamente connessi al mondo in cui il sommelier deve operare, confrontarsi, e nel quale dovrà essere capace di interloquire.Per la ristorazione e il dialogo professionale Claudio Sadler (cuoco e consulente) e Carlo Re (Associazione professionale cuochi italiani) hanno manifestato assoluto appoggio alla valorizzazione della professione, sottolineando anche le positive ripercussioni economiche che un professionista può donare nell'ambito ristorativo, rimarcate anche da Edi Sommariva (Fipe) che ha posto l'accento sull'importanza del sommelier anche al di fuori della ristorazione tradizionale, e da Carlo Bolognesi, in rappresentanza dell'Associazione Città del vino, organismo fin da subito vicino ad Aspi nella strada di una legge nazionale valorizzante per i professionisti.
Argomento però fondamentale rimane (pur nelle sue controversie mediatiche fuoriuscite quest'estate alla luce del passaggio in discussione del ddl) quello della formazione univoca e certificata a livello nazionale.
A tale riguardo importanti apprezzamenti e appoggio sono stati espressi da Maria Grazia Nardiello (direttore generale ministero dell'Istruzione), dal Attilio Scienza (enologo e docente universitario) e dallo stesso Pierfrancesco Gamba (a destra), primo firmatario del ddl, che ha chiuso gli interventi con un'approfondita analisi tecnica e obiettiva sui metodi, le finalità, le prassi da dover seguire per rendere aperta a tutti la possibilità di migliorare una figura professionale ad oggi poco conosciuta, dequalificata da chi dovrebbe garantirne l'assoluto prestigio, come rimarcato da tutti i presenti e chiaramente sottolineato dal giornalista Marco Gatti, che ha evidenziato anche l'importanza del Sommelier nella funzione di ambasciatore della cultura gastronomica italiana.
è però ovvio che non vi potranno essere, così come sempre dichiarato da Aspi, distinzioni fra sommelier, e che i professionisti, tali grazie al conseguimento di un titolo di studio valido ed al superamento di un esame, debbano essere poi liberi (come confermato da Carlo Alberto Panont, del Consorzio tutela Oltrepò pavese) di poter agire sempre nell'ottica del miglioramento del settore turistico ed alberghiero italiano, anch'esso in grave crisi. La convention si è chiusa con un ulteriore intervento del Presidente Vaccarini che ha sottolineato l'assoluta spinta positiva di questo progetto per tutti i settori dove il sommelier può operare, donando quindi a tutte le personalità coinvolte la responsabilità di non solo dimostrare il proprio interesse all'argomento, ma soprattutto alla sua fattiva realizzazione, come spinta per l'intero mondo della sommellerie, che Aspi rappresenta in Italia.
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