Emanuele Lattanzi, eroe nazionale e Chef dell'anno per il Gvci
Questa volta la cucina non c'entra. O meglio forse non fa la differenza. Il gesto di coraggio di Emanuele Lattanzi (nella foto), il cuoco italiano dell'hotel Oberoi occupato dai terroristi in questi giorni, non è passato in secono piano, anzi. Prima i telegiornali e le testate nazionali che l'hanno reso quasi un eroe nazionale. Poi la proposta di candidarlo a cuoco dell'anno, alla quale ci associamo, rimbalzata per tutto il pomeriggio sul forum del Gvci (Gruppo virtuale cuochi italiani), associazione presente in 70 Paesi e il luogo di ritrovo degli chef professionisti italiani all'estero. Già perché il cuoco romano
Emanuele Lattanzi, che in India è una celebrità per le sue ricette, è improvvisamente finito sotto i riflettori dopo aver sfidato i terroristi per salvare la sua figlioletta di soli 6 mesi. Ma per i soci della Gvci Lattanzi si merita di più e lo vogliono nominare Chef Gvci dell'anno. Una scelta che condividiamo pienamente per valorizzare ancora la figura umana dei professionisti della cucina impegnati a tenere alto il "Made in Italy a tavola" nel mondo.
Il commento dopo la liberazione della figlia: «Sono stati due giorni da incubo»
Quando nell'albergo Oberoi era appena iniziato l'inferno Lattanzi indossava ancora la giacca bianca con l'abbottonatura trasversale. Sua moglie Lea, con la piccola Clarice di sei mesi, erano rimaste nascoste insieme ad altri italiani nelle loro stanze d'albergo,
mentre i terroristi si aggiravano tra i corridoi armati. Già ieri il padre aveva raccontato che il problema più immediato che la moglie doveva affrontare da quando era iniziato l'attacco terroristico era come darle da mangiare. Per questo Emanuele ha deciso di tentare il tutto per il tutto: entrare nell'hotel portando con sè il latte e raggiungere la stanza in cui si trovavano la moglie e la figlia.
«Un gesto coraggioso», come lo ha definito il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e che ha sollevato una lunga serie di acclamazioni da parte dei soci Gvci, tutti convinti - almeno per ora - di nominarlo cuoco dell'anno. Come scrive il cuoco Gvci Michele Camolei,
da Tokyo, «mi sento di avanzare la sua candidatura, nulla di importante
d'accordo ma un simbolo della bellissima solidarietà che si è
rincorsa nel forum durante questo incubo e dell'atto eroico di cui si
è reso protagonista rientrando nell'hotel per portare il latte in
polvere alla sua bambina.
Senza voler scadere nella retorica mi sembra giusto anche ricordare i
troppi morti e feriti, i meno fortunati». Quello di Camolei è solo il primo di una lunga serie di interventi che esaltano il gesto di Lattanzi, per tutti un eroe nazionale ma per loro, i cuochi italiani all'estero, pronto a diventare chef dell'anno.
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Emanuele Lattanzi racconta la sua odissea
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