Niente crisi per il settore "bio" +6,1% nel primo semestre del 2012
A dispetto del calo costante dei consumi alimentari convenzionali, il segmento "bio" continua a correre, mettendo a segno nel primo semestre 2012 un aumento del 6,1%. Secondo gli ultimi dati, oggi il 75% degli italiani dichiara di acquistare prodotti biologici almeno una volta al mese
La crisi non intacca l'appeal del biologico, che non solo guadagna ancora spazio nel carrello della spesa degli italiani, ma esce dalle mura domestiche conquistando nuovi spazi "pubblici": nelle scuole, nelle mense, nei ristoranti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione del "Sana", il 24° Salone internazionale del biologico e del naturale che si terrà a Bologna da sabato 8 settembre.

A dispetto del calo costante dei consumi alimentari convenzionali, il segmento "bio" continua a correre, mettendo a segno nel primo semestre 2012 un aumento del 6,1%. Un risultato positivo che conferma l'attrattiva del biologico, che aveva già chiuso il 2011 con un incremento pari al 9,2 %. Il "bio", dunque, esce definitivamente dai confini della moda di nicchia e diventa una vera e propria abitudine di spesa, come evidenzia la presenza massiccia dei prodotti biologici nelle catene della Gdo.
D'altra parte, secondo gli ultimi dati oggi il 75% degli italiani dichiara di acquistare prodotti biologici almeno una volta al mese. In particolare, stando ai dati Ismea relativi alla prima metà del 2012, a trainare la spesa "bio" al supermercato ci sono innanzitutto biscotti, snack e dolciumi (+26,1 %), seguiti da latte e formaggi (+9,5 %); pasta, riso e sostitutivi del pane (+9 %); carne (+3,2 %).
L'ortofrutta fresca e trasformata registra un leggero +1 %, ma rimane comunque la categoria più consumata, con un peso sul totale del biologico superiore al 30%. Cedono il passo, invece, le uova (-6,4%) e zucchero, caffè, tè (-6,2 %). Ma la vera novità è che dalle cucine più "green" il biologico si allarga anche alla ristorazione e alle scuole.
Nell'ultimo anno infatti sono cresciuti i ristoranti con menu "bio" (+24%), ma anche gli agriturismi (+11%) e soprattutto le mense scolastiche (+10%), per un totale di oltre un milione di pasti biologici serviti ogni giorno. Anche il mondo produttivo si adegua al "boom" del biologico. Nel 2011 il numero degli operatori del settore è cresciuto dell'1,3% annuo, passando da 47.663 unità a 48.269. In particolare nell'anno sono aumentate del 25% circa le aziende agricole che hanno scelto di affiancare alla produzione primaria le attività di trasformazione e vendita diretta, puntando alla "spesa in campagna" e al rapporto diretto con i consumatori.
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A dispetto del calo costante dei consumi alimentari convenzionali, il segmento "bio" continua a correre, mettendo a segno nel primo semestre 2012 un aumento del 6,1%. Un risultato positivo che conferma l'attrattiva del biologico, che aveva già chiuso il 2011 con un incremento pari al 9,2 %. Il "bio", dunque, esce definitivamente dai confini della moda di nicchia e diventa una vera e propria abitudine di spesa, come evidenzia la presenza massiccia dei prodotti biologici nelle catene della Gdo.
D'altra parte, secondo gli ultimi dati oggi il 75% degli italiani dichiara di acquistare prodotti biologici almeno una volta al mese. In particolare, stando ai dati Ismea relativi alla prima metà del 2012, a trainare la spesa "bio" al supermercato ci sono innanzitutto biscotti, snack e dolciumi (+26,1 %), seguiti da latte e formaggi (+9,5 %); pasta, riso e sostitutivi del pane (+9 %); carne (+3,2 %).L'ortofrutta fresca e trasformata registra un leggero +1 %, ma rimane comunque la categoria più consumata, con un peso sul totale del biologico superiore al 30%. Cedono il passo, invece, le uova (-6,4%) e zucchero, caffè, tè (-6,2 %). Ma la vera novità è che dalle cucine più "green" il biologico si allarga anche alla ristorazione e alle scuole.
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