Sempre più attente alla salute le famiglie lombarde: nel piatto un quinto della spesa va in frutta e verdura e c'è un balzo delle varietà importate, con un +5% in un anno. Bene anche le coltivazioni regionali all'estero che segnano un + 2% nell'export. Tengono i prodotti bio, anche se le coltivazioni comportano notevoli costi di gestione e di controllo, bene i siti e-commerce specializzati in biologico (+46,2%). è quanto emerge da una ricerca condotta dalla Camera di Commercio di Milano che segnala che sono oltre 30 mila le imprese lombarde del settore, il 5,2% del totale italiano.

Se si considera l'intero comparto le prime posizioni del podio sono occupate da Pavia e Mantova con rispettivamente il 21,7% e il 18,8% delle imprese regionali. E se Pavia è la regina della coltivazione, a partire dai vigneti anche per la trasformazione in vino, con il 24,3% delle imprese, Milano è prima per incidenza di aziende del commercio al dettaglio (24,5%), all'ingrosso (46,9%) e ambulanti (43%).

Nel 2011 la Lombardia ha superato i 410 milioni di euro di interscambio di frutta, verdura e ortaggi, pari al 9,2% del corrispondente totale italiano. Per oltre 286 milioni di euro si tratta di importazioni, in particolar modo provenienti dall'Unione europea (83,3% dell'import lombardo). Tra le province prima è Milano con il 27,6% dell'interscambio regionale, seguita da Bergamo (15,5%) e Lodi (13,8% e prima per export con il 29,6% lombardo). In un anno sono cresciuti dell'11,7% i venditori di prodotti bio: bene soprattutto le imprese con vendita diretta di prodotti biologici (+24,7%) e i siti e-commerce (+46,2%).

Complessivamente le attività lombarde del settore sono 450: prime le imprese con vendita diretta (202 attività, 8,3% del totale italiano), al secondo posto i negozi di alimenti biologici (194, 16,7% del totale Italia). Per i beni alimentari le famiglie milanesi spendono 403 euro mensili in media. Le voci più importanti carne (22,3%) con frutta e verdura (18,8%). Seguono latte, formaggi e uova (12,3%), pane e cereali (11,8%), bevande (10,8%), zucchero e caffè (9,8%). Solo dopo arriva il pesce (6,8%). Chi vive con un'altra persona risparmia circa il 18% rispetto ai single. Chi vive con due persone il 37%, con tre il 45%.