Pasqua “amara” nel Belpaese Maxi sequestro di dolci tipici
Sono 853 le ispezioni effettuate in laboratori di preparazione e vendita, per 295 dei quali sono state rilevate irregolarità di tipo igienico-sanitario e gestionale. In totale sono state sottratte alla distribuzione oltre 19 tonnellate di prodotti dolciari tipici. 32 le strutture chiuse dai Nas
Nell'imminenza della Pasqua, il Comando Carabinieri per la tutela della salute ha disposto l'esecuzione, da parte dei 38 Nas dislocati sul territorio nazionale, di mirati controlli ad aziende di produzione e commercializzazione di prodotti tipici pasquali.
Significative le irregolarità riscontrate: carenze igienico sanitarie, cattiva conservazione degli alimenti, in alcuni casi in stato di alterazione, invasi da muffe e parassiti e/o scaduti di validità, frode nell'esercizio in commercio per aver posto in vendita prodotti dolciari pasquali di "produzione artigianale" mentre, in realtà, erano prodotti industriali.
853 le ispezioni effettuate nei confronti di altrettanti laboratori di preparazione e vendita, per 295 dei quali sono state rilevate irregolarità di carattere igienico - sanitario e gestionale.

I militari hanno adottato provvedimenti che vanno dal sequestro della merce alla chiusura immediata dell'attività nonché alla contestazione di 466 sanzioni amministrative e penali. 316 i soggetti segnalati alle Autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie.
In totale, sono state sottratte alla distribuzione commerciale oltre 19 tonnellate di prodotti dolciari tipici delle festività di Pasqua, materie prime ed alimenti vari, per un valore totale di circa mezzo milione di euro.
32 le strutture (pasticcerie, industrie dolciarie, attività di produzione e vendita, depositi) alle quali i Carabinieri hanno posto i sigilli perché prive di autorizzazioni o perché carenti sotto l'aspetto igienico sanitario.
Il sequestro dei dolci effettuato dai Nas è «l'ennesima dimostrazione che per i consumatori le fregature sono sempre in agguato, Pasqua e Natale compresi». Lo afferma il Codacons. Per questo è necessario prestare molta cautela negli acquisti.
«Al di là delle vere e proprie frodi alimentari, infatti, esistono regolarmente in circolazione prodotti di pessima qualità, come le uova di finto cioccolato, ossia il surrogato con grassi vegetali al posto del burro di cacao».
Il Codacons quindi consiglia, per scegliere prodotti di qualità di leggere con attenzione l'etichetta, unico strumento per valutare la qualità a scatola chiusa. La lista degli ingredienti deve essere, per legge, in ordine decrescente di concentrazione. I primi ingredienti sono i più abbondanti e poi, scendendo, diminuiscono di quantità.
Per quanto riguarda le uova, un cioccolato per essere al top dovrebbe contenere, nell'ordine: cacao in polvere e burro di cacao (pasta di cacao), zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali. Il burro di cacao è l'elemento più importante: occorre verificare a che punto della lista si colloca. Se si trovano scritte strane, del tipo, "contiene grassi di sostituzione" il Codacons consiglia di abbandonare l'uovo.
Per la Colomba, gli ingredienti dovrebbero contenere, nell'ordine: farina, zucchero, uova, burro, canditi. In particolare le uova devono essere di categoria A (no all'albume in polvere), il burro, da preferire decisamente alla margarina, deve essere in quantità non inferiore al 16%, mentre i canditi non devono essere meno del 15% (tra 15 e 20%). Il latte è facoltativo. Se c'è preferibile che non sia scremato e va decisamente evitato quello in polvere. E i conservanti? Meglio che non ci siano. Se si usano materie prime di qualità non c'è bisogno di conservanti per arrivare alla data di scadenza.
No anche agli oli vegetali. Il Codacons poi sottolinea di non farsi ingannare dalle foto. Spesso si sceglie la colomba per l'immagine accattivante posta sulla confezione. Nella totalità dei casi si tratta di pubblicità ingannevole.
Non a caso la gran parte delle industrie, per evitare esposti all'Antitrust, scrivono, in piccolo, molto piccolo, che «le immagini riportate sulla confezione costituiscono un semplice suggerimento di presentazione». Per il prezzo, non necessariamente quello alto è indice di qualità del prodotto. Un motivo in più per controllare l'etichetta.
Ma la tendenza di questa Pasqua 2011, forse anche per la paura della scarsa qualità, il 40% delle famiglie italiane si prepareranno in casa i dolci della tradizione di Pasqua che rappresenta il periodo dell'anno in cui maggiormente gli italiani mettono le mani in 'pasta”.
è quanto afferma la Coldiretti sulla base dell'indagine Fipe/Axis nel sottolineare che tra le preparazioni casalinghe della Pasqua la pastiera napoletana con il 21% batte la colomba ferma al 20% mentre seguono da vicino la pizza di Pasqua con il 14% e la treccia pasquale con il 10 %. Un'occasione per riscoprire i sapori tradizionali ma anche per garantirsi prodotti di qualità nei confronti delle frodi e sofisticazioni che hanno portato al positivo sequestro da parte dei carabinieri dei Nas di 19 tonnellate di dolci tra uova e colombe.
Se tra i più giovani ad essere preferite sono le uova di cioccolato, per le persone adulte la Pasqua è una ghiotta occasione per riscoprire sapori del passato conservati nelle specialità regionali preparate sulla base di ricette della tradizione e che nascondono spesso piccoli segreti familiari che le rendono inimitabili dai grandi marchi industriali.
Sul territorio si contano decine di specialità locali per le quali si stima una spesa di 300 milioni di euro per la preparazione casalinga e l'acquisto o dei dolci tipici di Pasqua che quest'anno sono offerti anche in molti degli oltre 700 mercati degli agricoltori di campagna amica. Si tratta di dolci caratterizzati spesso da sapori forti che hanno le uova tra gli ingredienti principali come la scarcedda lucana che è un dolce ripieno di uova sode o la torta pasqualina della Liguria che è un rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano.
In Friuli Venezia Giulia è il tempo delle titole, piccole treccine dolci che avvolgono un uovo colorato di rosso mentre in Campania spopola la pastiera, un capolavoro napoletano con ricotta, germe di grano e buccia d'arancio. E ancora in Calabria si prepara la cuzzupa, una pagnotta dolce la cui dimensione cresce con l'età del membro familiare, ma anche pitte con niepita che sono dolci a forma di mezzaluna da mangiare sia caldi che freddi. La preparazione casalinga dei piatti tradizionali è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne e in molte mura domestiche si svolge in questi giorni il rito della preparazione e del consumo di specialità alimentari caratteristiche della Pasqua e destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell'anno. Se tra parenti e amici non c'è più che custodisce e prepara i sapori dell'antica tradizione, una alternativa coerente è rappresentata dagli oltre diciannovemila agriturismi della campagna italiana.
LA TOP FIVE DEI DOLCI DI PASQUA FATTI IN CASA
Pastiera napoletana 21%
Colomba 20%
Pizza di Pasqua 14%
Treccia pasquale 10%
Cioccolatini/uova di cioccolato 9%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Fipe/Axis
Articolo articolo:
Pranzo di Pasqua fai-da-teTre italiani su 5 stanno a casa
Venerdì 'magro” per gli italiani Menu di Pasqua a base di pesce
Uova e colombe di PasquaNo all'acquisto last minute
Significative le irregolarità riscontrate: carenze igienico sanitarie, cattiva conservazione degli alimenti, in alcuni casi in stato di alterazione, invasi da muffe e parassiti e/o scaduti di validità, frode nell'esercizio in commercio per aver posto in vendita prodotti dolciari pasquali di "produzione artigianale" mentre, in realtà, erano prodotti industriali.
853 le ispezioni effettuate nei confronti di altrettanti laboratori di preparazione e vendita, per 295 dei quali sono state rilevate irregolarità di carattere igienico - sanitario e gestionale.

I militari hanno adottato provvedimenti che vanno dal sequestro della merce alla chiusura immediata dell'attività nonché alla contestazione di 466 sanzioni amministrative e penali. 316 i soggetti segnalati alle Autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie.
In totale, sono state sottratte alla distribuzione commerciale oltre 19 tonnellate di prodotti dolciari tipici delle festività di Pasqua, materie prime ed alimenti vari, per un valore totale di circa mezzo milione di euro.
32 le strutture (pasticcerie, industrie dolciarie, attività di produzione e vendita, depositi) alle quali i Carabinieri hanno posto i sigilli perché prive di autorizzazioni o perché carenti sotto l'aspetto igienico sanitario.
Il sequestro dei dolci effettuato dai Nas è «l'ennesima dimostrazione che per i consumatori le fregature sono sempre in agguato, Pasqua e Natale compresi». Lo afferma il Codacons. Per questo è necessario prestare molta cautela negli acquisti.
«Al di là delle vere e proprie frodi alimentari, infatti, esistono regolarmente in circolazione prodotti di pessima qualità, come le uova di finto cioccolato, ossia il surrogato con grassi vegetali al posto del burro di cacao».
Il Codacons quindi consiglia, per scegliere prodotti di qualità di leggere con attenzione l'etichetta, unico strumento per valutare la qualità a scatola chiusa. La lista degli ingredienti deve essere, per legge, in ordine decrescente di concentrazione. I primi ingredienti sono i più abbondanti e poi, scendendo, diminuiscono di quantità.
Per quanto riguarda le uova, un cioccolato per essere al top dovrebbe contenere, nell'ordine: cacao in polvere e burro di cacao (pasta di cacao), zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali. Il burro di cacao è l'elemento più importante: occorre verificare a che punto della lista si colloca. Se si trovano scritte strane, del tipo, "contiene grassi di sostituzione" il Codacons consiglia di abbandonare l'uovo. Per la Colomba, gli ingredienti dovrebbero contenere, nell'ordine: farina, zucchero, uova, burro, canditi. In particolare le uova devono essere di categoria A (no all'albume in polvere), il burro, da preferire decisamente alla margarina, deve essere in quantità non inferiore al 16%, mentre i canditi non devono essere meno del 15% (tra 15 e 20%). Il latte è facoltativo. Se c'è preferibile che non sia scremato e va decisamente evitato quello in polvere. E i conservanti? Meglio che non ci siano. Se si usano materie prime di qualità non c'è bisogno di conservanti per arrivare alla data di scadenza.
No anche agli oli vegetali. Il Codacons poi sottolinea di non farsi ingannare dalle foto. Spesso si sceglie la colomba per l'immagine accattivante posta sulla confezione. Nella totalità dei casi si tratta di pubblicità ingannevole.
Non a caso la gran parte delle industrie, per evitare esposti all'Antitrust, scrivono, in piccolo, molto piccolo, che «le immagini riportate sulla confezione costituiscono un semplice suggerimento di presentazione». Per il prezzo, non necessariamente quello alto è indice di qualità del prodotto. Un motivo in più per controllare l'etichetta.
Ma la tendenza di questa Pasqua 2011, forse anche per la paura della scarsa qualità, il 40% delle famiglie italiane si prepareranno in casa i dolci della tradizione di Pasqua che rappresenta il periodo dell'anno in cui maggiormente gli italiani mettono le mani in 'pasta”.
è quanto afferma la Coldiretti sulla base dell'indagine Fipe/Axis nel sottolineare che tra le preparazioni casalinghe della Pasqua la pastiera napoletana con il 21% batte la colomba ferma al 20% mentre seguono da vicino la pizza di Pasqua con il 14% e la treccia pasquale con il 10 %. Un'occasione per riscoprire i sapori tradizionali ma anche per garantirsi prodotti di qualità nei confronti delle frodi e sofisticazioni che hanno portato al positivo sequestro da parte dei carabinieri dei Nas di 19 tonnellate di dolci tra uova e colombe.
Se tra i più giovani ad essere preferite sono le uova di cioccolato, per le persone adulte la Pasqua è una ghiotta occasione per riscoprire sapori del passato conservati nelle specialità regionali preparate sulla base di ricette della tradizione e che nascondono spesso piccoli segreti familiari che le rendono inimitabili dai grandi marchi industriali. Sul territorio si contano decine di specialità locali per le quali si stima una spesa di 300 milioni di euro per la preparazione casalinga e l'acquisto o dei dolci tipici di Pasqua che quest'anno sono offerti anche in molti degli oltre 700 mercati degli agricoltori di campagna amica. Si tratta di dolci caratterizzati spesso da sapori forti che hanno le uova tra gli ingredienti principali come la scarcedda lucana che è un dolce ripieno di uova sode o la torta pasqualina della Liguria che è un rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano.
In Friuli Venezia Giulia è il tempo delle titole, piccole treccine dolci che avvolgono un uovo colorato di rosso mentre in Campania spopola la pastiera, un capolavoro napoletano con ricotta, germe di grano e buccia d'arancio. E ancora in Calabria si prepara la cuzzupa, una pagnotta dolce la cui dimensione cresce con l'età del membro familiare, ma anche pitte con niepita che sono dolci a forma di mezzaluna da mangiare sia caldi che freddi. La preparazione casalinga dei piatti tradizionali è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne e in molte mura domestiche si svolge in questi giorni il rito della preparazione e del consumo di specialità alimentari caratteristiche della Pasqua e destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell'anno. Se tra parenti e amici non c'è più che custodisce e prepara i sapori dell'antica tradizione, una alternativa coerente è rappresentata dagli oltre diciannovemila agriturismi della campagna italiana.
LA TOP FIVE DEI DOLCI DI PASQUA FATTI IN CASA
Pastiera napoletana 21%
Colomba 20%
Pizza di Pasqua 14%
Treccia pasquale 10%
Cioccolatini/uova di cioccolato 9%
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Fipe/Axis
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