Italiani sempre più pigri ai fornelli Crescono cibi pronti e take away
Aumentate dell'8,6% le imprese che producono piatti pronti, precotti e take away con 27mila attività nel 1° trimestre del 2010. La regione più "golosa" è la Campania (9.573 imprese) seguita da Lombardia e Sicilia. In valori assoluti spiccano le imprese di prodotti di panetteria e pasticceria fresca
Italiani sempre più pigri in cucina: aumentano dell'+8,6% in un anno, infatti, le imprese che producono piatti pronti, precotti e take away con circa 27mila attività al primo trimestre 2010, il 31,4% del totale delle imprese del settore alimentare. Ma è tutta la produzione alimentare ad andare forte: +2,3% in un anno (dati del 1° trimestre 2010), con 86.006 attività (nel 2009 erano 84.103).
I dati emergono da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese al primo trimestre 2009 e 2010. La regione più golosa è la Campania (9.573 imprese, 11,1% del totale nazionale, +5,2% la crescita dal 2009), seguita dalla Lombardia (9.530 imprese, 11,1%, +4,6%) e dalla Sicilia (9.338, 10,9%, +1,3%).

Tra le prime province Napoli con 4.376 imprese (5,1% del totale nazionale e +9,2% rispetto al 2009), Roma con 4.099 (4,8% e +0,8%), Torino con 2.658 (3,1%, +4,1%) e Milano con 2.543 (3%, +6,9%). Tra i settori che crescono di più anche le attività dedite alla produzione di birra (+21,2% in un anno) e di preparati omogeneizzati e di alimenti dietetici (+12,7%).
In valori assoluti, spiccano invece i dati relativi alle imprese che producono prodotti di panetteria e pasticceria fresca, con 26.495 attività ed un peso pari al 30,8% del totale delle imprese italiane del settore alimentare, in crescita dello 0,6% rispetto al 2009. Numerosi anche i produttori di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili (5.230 attività, 6,1% del totale) e i produttori dell'industria lattiero ? casearia, trattamento igienico, conservazione del latte (3.551 attività, 4,1%).
Gli italiani sono sempre più pigri anche sul mangiare per gli animali da compagnia: 56 le imprese specializzate per la loro alimentazione, concentrate in Emilia Romagna e Lombardia +1,8% in un anno.
Tra le principali specializzazioni delle regioni italiane troviamo la Campania, prima nella produzione di sidro e di altri vini a base di frutta (100% del totale Italia), nella produzione di zucchero (8 imprese, 29,6%), nella lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (245, 28,6%). La Lombardia nella produzione di margarina e di grassi commestibili simili (8 attività, 53,3%); la Sicilia nella lavorazione e conservazione di pesce, crostacei, molluschi (135, 21,4%) e produzioni di oli e grassi vegetali e animali (241, 20,9%). La Puglia nella produzione di vini (291, 15,7%) e nella produzione di fette biscottate, biscotti e prodotti di pasticceria conservati (280, 16,2%).
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I dati emergono da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese al primo trimestre 2009 e 2010. La regione più golosa è la Campania (9.573 imprese, 11,1% del totale nazionale, +5,2% la crescita dal 2009), seguita dalla Lombardia (9.530 imprese, 11,1%, +4,6%) e dalla Sicilia (9.338, 10,9%, +1,3%).

Tra le prime province Napoli con 4.376 imprese (5,1% del totale nazionale e +9,2% rispetto al 2009), Roma con 4.099 (4,8% e +0,8%), Torino con 2.658 (3,1%, +4,1%) e Milano con 2.543 (3%, +6,9%). Tra i settori che crescono di più anche le attività dedite alla produzione di birra (+21,2% in un anno) e di preparati omogeneizzati e di alimenti dietetici (+12,7%).
In valori assoluti, spiccano invece i dati relativi alle imprese che producono prodotti di panetteria e pasticceria fresca, con 26.495 attività ed un peso pari al 30,8% del totale delle imprese italiane del settore alimentare, in crescita dello 0,6% rispetto al 2009. Numerosi anche i produttori di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili (5.230 attività, 6,1% del totale) e i produttori dell'industria lattiero ? casearia, trattamento igienico, conservazione del latte (3.551 attività, 4,1%).
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