ROMA - «L'indicazione in etichetta dell'origine della materia prima da sola non basta». Questo è quanto sostiene Fedagri-Confcooperative in riferimento alla difficile congiuntura del settore lattiero-caseario, che registra una persistente flessione dei prezzi a livello comunitario, nonostante la produzione sia in diminuzione.

Tommaso Mario Abrate«Viviamo una fase di recessione strutturale - evidenzia il presidente del settore lattiero-caseario di Fedagri Tommaso Mario Abrate -  che risente della crisi economica mondiale ma anche della concorrenza degli altri blocchi produttivi extra UE; in questo contesto, l'indicazione in etichetta dell'origine del latte, da conseguire anche a livello comunitario, potrebbe contribuire a rendere più trasparente la competizione consentendo al consumatore una scelta più consapevole. Ma da sola non basta».

«Abbiamo da sempre chiesto un impegno solidale dell'intera filiera - continua Abrate - per affrontare insieme un progetto di sviluppo; altri paesi, come la Francia, lo stanno facendo con una Interprofessione che funziona e coinvolge tutti gli attori, dai produttori di latte ai trasformatori fino alla distribuzione: perché in Italia non è possibile un dialogo serio e costruttivo? Il mercato fa poi giustizia delle divisioni».

«Le cooperative - conclude Abrate - stanno facendo fino in fondo la loro parte, prova ne è il costante aumento delle domande di adesione di nuovi produttori; lo fanno anche attraverso gli spacci aziendali, importante momento di commercializzazione diretta sul territorio che tuttavia non è risolutivo rispetto alle complessive esigenze competitive».

Per Fedagri lo sviluppo non può che passare attraverso 'una forte concentrazione delle imprese sul piano interno ed un impulso della internazionalizzazione, cosa possibile se tutti guardano agli stessi obiettivi”.
Quanto infine alla mozzarella, Fedagri ricorda che è tuttora in esame a Bruxelles una domanda per riconoscere la denominazione d'origine Dop per la mozzarella del Meridione maggiormente esposta alla concorrenza. La denominazione consentirebbe di tutelare anche la materia prima: perché nessun altro ha sostenuto e sostiene la domanda?

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