Latte made in Italy Scatta l'operazione verità alle frontiere
Coldiretti Treviso entra in mobilitazione. Scatta l'operazione "verità alle frontiere" per latte e formaggi: da tutta la provincia trevigiana, domani, partiranno un centinaio di produttori per partecipare a Venezia alla mobilitazione all'assessorato alla Sanità del Veneto
Coldiretti Treviso entra in mobilitazione. Scatta l'operazione "verità alle frontiere": da tutta la provincia trevigiana, domani mattina, partiranno un centinaio di produttori per partecipare a Venezia alla mobilitazione che si sposterà alle 10 presso l'assessorato alla Sanità della Regione Veneto.«Forse non tutti sanno che in Italia vengono importate migliaia di tonnellate di formaggi e derivati caseari. - analizza il direttore di Coldiretti di Treviso, Enzo Bottos (nella foto) - Noi vogliamo i dati di tutti questi arrivi. Il sistema sanitario nazionale è a conoscenza dei percorsi di partenza e di destinazione di tutti i flussi di latte e dei derivati. è importante pubblicizzare questi dati per dare ai cittadini le giuste informazioni sui prodotti che acquistano. Questa è la vera maniera per tutelare i veri prodotti del made in Italy. La nostra mobilitazione continuerà per chiedere che i controlli ai valichi vengano intensificati per garantire l'entrata nel nostro Paese esclusivamente di prodotti di qualità e che non mettano a repentaglio la salute dei cittadini. Chiediamo che questi dati siano resi pubblici, attraverso la pubblicazione sul sito internet del ministero della Salute e delle singole regioni».
La mobilitazione domani mattina continuerà con un incontro con gli assessori regionali Franco Manzato e Sandro Sandri, rispettivamente all'agricoltura e alla sanità. Verso le 11.00 anche i coltivatori trevigiani si sposteranno presso l'autorità portuale di Venezia per manifestare contro gli ingressi dei prodotti dell'agropirateria alimentare. «Il consumatore oggi non sa che 1 litro di latte su 2 non è italiano oppure che 1 mozzarella su 2 non è italiana e che 1 mozzarella su 4 è fatta con cagliate importate, soprattutto dai Paesi baltici. - continua il direttore Bottos - Così come succede per il latte succede anche per molti altri prodotti agricoli che, una volta giunti in Italia, si confondono impedendo al consumatore di distinguere all'interno dei prodotti alimentari la vera origine della materia prima. Con questa mobilitazione vogliamo dimostrare che c'è un'altra Italia in termini di quantità di latte e di altri prodotti della nostra agricoltura che dai valichi e dai porti italiani entra nel nostro Paese per confondere il mercato».
L'industria e la Grande distribuzione organizzata (Gdo) veicolano dei messaggi ai consumatori poco trasparenti, facendo intendere che i prodotti agroalimentari sono "del territorio". Questa situazione, che poteva essere tollerata a mala pena fino a poco tempo fa, sta generando tra gli imprenditori agricoli una forte preoccupazione conseguenza anche di una netta caduta, negli ultimi anni, della redditività delle imprese agricole. A questo punto, se il consumatore fosse in grado di distinguere veramente i prodotti locali, potrebbe esprimere consapevolmente la propria preferenza che, come dicono molte indagini di mercato, risulta indirizzata verso i prodotti territorialmente identificati.
«Devono essere intensificati i controlli su queste partite, per responsabilizzare tutti gli attori della filiera, e non solo una parte, coinvolgendo nelle verifiche non solo gli imprenditori italiani ma anche gli importatori, i trasportatori, i primi acquirenti, i trasformatori, al fine di assicurare la sicurezza sanitaria dei prodotti agricoli e per contrastare i comportamenti fraudolenti, specie nei prodotti lattiero caseari, come la miscelazione del latte italiano con latte estero, l'aggiunta di panna di latte estero al latte italiano per alzare la materia grassa, l'aggiunta di latte in polvere, l'aggiunta di caseina in polvere - aggiunge Bottos - In conclusione, sono necessarie regole di mercato, monitoraggio dei flussi e controlli per assicurare la piena trasparenza delle produzioni agroalimentari, al fine di consentire all'anello ora piu' debole della filiera, il produttore, di poter ottenere la giusta remunerazione del suo lavoro. Questo è l'impegno che chiediamo alla politica, per recuperare una sufficiente retribuzione del lavoro degli imprenditori, veri artefici delle produzioni agricole di qualità e per assicurare ai consumatori la sicurezza alimentare e la piena consapevolezza sui propri consumi».Domani a Venezia i vertici della Coldiretti trevigiana discuteranno anche i dettagli delle prossime iniziative di una mobilitazione destinata a continuare con i produttori di Marca protagonisti anche lontano dal loro territorio.
Fonte: Agi

