La sicurezza alimentare è un prerequisito che va garantito in tutti i prodotti in vendita per non mettere a rischio la salute dei cittadini che per motivi economici sono costretti a risparmiare sul cibo e sulle bevande acquistate. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare con preoccupazione il successo che sta avendo la vendita on line di prodotti alimentari 'scaduti” a prezzi scontati da parte di una ditta in Inghilterra.
 Dopo i preoccupanti tentativi di alcune multinazionali dell'alimentare di ridurre i propri costi sostituendo le ricette tradizionali con ingredienti meno costosi, ma di minore qualità, la messa in vendita di prodotti 'scaduti” è un segnale preoccupante della riduzione dell'attenzione nei confronti dell'impatto dell'alimentazione sulla salute dei cittadini. Una scelta che peraltro rischia di aprire le porte alle frodi e sofisticazioni che spesso in Italia si fondano proprio sulla cambiamento delle date di confezionamento e la messa in vendita di prodotti scaduti da tempo.
Come dimostrano i recenti sequestri di passata di pomodoro al sud e dei salumi nel nord Italia. Fare leva sulle difficoltà economiche delle persone per collocare prodotti altrimenti invendibili è una strategia che può risultare vantaggiosa dal punto di vista commerciale, ma è profondamente discutibile sul piano etico. Fra le tante strade da percorrere per contenere i prezzi quella di tagliare sulla qualità e la sicurezza è l'unica da evitare perché mette a rischio le caratteristiche degli alimenti che si mettono in tavola ogni giorno.


Unione nazionale consumatori: ci sono due date di scadenza sugli alimenti

Purtroppo è lecito vendere al consumatore prodotti alimentari scaduti, come sta succedendo in Gran Bretagna. è quanto segnala l'Unione nazionale consumatori osservando che una Direttiva europea, da tempo recepita in Italia con il decreto legislativo n. 109/1992, ammette la vendita degli alimenti non deperibili oltre la data di durabilità, sotto la responsabilità del venditore.
Vi sono sostanzialmente due date di durabilità, avverte l'Unione consumatori, quella perentoria, scaduta la quale non è ammessa la vendita del prodotto e quella non perentoria che ne consente la vendita ed è decisa sempre dal produttore, in quanto non esiste un elenco ufficiale delle date di scadenza. Se il prodotto non può essere più venduto dopo la data di scadenza, conclude il comunicato, in etichetta c'è scritto 'da consumarsi entro il”, se invece può essere venduto c'è scritto 'da consumarsi preferibilmente entro il” ovvero con un avverbio in più che fa la differenza e al quale il consumatore deve prestare attenzione se non vuole comprare prodotti scaduti.

Fonte: Agi

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