Frodi alimentari: sequestrate in Emilia 100 tonnellate di prosciutti e salumi
Ancora sequestri, ancora prosciutti e salumi. Questa volta però i numeri fanno davvero rabbrividire: circa 100 tonnellate di merce sequestrata e considerato che il peso medio di un prosciutto è di circa 10 kg, i conti sono presto fatti: presumibilmente 10mila prosciutti ma anche altri salumi contraffatti e in cattivo stato di conservazione sequestrati dai Carabinieri del Nas di Brescia nell'ambito di una complessa operazione denominata "Corona".
Trentacinque le persone indagate, tutte italiane, più un cittadino cinese che nella sua bottega etnica nel Bresciano vendeva alcuni di questi prodotti. L'accusa è di adulterazione con rischio per la salute, frode in commercio e commercializzazione di prodotti con segni mendaci. Invece di essere smaltiti, infatti, i salumi, ammuffiti e ricoperti di insetti e scaduti da anni, venivano rilavorati ed etichettati per essere destinati prevalentemente a grossisti, ambulanti e pastifici del territorio nazionale che li rivendevano a prezzi stracciati: 2,50 euro al chilo invece di 9 euro, con rischi inimmaginabili per la salute, come ha spiegato oggi a Milano, nel corso di una conferenza stampa, il comandante dei Nas Demetrio Conti. I prosciutti sono stati sequestrati in tre stabilimenti emiliani (due a Parma e uno a Modena) privi di qualsiasi certificato sanitario, mentre circa 31 aziende di Parma, Modena e Piacenza sono state perquisite.
All'operazione, oltre al Nas di Brescia, hanno partecipato i carabinieri dei gruppi di tutela della Salute di Milano e Roma, il personale del Servizio veterinario di Modena e Parma e gli ispettori del Consorzio per la tutela del Prosciutto di Parma.
Coldiretti: sequestri a tutela dell'immagine della food valley italiana
L'azione dei Nas è particolarmente importante in un momento come il Natale in cui si concentrano gli acquisti di prodotti alimentari tipici per un valore di oltre 2 mil
iardi di euro e aumentano quindi i rischi di frodi e sofisticazioni. è quanto afferma la Coldiretti nell'esprimere apprezzamento per il sequestro di 100 tonnellate di prosciutti scaduti o in cattivo stato di conservazione effettuato dai Nas del nucleo di Brescia.
In un territorio come la pianura padana dove si produce quasi un terzo del made in Italy agroalimentare, l'importante operazione realizzata dai Nas dei Carabinieri dimostra l'efficacia dell'attività di controllo a tutela dell'immagine della food valley italiana e dell'intero patrimonio enogastronomico nazionale.
La sofisticazione degli alimenti è un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a rivolgersi all'acquisto di alimenti a basso costo.
Nei primi otto mesi del 2008 è praticamente raddoppiato (+93%) il valore dei sequestri effettuati dai Carabinieri dei Nas di cibi e bevande sofisticate, a conferma dell'accresciuto interesse della criminalità nel settore dell'alimentazione per effetto del forte aumento dei prezzi al consumo.
Il Consorzio: solo 200 prosciutti di Parma Dop riciclati
Il sequesto giudiziario degli insaccati scaduti è frutto di un'operazione che ha visto anche il contributo degli adetti alla vigilanza del Consorzio del Prosciutto di Parma. «La funzione principale del Consorzio è infatti quella di vigilanza, un'attività diretta all'individuazione delle situazioni fraudolente che violano le norme di produzione e commercializzazione del Prosciutto di Parma - fanno sapere dal Consorzio. A questa attività è deputato un corpo di ispettori aventi le qualifiche di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Ci preme sottolineare che, in questo caso particolare, come spesso accade, la violazione non è da attribuirsi ad uno dei 167 produttori di Prosciutto di Parma, ma a un grossista che non ha conservato in modo adeguato il prodotto».
Secondo il Consorzio, inoltre, «il sequestro riguarda salumi diversi e non tutti con il marchio Parma Dop. I prosciutti di Parma sequestrati sono circa 200. Il Consorzio certifica i prodotti nella fase iniziale della loro produzione ma i problemi a volte emergono successivamentee cioè quando i prosciutti escono dall'azienda produttrice e finiscono nelle mani di grossisti e commercianti che non rispettano le regole di conservazione e quelle di vendita».
«In ogni caso - concludono dal Consorzio - siamo soddisfatti dell'ennesimo intervento dei Nas e dei nostri ispettori di vigilanza che in questi ultimi anni hanno smascherato diversi casi di frode organizzata. Il loro contributo è fondamentale sia per i nostri produttori, sia per il consumatore che può acquistare il Prosciutto di Parma con la sicurezza che si tratti di un prodotto genuino, certificato di qualità».
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