C'era una volta il prosciutto di Parma, simbolo del made in Italy apprezzato in tutto il mondo. Ironia a parte, gli scandali alimentari ormai non risparmiano più nessuno. Dopo il latte alla melamina e i prodotti Galbani, ora è il turno dei salumi che hanno reso la provincia emiliana famosa in tutto il mondo per la qualità dei suoi prosciutti e insaccati. Qualità messa in seria discussione dal sequestro avvenuto presso gli stabilimenti dell'azienda "Salumi Val Baganza Srl" con sede legale a Parma dove tonnellate di salumi e insaccati scaduti e invasi dai vermi sono stati scoperti da un'operazione dei Nas del nucleo di Brescia.
 Nel corso dell'operazione è stato effettuato il sequestro giudiziario di circa 32,5 tonnellate di insaccati vari (prosciutto crudo, culatello, salami, pancette, speck etc.) in cattivo stato di conservazione e cioè invasi da larve, insetti e muffe. e con data di scadenza superata da alcuni anni, anche dal 2003.
Sequestro giudiziario anche per uno stabilimento per la lavorazione di prosciutto crudo nel comune di Felino (Pr), e un deposito di alimenti privo di autorizzazione nel comune di Langhirano (Pr). Inoltre sono stati avviati alla distruzione circa 9.500 kg. di insaccati. Le operazioni, cui hanno preso parte anche i veterinari del Dipartimento veterinario della Asl di Parma, hanno la finalità di garantire ai consumatori la massima sicurezza dei prodotti del settore agroalimentare, tutelando inoltre l'immagine dei prodotti tipici italiani. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha sottolineato «l'azione esemplare dei Nas con cui sono in contatto costante in qualità di "titolare" della sicurezza alimentare e delle azioni a sua protezione indirizzate alle famiglie del nostro Paese. La cosa che più allarma è che proprio aree territoriali considerate geograficamente la "culla" del prodotto di qualità abbiano al loro interno aziende che rappresentano le vere "mele marce" che violano fraudolentemente e per incuria e violazione delle leggi un principio sacro come quello  di poter mettere sulle nostre tavole un prodotto non solo di qualità ma che sia anche e soprattutto sicuro sul piano della salute».
«Alimenti e prodotti assimilabili a vere e proprie "bombe biologiche" per lo sviluppo di batteri, germi e processi di degenerazione - ha ggiunto Martini - quando vengono posti sul mercato attraverso connivenze e reti di illegalità distruggono l'immagine di un Paese come l'Italia che nel mondo viene identificato per la qualità della sua produzione ma anche per i parametri di sicurezza che si ispirano a standard di eccellenza».

La parola al Consorzio
Il sequesto giudiziario degli insaccati scaduti è il frutto di un'operazione congiunta tra il nucleo carabinieri Nas di Brescia e il Consorzio del Prosciutto di Parma. La funzione principale del Consorzio è quella di vigilanza, un'attività diretta all'individuazione delle situazioni fraudolente che violano le norme di produzione e commercializzazione del Prosciutto di Parma. A questa attività è deputato un corpo di ispettori aventi le qualifiche di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Ci preme sottolineare che, in questo caso particolare, come spesso accade, la violazione non è da attribuirsi ad uno dei 167 produttori di Prosciutto di Parma, ma a un grossista che non ha conservato in modo adeguato il prodotto. «Siamo soddisfatti dell'ennesimo intervento dei nostri ispettori di vigilanza che in questi ultimi anni hanno smascherato diversi casi di frode organizzata. Il loro contributo è fondamentale sia per i nostri produttori, sia per il consumatore che può acquistare il Prosciutto di Parma con la sicurezza che si tratti di un prodotto genuino, certificato di qualità» ha commentato Stefano Tedeschi, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma.

Coldiretti: avanti con i controlli
In un territorio dove si produce quasi un terzo del made in Italy agroalimentare l'importante operazione realizzata dai Nas dei Carabinieri dimostra l'efficacia dell'attività di controllo a tutela dell'immagine della food valley italiana e dell'intero patrimonio enogastronomico nazionale. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente il sequestro di tonnellate di salumi e insaccati scaduti o in cattivo stato di conservazione effettuato dai Nas del nucleo di Brescia. Il rischio di frodi e sofisticazioni su prodotti che sono il simbolo dell'agroalimentare italiano assume un valore che va ben al di la della situazione specifica e va per questo combattuto con decisione.
Con i rincari nei prezzi degli alimenti aumentano i rischi di frodi e sofisticazioni nell'esprimere soddisfazione per l'attività dei Nas a garanzia dei produttori e dei consumatori. Si tratta di un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull'inganno nei confronti di quanti per la ridotta capacità di spesa sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti.
fonte AGI


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