Latte italiano: tutte le tappe della sicurezza, dall’allevamento alla trasformazione
Lo scandalo del latte cinese ha naturalmente alzato un polverone e i dubbi sulla sicurezza sono venuti anche ai consumatori italiani. Le rassicurazioni sono arrivate giustamente da tutti i fronti, ed ora uno studio dell'Osservatorio Agri&Food di CremonaFiere ha messo in evidenza quali sono nello specifico i controlli che avvengono lungo l'intera filiera lattiero-casearia nazionale.
Il patrimonio zootecnico italiano (bovini di latte) a fine 2007 era di 1.838.783 capi con una forte concentrazione nel nord Italia e in Lombardia in particolare (576.195 capi), con un incremento nell'ultimo biennio del 2% circa. Ogni vacca produce mediamente dai 6mila ai 9mila kg di latte l'anno.
I controlli sono capillari e coinvolgono tutta la filiera nel rigoroso rispetto della normativa europea.
Ad affiancare i controlli ufficiali anche un rigido sistema di autocontrollo che pone in primo piano l'allevatore chiamato a rispondere personalmente e ad essere garante di ogni fase del prodotto, e successivamente il caseificio per le fasi di trasformazione. La funzione pubblica è affidata ai veterinari Asl che operano ad ogni livello su tutta la filiera latte (dal produttore al consumatore). Oggi i veterinari dipendenti pubblici impiegati nelle sole Asl sono 5.511. Un numero elevato se si raffronta a quello dei farmacisti (1.785), dei biologi (2.345) e dei chimici (4.019). I veterinari sono in netta maggioranza uomini (4.782 contro le 729 donne).
TUTTE LE FASI DEI CONTROLLI SUL LATTE
Il lungo cammino dei controlli per la sicurezza inizia dalla registrazione con cui l'allevatore deve garantire le procedure di autocontrollo adottate, le modalità di gestione, il ciclo produttivo, la tipologia di alimentazione, il tipo di mungitura, la quantità di latte che si prevede di produrre.
In tutte le fasi della produzione le aziende devono assicurare:
• Il rispetto dei requisiti igienico sanitari (controllo stato sanitario e benessere degli animali, corretta gestione dei farmaci, sicurezza ed igiene dei mangimi)
• L'igiene della mungitura e del personale che se ne occupa
• La tracciabilità degli animali
• Il rispetto requisiti igienico sanitari del latte prodotto.
L'allevatore ha anche l'obbligo di tenere aggiornati sia un registro di stalla dove vengono annotati tutti i movimenti in entrata e in uscita dei bovini dell'allevamento sia un registro dei trattamenti farmacologici con i farmaci somministrati sotto il rigoroso controllo del veterinario d'azienda.
In ogni caso ogni animale malato deve essere isolato e costantemente monitorato. Particolare attenzione viene posta infine sul latte, che deve essere campionato almeno due volte al mese e sottoposto ad analisi per stabilire carica batterica (indice di igiene), cellule somatiche (mastiti…) e inibenti (sostanze farmacologiche). Sempre il latte di stalla deve rispettare equilibri di grasso e proteine per scongiurare l'annacquamento.
Nelle varie fasi ha un ruolo di primaria importanza il servizio veterinario, una sorta di 'grande fratello” che vigila sul rispetto delle normative.
Altrettanto severe le norme che regolano il comportamento delle industrie di trasformazione dal caseificio alla centrale, che devono avere riconoscimento UE con determinate caratteristiche fisiche e gestionali. Fondamentale anche in questo passaggio l'autocontrollo che deve assicurare la rintracciabilità a monte e a valle. La regolarità dell'iter viene garantita da vigilanza e da costanti prelievi con analisi batteriologice.
In ultima analisi massima attenzione alla commercializzazione. Su grossisti e distributori il servizio veterinario esercita una minuziosa vigilanza dal grossista al rivenditore con particolare riguardo alla catena del freddo e alla conservazione. Il prodotto deve sempre accompagnato da un documento di tracciabilità anche quando lo si divide in lotti perché in ogni momento si deve poter risalire alla fonte.
Per le analisi ogni Regione o gruppo di Regioni si appoggia a un Istituto di Zooprofilassi Sperimentale (Izs) mentre allevatori e aziende possono far riferimento a laboratori privati, provvedere in proprio (come nel caso dei grandi caseifici) o in alternativa avvalersi degli Izs tramite i loro veterinari d'azienda.
Tutte queste professionalità si incontreranno dal 23 al 26 ottobre a Cremona in occasione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte per discutere e analizzare la situazione del settore e, soprattutto, per aggiornarsi sulle novità del settore, sia grazie alle oltre 800 ditte presenti in Fiera, sia ai più di 30 convegni e seminari tecnico-operativi che da sempre rappresentano il punto di forza della manifestazione.
Fonte: Clal su dati Associazione Italiana Allevatori e ISTAT
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