Si è aperta oggi la 63esima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte. A fare gli onori di casa il presidente di CremonaFiere Antonio Piva, che ha accompagnato nel taglio del nastro l'assessore all'agricoltura della Regione Lombardia Luca Daniel Ferrazzi.
«Questa edizione parte in grande spolvero nonostante la crisi che attanaglia il settore della zootecnia da latte – ha dichiarato Antonio Piva. Per fare un punto della situazione e trovare strategie comuni per fare fronte alle difficoltà abbiamo un programma convegnistico con 26 importanti appuntamenti che in particolare punteranno l'attenzione sugli aspetti economici del settore. è un onore per noi avere qui oggi l'assessore Ferrazzi, che non si è mai tirato indietro nell'affrontare i problemi delle aziende zootecniche della Lombardia che, voglio ricordarlo, è la seconda regione in Europa per produzione di latte con 43 milioni di quintali che escono dalle nostre stalle».

«Questa 63esima Fiera Internazionale del Bovino da Latte rappresenta un momento importante e un motivo di orgoglio non solo per la Regione Lombardia, ma anche per tutta l'Italia – così ha esordito il neo assessore regionale Ferrazzi. Anche in questo momento di difficoltà qui si dimostra crescita, professionalità, voglia di continuare a investire».
Durante la sua visita tra gli oltre 830 marchi e i più di 400 animali presenti in Fiera l'assessore è rimasto favorevolmente impressionato dalla tecnologia e dall'innovazione. «La Regione Lombardia – ha continuato Ferrazzi – sarà vicina anche economicamente alle aziende che credono e investono nelle nuove tecnologie, che rappresentano ormai uno strumento fondamentale per essere sempre più competitivi a livello internazionale. Non dimentichiamo poi che la Fiera Internazionale del Bovino da Latte è un importante momento di confronto in cui dialogheremo con tutte le associazioni di categoria e con il Ministero».

Zaia: Non ho mai parlato di sanatoria del passato
Il mercato dei prodotti lattiero-caseari, dopo la breve parentesi di grande euforia di un  anno fa, è tornato a vivere una fase di forte incertezza. Nonostante una sostanziale stabilità della produzione a livello europeo le quotazioni hanno subito una flessione, anche rilevante, innescando una nuova preoccupante fase di stagnazione, se non di recessione, a fronte di un aumento dei costi che ha interessato alcuni fattori produttivi, come l'energia. In un mercato ormai condizionato dalle dinamiche internazionali resta da vedere se quella attuale sarà una fase di transizione o se la riduzione della capacità di spesa dei consumatori potrà avere conseguenze durevoli sul mercato del latte fresco e dei formaggi Dop. Poi c'è la questione dell'aumento delle quote produttive già deliberato dall'Unione europea, in vista della loro abolizione, attesa per il 2015. «Non ho mai parlato di sanatoria del passato»,– ha detto il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, intervenendo all'Assemblea nazionale del settore lattiero-caseario di Fedagri-Confcooperative nell'ambito della Fiera internazionale del bovino da latte in corso a Cremona, e ha aggiunto: «Bisogna trovare una soluzione onorevole e legale, come quella che sto preparando con un decreto-legge la cui emanazione è prevista per il 18 novembre. Inoltre – ha continuato il ministro – stiamo mettendo a punto un 'Fondo speciale” sul latte, indispensabile per evitare che un considerevole numero di aziende vada fuori mercato. Comunque tolleranza 'doppio zero” e controllo rigorosissimo sulla produzione, per rispettare la gente che lavora seriamente e la sicurezza alimentare».

«Sulla trattativa per le quote latte confidiamo nella capacità del Ministro di negoziare una posizione vantaggiosa per il nostro Paese, che tenga conto dei tanti agricoltori italiani che hanno operato nel rispetto delle regole», ha  sottolineato Paolo Bruni, Presidente nazionale di Fedagri-Confcooperative, schierandosi «Al fianco del Ministro nella battaglia della legalità». A Zaia, che aveva ricordato come «la cooperazione sia la soluzione migliore per l'aggregazione in agricoltura», Paolo Bruni ha risposto: «Le nostre 780 cooperative del settore producono il 50% del latte italiano e il 70% dei formaggi Dop, sono tutte fortemente legate al territorio e tutte favorevoli all'origine dei prodotti in etichetta. La Cooperazione è con il Ministro in questa importante battaglia che sta conducendo per l'origine dei prodotti perché tutte le nostre cooperative lavorano per valorizzare il latte del territorio nazionale». Plaudendo all'operazione del ministro per risolvere la crisi di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, con l'operazione di acquisto di 200.000 forme, riequilibrando domanda e offerta, Bruni ha fatto presente che le 20 maggiori cooperative e consorzi del settore hanno liquidato ai soci un prezzo medio superiore del 10%  (pari a 42,01 euro al quintale) rispetto a quello pagato dalle industrie. Diverso il risultato della commercializzazione diretta: «Tutti i caseifici hanno al loro interno dei punti per la vendita al pubblico, ma la crisi di questi nostri formaggi di eccellenza ha di fatto dimostrato che ciò non sia sufficiente. Di chilometri le nostre produzioni ne devono fare molti per arrivare a raggiungere i mercati lontani».


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