è la proposta dell'amministratore delegato di Expo 2015, Giuseppe Sala: per i commercianti, per i taxisti, per gli alberghi e soprattutto per i ristoranti, un bollino blu, una certificazione di qualità per le attività che accoglieranno i turisti per l'Expo. Ma con quali criteri e chi, soprattutto, li fisserà ovviamente non si sa...

Immediata la reazione negativa di Alfredo Zini (nella foto sotto), vicepresidente di Epam-Confcommercio (Associazione provinciale milanese dei pubblici esercizi), che afferma che non abbiamo bisogno di altre certificazioni ma semmai di comunicazione e progetti precisi.



Certo le proposte di Sala sono sì interessanti per la città di Milano, ma di fatto improponibili per la nostra realtà. Preoccupa anche il fatto che personalità come Sala non siano a conoscenza delle difficoltà del nostro comparto.

Troppo facile dire che «nel mondo si mangia 24 ore su 24». Per esempio in Germania non è proprio così: provi Sala ad andare a Francoforte. Che si mangi dappertutto è realtà, ma a tutte le ore proprio no, o almeno forse qualche 'hamburgheria”. Ma dove sono aperti a tutte le ore? Nelle grandi capitali da 10 milioni di abitanti, con servizi diversi dai nostri, con taxi meno costosi e servizi pubblici migliori.

Ma il vero problema è un altro, ed è sempre lo stesso, non c'è storia, ed è il nostro costo del lavoro: lo sa Sala che il personale dei ristoranti in Italia, se sommiamo la 13ª, la 14ª mensilità, il Tfr che è un'altra mensilità, i permessi sindacali retribuiti, che nelle piccole realtà, cioè il 90%, nessuno utilizza, le festività, le maggiorazioni del lavoro festivo e domenicale, si arriva a circa 16 mensilità (dati Fipe), possiamo far mangiare a tutte le ore ma in nessuno paese al mondo le aziende hanno un costo così alto del lavoro.

Sarà esperienza di tanti, per esempio gli States, certo vai a New York e mangi veramente a tutte le ore, ma Sala saprà qual è la differenza dei costi del lavoro tra noi e gli States? Lì il personale dei ristoranti costa pochissimo alle aziende, il costo è scaricato sul conto finale del cliente, infatti sono aperti sempre per questo semplice motivo, più lavorano, più il collaboratore guadagna, mica come da noi che se il ristorante è vuoto il nostro dipendente ha comunque il suo stipendio.

Alfredo ZiniDobbiamo sopperire a un problema di accoglienza dei turisti: dateci le stesse regole degli altri paesi, dobbiamo far vivere di più le nostre città e i nostri quartieri, dateci i costi energetici come gli altri paesi, ma senza andare oltreoceano, basta il costo dei francesi, nel nostro paese non c'è una normativa chiara sugli stage, gli apprendisti non esistono, le scuole non formano, non c'è meritocrazia, le piccole aziende stanno chiudendo, e l'organizzazione dell'Expo chiede a noi piccoli imprenditori di essere più elastici, più aperti. Ma lo sa Sala che il comune di Milano ha mediamente triplicato il costo delle aree pubbliche? E a parte alcune zone tradizionali, Navigli, Brera, Isola, tutto il resto, soprattutto in periferia è 'buio”, chiuso. Ci vorrà più collaborazione con le istituzioni.
 
Desiderio condivisibile del ad Sala di avere a disposizione una città più aperta, più internazionale, ma con le nostre regole non sarà possibile, non sarà facile e poi chi ci garantisce che il flusso dei turisti non sarà intercettato dai grandi gruppi? Chi ci garantisce che il 'business” sarà spalmato in modo equo tra tutti gli operatori, dai più piccoli ai più grandi? Questa smania di una certificazione, come dice Zini è inutile, sarà il mercato che deciderà chi sarà in grado di dare qualcosa in più e sarà sempre il mercato a premiare gli imprenditori più capaci, senza bisogno che qualcuno dica chi è di serie A o di serie B. Per esempio, basterebbe utilizzare il marchio di qualità delle Camere di commercio che con Isnart hanno già fatto questo lavoro.

Ci aspettiamo, invece, che la macchina di Expo cominci veramente lei a funzionare e sia lei ad aprire nuovi percorsi con proposte di coinvolgimento degli operatori, senza bisogno di nuovi patentini.

* Matteo Scibilia è direttore scientifico del Consorzio Cuochi e Ristoratori di Lombardia


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