Il problema dell'Expo 2015? Manca un comitato unito
Vincenzo Lo Scalzo di AgoraAmbrosiana, dopo l'annuncio delle dimissioni di Giuliano Pisapia da commissario straordinario dell'Expo 2015, ha scritto al direttore di Italia a Tavola per sottolineare come per la buona realizzazione dell’Expo Milano 2015 sia necessario un comitato unito
Dopo l'annuncio delle dimissioni da commissario straordinario dell'Expo 2015 del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, Vincenzo Lo Scalzo di AgoraAmbrosiana ha scritto al direttore di Italia a Tavola Alberto Lupini per sottolineare ancora una volta come per la buona realizzazione dell'Expo Milano 2015 sia necessario un comitato unito. Riportiamo la lettera di Vincenzo Lo Scalzo.
'
Caro Alberto,
dall'aggiudicazione dell'incarico di portare a termine il progetto 'Alimentare il Pianeta" in Milano Expo 2015, seguo e cerco di contribuire ai contenuti di formazione e dibattito sul tema scelto volontariamente dal ventaglio dei problemi del Pianeta in discussione e tenuti sempre sotto osservazione da Onu, G8, G20 e Fao. Il gruppo Expo ha svicolato per 4 anni indeciso sulla via da seguire per l'implementazione della missione e poco aiutato da un Comitato scientifico nazionale e internazionale, nonostante un accordo stipulato con Fao per il sostegno delle sue strutture e comitati di lavoro.
La scorsa settimana ho testimoniato una tendenza a svicolare i temi e l'incapacità di affrontarli, confermando a Fao e offrendo la completa adesione di Aa (Agora Ambrosiana) al tema e riproponendo allo Steering committee di Fao la serie di dibattiti internazionale sui temi cibo e sicurezza quale strumento efficiente di divulgazione delle migliaia di incontri aperti con le comunità civili del Pianeta per l'accoglimento delle linee strategiche che solo la società delle Nazioni e i suoi governi sono in grado di decidere di proporre al più largo consenso interazionale. Scontata la non preparazione o il disinteresse del Comitato scientifico Expo nazionale su tale tema, vorrei segnalare che il mancato interesse pubblico riscontrato deriva anche dalla contrapposizione delle poche figure che ne avevano colto l'opportunità e che si sono manifestate apertamente e pubblicamente come Slow Food attraverso il suo fondatore, la Fondazione Barilla attraverso i Forum alla Bocconi, proposte e disponibilità di altri Enti come Accademia italiana della Cucina e poche altre associazioni onlus.
I dibattiti pubblici non vanno concentrati a Milano e in Lombardia, ma Expo in pieno accordo con Fao potrebbe essere occasione per alcune fondamentali occasioni di partecipazione plenaria ad un programma il cui limite di impostazione non può andare al di là del terzo trimestre di quest'anno e su cui potenzialmente sia Expo che Fao potrebbero convergere. AA non è in grado di interferire con il gelo creatosi di fatto tra Fao e Expo, ma ripropone nuovamente l'occasione da non perdere, non solo per salvare la faccia di Milano, Lombardia e Italia ma per dare un contributo positivo e di accoglienza alle comunità del pianeta per incontrare e scambiare su temi cruciali per l'umanità i valori delle tradizioni, usi, culture, colture, bisogni, piacere, diritti ed evoluzione compatibile con le risorse del Pianeta. Questo era il tema, questo è stato l'interesse di tanti paesi e comunità che hanno dato la preferenza alla scelta di Milano Expo.
Il mio è anche un dovere personale di amicizia nei confronti di un grande scienziato, come Tomaso Scarascia Mugnozza, che con la sua famiglia hanno fatto godere all'Università, scienza e conoscenza del mondo delle risorse naturali e del piacere nel cibo e con il cibo alla vita del Pianeta. Sono certo che tutte le facoltà di Agraria della penisola ed europee lo avrebbero - come era successo - apprezzato nella saggezza con cui avrebbe saputo gestire il tema con un Comitato Expo unito alle spalle.
Vincenzo Lo Scalzo
AgoraAmbrosiana
”
Articolo correlato:
Pisapia non ci ripensa Lascia l'Expo 2015
'
Caro Alberto,
dall'aggiudicazione dell'incarico di portare a termine il progetto 'Alimentare il Pianeta" in Milano Expo 2015, seguo e cerco di contribuire ai contenuti di formazione e dibattito sul tema scelto volontariamente dal ventaglio dei problemi del Pianeta in discussione e tenuti sempre sotto osservazione da Onu, G8, G20 e Fao. Il gruppo Expo ha svicolato per 4 anni indeciso sulla via da seguire per l'implementazione della missione e poco aiutato da un Comitato scientifico nazionale e internazionale, nonostante un accordo stipulato con Fao per il sostegno delle sue strutture e comitati di lavoro.
La scorsa settimana ho testimoniato una tendenza a svicolare i temi e l'incapacità di affrontarli, confermando a Fao e offrendo la completa adesione di Aa (Agora Ambrosiana) al tema e riproponendo allo Steering committee di Fao la serie di dibattiti internazionale sui temi cibo e sicurezza quale strumento efficiente di divulgazione delle migliaia di incontri aperti con le comunità civili del Pianeta per l'accoglimento delle linee strategiche che solo la società delle Nazioni e i suoi governi sono in grado di decidere di proporre al più largo consenso interazionale. Scontata la non preparazione o il disinteresse del Comitato scientifico Expo nazionale su tale tema, vorrei segnalare che il mancato interesse pubblico riscontrato deriva anche dalla contrapposizione delle poche figure che ne avevano colto l'opportunità e che si sono manifestate apertamente e pubblicamente come Slow Food attraverso il suo fondatore, la Fondazione Barilla attraverso i Forum alla Bocconi, proposte e disponibilità di altri Enti come Accademia italiana della Cucina e poche altre associazioni onlus.
I dibattiti pubblici non vanno concentrati a Milano e in Lombardia, ma Expo in pieno accordo con Fao potrebbe essere occasione per alcune fondamentali occasioni di partecipazione plenaria ad un programma il cui limite di impostazione non può andare al di là del terzo trimestre di quest'anno e su cui potenzialmente sia Expo che Fao potrebbero convergere. AA non è in grado di interferire con il gelo creatosi di fatto tra Fao e Expo, ma ripropone nuovamente l'occasione da non perdere, non solo per salvare la faccia di Milano, Lombardia e Italia ma per dare un contributo positivo e di accoglienza alle comunità del pianeta per incontrare e scambiare su temi cruciali per l'umanità i valori delle tradizioni, usi, culture, colture, bisogni, piacere, diritti ed evoluzione compatibile con le risorse del Pianeta. Questo era il tema, questo è stato l'interesse di tanti paesi e comunità che hanno dato la preferenza alla scelta di Milano Expo.Il mio è anche un dovere personale di amicizia nei confronti di un grande scienziato, come Tomaso Scarascia Mugnozza, che con la sua famiglia hanno fatto godere all'Università, scienza e conoscenza del mondo delle risorse naturali e del piacere nel cibo e con il cibo alla vita del Pianeta. Sono certo che tutte le facoltà di Agraria della penisola ed europee lo avrebbero - come era successo - apprezzato nella saggezza con cui avrebbe saputo gestire il tema con un Comitato Expo unito alle spalle.
Vincenzo Lo Scalzo
AgoraAmbrosiana
”
Articolo correlato:
Pisapia non ci ripensa Lascia l'Expo 2015

