Il porro è una pianta erbacea biennale, che presenta un bulbo cilindrico fusiforme appena rigonfio, di diverse misure a seconda delle varietà. Conosciuto fin dall'antichità, il porro era utilizzato dall'imperatore Nerone, che lo assumeva a giorni fissi accompagnato da olio di oliva per curare la propria voce.

Del porro si utilizza la parte inferiore bianca, bisogna acquistarlo e consumarlo fresco altrimenti acquisisce un sapore acre. Se utilizzato crudo in insalata, va tagliato al momento altrimenti tende a ossidarsi molto velocemente per l'esposizione all'aria. Questo ortaggio, tipicamente invernale, cresce nelle zone fredde senza problemi, resiste al gelo e, una volta colto, si conserva per mesi nell'orto, adagiato in un solco e rincalzato di terra.

I porri sono squisiti al forno, ottimi aggiunti alle zuppe e alle creme che arricchiscono di sfumature delicatamente aromatiche, ma il meglio, a livello nutritivo, lo danno a crudo: si tagliano a rondelle sottili a partire dal bulbo croccante (privato della radice) fino al verde del fusto ancora tenero e si inseriscono nelle insalate di stagione.

Sono ricchi di minerali, contengono molto più calcio della cipolla, più potassio, ferro, fosforo. Superano, anzi duplicano aglio e cipolla nel contenuto in vitamina C e proteine. Hanno un ruolo protettivo per le cellule, sono lassativi, antisettici e utili nelle bronchiti. Anticamente erano considerati degli afrodisiaci. Per usarli in cucina devono essere ben sodi e dritti, con le foglie serrate e turgide che formano un ciuffo in cima, verde scuro. Le foglie gialle, avvizzite, flosce, sono segno di scarsa freschezza e di perdita di nutrienti.


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