Crisi Parmigiano, la Regione scende in campo per favorire l'accesso al credito
Un pacchetto di misure per rendere più facile e conveniente l'accesso al credito dei produttori del settore lattiero-caseario e del Parmigiano Reggiano, alle prese con una perdurante, grave crisi di prezzo all'origine che tra il 2007 e il 2008 ha visto un calo del 10-12% e una diminuzione del reddito per unita' lavorativa
di oltre il 90%. Lo prevede un programma, approvato dalla Giunta regionale dell'Emilia Romagna, che stanziando 500 mila euro, per abbattere di un punto percentuale i tassi di interesse sui prestiti a breve termine, permetterà di attivare finanziamenti per 50 milioni di euro.
Le aziende interessate potranno presentare domanda per il finanziamento già dal prossimo 18 dicembre, potendo contare anche su altre due opportunità: le garanzie attivate con capitali propri dai Confidi (comprensive di oltre 5 milioni di fondi regionali già trasferiti per la capitalizzazione) e i tassi di interesse inferiori a quelli di mercato che ogni organismo è in grado di offrire grazie a convenzioni con il sistema creditizio.
«Il comparto del Parmigiano Reggiano vive una grave difficoltà - ha spiegato oggi a Bologna presentando l'iniziativa l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni (nella foto)- dovuta al fatto che questo formaggio di indiscussa qualità è pagato poco all'origine». Quest'anno la diminuzione è stata di due euro al chilogrammo, ma i consumatori non se ne sono accorti perché sugli scaffali il prezzo non è calato. In queste condizioni risulta diseconomico produrre. Molti allevatori sono in gravissima difficoltà anche perché quando va bene incassano un anno dopo aver anticipato tutte le spese di produzione. Il credito per costoro è la condizione stessa del fare». «Ulteriori preoccupazioni - ha aggiunto Rabboni - arrivano ora dall'attuale fase recessiva e dall'aumento delle quote latte che produrrà una diminuzione del prezzo del latte».
«Questo bando - ha detto Alberto Rodighiero coordinatore regionale dei Consorzi Fidi - rappresenta la prima pietra di un' iniziativa che potrà essere estesa anche ad altri settori, ad esempio l'ortofrutta, in cui il produttore deve anticipare le spese di esercizio».
Fonte: Agi
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