Crisi formaggio: il rilancio di Grana e Parmigiano parte dagli indigenti
Si prospetta una soluzione allo "stato di crisi" del comparto caseario italiano. Dopo l'incontro di venerdì 10 ottobre e il grido di allarme lanciato dai Consorzi di tutela Parmigiano-Reggiano e Grana Padano, oggi presso la sede del Consorzio Parmigiano-Reggiano a Parma, il ministro Luca Zaia (al centro nella foto, con il presidente del Consorzio di tutela Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai, a destra, e il presidente del Consorzio Grana Padano Cesare Baldrighi, a sinistra) ha incontrato i rappresentanti della filiera lattiero casearia e i vertici dei due Consorzi di tutela per affrontare la situazione di grande difficoltà dei due comparti e individuare un percorso adeguato a fronteggiare tale emergenza. A fronte delle richieste dei due Consorzi, il ministro ha preso degli importanti impegni per dare una risposta alla situazione di difficoltà in cui versa il comparto, che rappresenta il 40% di tutto il latte italiano per i due formaggi che costituiscono un volano insostituibile nell'economia dei rispettivi territori d'origine.
Il piano indigenti
I Consorzi hanno richiesto di poter destinare il 5% della produzione complessiva annua a destinazioni alternative, dichiarandosi disposti ad intervenire con proprie risorse. Il ministro ha fornito una prima risposta impegnandosi a stanziare 50 milioni di euro per destinare 200.000 forme, pari al 3% della produzione, per aiuti alimentari agli indigenti. «Interveniamo oggi a sostegno di un settore che ha fatto della qualità la strada
maestra per raggiungere i mercati mondiali, dando così risposte concrete in grado di superare le ipotesi di stato di crisi che alcune parti hanno pure avanzato in queste settimane - ha detto Zaia. Quello che mettiamo sul tavolo è una strategia di intervento in tre mosse. La prima: ritireremo, attraverso l'Agea, 100 mila forme di Parmigiano Reggiano e altrettante di Grana Padano per aiutare i produttori in crisi. Le forme verranno acquistate a prezzi di mercato e saranno poi distribuite agli indigenti, sempre a pezzi di mercato, attraverso il canale delle Onlus e delle associazioni di volontariato».
Grazie al ritiro, sarà possibile ottenere gli aiuti comunitari previsti in questi casi. Dal 1987 la Commissione Europea eroga infatti a ciascun paese dell'Unione un fondo destinato alla distribuzione di prodotti alimentari per la popolazione indigente. Nel 2009 l'Italia avrà a un budget raddoppiato rispetto ai fondi assegnati nel 2008 (66,4 milioni di euro) grazie alla trattativa di successo condotta in sede europea. «Stiamo lavorando a questo progetto – ha aggiunto il ministro - già da un mese ed abbiamo negoziato in tempi non sospetti uno stanziamento di ben 129,2 milioni di euro».
In Italia il piano di intervento a favore delle fasce di popolazione più deboli è gestito dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) attraverso le principali organizzazioni caritative riconosciute (tra cui Croce rossa italiana, Caritas, Banco alimentare). Ogni anno queste associazioni garantiscono assistenza a oltre 15.000 strutture senza scopo di lucro (centri di accoglienza, parrocchie, mense) e a oltre 2 milioni di indigenti.I Consorzi di Grana Padano e Parmigiano Reggiano si sono impegnati ad integrare il volume di prodotto che verrà ritirato con una loro donazione gratuita.
Più sinergie tra i due Consorzi
Il ministro ha anche evidenziato l'esigenza di maggiori sinergie fra i due Consorzi per attuare azioni promozionali sui mercati esteri, mettendo a disposizione le risorse di Buonitalia per progetti coordinati di penetrazione commerciale. L'assessore all'agricoltura dell'Emilia-Romagna Tiberio Rabboni ha sottolineato l'importanza di tali azioni, impegnandosi a sostenere a sua volta progetti mirati.
Occorre inoltre potenziare la vendita dei prodotti caseari Dop all'estero, grazie ad una incisiva campagna di promozione. «In questo senso – ha annunciato il ministro – potrà avere un ruolo chiave Buonitalia, la società per la promozione dell'agroalimentare italiano, un vero cavallo di troia per sfondare sui mercati stranieri con interv
enti coordinati».
Su quest'ultimo punto, il Ministro Zaia ha precisato che «in futuro, l'intervento del Mipaaf potrà venire esclusivamente se Grana Padano e Parmigiano Reggiano saranno in grado di proporre un'unica strategia coordinata di promozione nel mercato interno ed estero. Da questo presupposto si potrà partire per un serio progetto di interprofessione che leghi la filiera del Gran e quella del Parmigiano, vera spina dorsale della filiera lattiero casearia italiana».
«Questi due formaggi – ha aggiunto Zaia - sono importanti biglietti da visita del made in Italy, capaci di trascinare la vendita di altre produzioni di qualità. Non parliamo quindi di crisi di mercato, perché questi prodotti mal si associano al termine crisi. Dobbiamo guardare avanti. Parmigiano e Grana Padano hanno ciascuno una storia e una tradizione alle spalle, così solide e forti da permetterci di costruire insieme un ambizioso progetto comune di rilancio».
Intese di filiera per il rilancio nella Gdo
I Consorzi hanno inoltre chiesto di attivare maggiori sinergie con la Gdo, che rappresenta il più importante canale di vendita al pubblico, per trasmettere in modo adeguato al consumatore il valore qualitativo insito nei due formaggi, evitando il frequente ricorso alle vendite sottocosto.
A fronte della situazione che si è venuta a creare, è stata infine presentata al ministro l'esigenza di poter operare sul mercato con strumenti adeguati alla realtà del settore, individuando un ruolo più ampio per i Consorzi di tutela che comprenda, attraverso le intese di filiera, anche la gestione produttiva ed altre iniziative di mercato.
Il ministro ha dimostrato massima attenzione a tali tematiche, vista la rilevanza dei nostri prodotti per l'agroalimentare italiano, convenendo su tale analisi e sul percorso da attuare. Secondo passo della strategia: «Creeremo – ha detto Zaia - un tavolo con la Gdo, che sarà coordinato dal Mipaaf, ed infine – terza e ultima mossa – proprio a livello della grande distribuzione organizzata, predisporremo una campagna di promozione internazionale. Del resto, chiedere la collaborazione della Gdo per rilanciare il consumo di Parmigiano-Reggiano è un passo ineludibile». Il tavolo di lavoro con la Gdo «punterà a soppiantare le promozioni che utilizzano il Parmigiano-Reggiano come prodotto 'civetta”, deprimendo così il valore di un prodotto d'eccellenza e di grande qualità”»
Il presidente del Consorzio Parmigiano-Reggiano Giuseppe Alai ha mostrato soddisfazione per l'esito dell'incontro, affermando in particolare la necessità di una riorganizzazione della filiera produttiva per affrontare il mercato. A sua volta il presidente del Consorzio Grana Padano Cesare Baldrighi, ringraziando il ministro per la sensibilità dimostrata, ha sottolineato la necessità di agire in maniera tempestiva per dare un immediato segnale agli operatori del settore.
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