Anche quest’anno, per la 4ª edizione, a Villa De Winckels si è rinnovato il felice appuntamento con degustazione e cena dedicato all’Amarone e ai sapori della Lessinia. Appassionati e professionisti del bene bere, enotecari e ristoratori, hanno potuto approfondire la conoscenza di un grande vino, l’Amarone della Valpolicella, al ristorante-albergo-enoteca della famiglia Merzari a Marcemigo di Tregnago (Vr). Hanno partecipato più di 40 vignaioli, nomi noti ed emergenti, ognuno con un proprio tavolo per la degustazione dell’Amarone: Allegrini, Dal Forno, Corte Sant’Alda, Fasoli, Pieropan, Roccolo Grassi, Le Ragose e Trabucchi, solo per citarne alcuni (sotto l’elenco completo).

Oltre 300 appassionati hanno occupato le storiche e belle sale di Villa De Winckels, tutti con libero accesso al salone delle degustazioni per scambiare opinioni e assaggiare il vino. Ma Villa Winckels è una cittadella dell’ospitalità e si è potuto anche passeggiare nelle sale alla scoperta degli artigiani che proponevano sapori di campagna e di monte, formaggi, salumi, sott’oli, mostarde.



La festa è proseguita negli stessi piacevoli ambienti e direttamente in cucina, arricchita da un gustoso viaggio nella bontà: antipasto con crostini di cappone, fegato, soppressa; cotechino e polenta; risotto con radicchio e salsiccia; gnocchetti di malga; maccheroncini con verza e lonza di maiale; lepre stufata e salsiccetta con puré; pasticcini di casa e altre sorprese.

I vignaioli presenti
  • Allegrini, Fumane
  • Antolini, Marano di Valpolicella
  • Cav. G. B. Bertani, Grezzana
  • Ca' Rugate, Montecchia di Crosara
  • Corte Canella, Cellore d'Illasi
  • Tenuta Chiccheri, Tregnago
  • Corte Sant’Alda, Mezzane di Sotto
  • Dal Forno Romano, Cellore d'Illasi
  • Fasoli Gino, Colognola ai Colli
  • Ferragù, Cellore di Illasi
  • Garbole, Tregnago
  • Grotta del Ninfeo, Lavagno
  • Latium Morini, Mezzane di Sotto
  • Manara, San Floriano di San Pietro in Cariano
  • Marco Mosconi, Illasi
  • Monte Dall’Ora, San Pietro in Cariano
  • Pieropan, Soave
  • Roccolo Grassi, Mezzane di Sotto
  • Marion, San Martino Buon Albergo
  • Le Ragose, Negrar
  • Ruffo Vini, San Briccio di Lavagno
  • San Cassiano, Mezzane di Sotto
  • Agr. F.lli Tedeschi, San Pietro in Cariano
  • Tenuta Sant’Antonio, Mezzane di Sotto
  • Tenuta Santa Maria alla Pieve, Colognola ai Colli
  • Terre di Leone, Marano di Valpolicella
  • Terre di Pietra, Negrar
  • Tezza, Poiano
  • Tommasi, Pedemonte di Valpolicella
  • Trabucchi, Illasi
  • Villa Erbice, Mezzane di Sotto
  • Viviani, Mazzano di Negrar
  • Zanoni Pietro, Quinzano di Verona
  • Zymè di Celestino Gaspari, San Pietro in Cariano

Agricoltura virtuosa e rispetto ambientale
Tregnago, al centro della valle d’Illasi, è un comune collinare a carattere prevalentemente agricolo. Siamo all’interno del parco naturale della Lessinia, territorio in buona parte ancora incontaminato. La sua storia è antica e inizia nell’età preistorica e nel suo paesaggio emergono i segni di questa vita lontana, primo fra tutti il complesso fortificato del castello del secolo XI; a nord del paese, isolato, il complesso della Pieve, con la chiesetta romanica della Disciplina; a ovest, l’antica chiesetta di Marcemigo sovrasta un piccolo borgo con le originarie case di pietra e gli alti muri di recinzione; a sud, la ciminiera del vecchio cementificio è un esempio di archeologia industriale e ricorda l’operosità delle genti del luogo.

Ora è stato recuperato come auditorium, contornato da moderne scuole. Ma il miracolo si è realizzato in alto, sulla cava; dopo la dismissione era destinata a ricoverare materiali malsani. Invece sono stati riconvertiti per 100 campi di vigne e ora qui nasce l’Amarone, uno dei vini più cari al mondo. Prossimamente si potranno percorrere alcuni itinerari che collegano le case, garantendo un’ospitalità che ha radici antiche.

Quindi l’agricoltura rende! Gli antichi casolari sono ora ville sontuose costruite con materiali autoctoni, di recupero: pietra, mattone, diffuso di rara bellezza. Anche la ciminiera della Italcementi diventa simbolo concreto del panorama. In tempi recenti Paolo Portoghesi contribuì al restauro del palazzo che ospita il municipio di Tregnago. Sulle strade del paese si affacciano residenze signorili accanto a vecchie corti contadine. Le dimore, che un tempo erano destinate alla villeggiatura, sono contornate da ampi giardini: Villa Pellegrini, oggi Municipio; Villa Cipolla, con il maestoso viale di cipressi, destinata ai vini rossi dalla famiglia Pieropan; Villa Cavaggioni, con il parco alberato ai piedi del castello; l’imponente architettura di Villa Ferrari dalle Spade. La campagna è disegnata da filari di vite e da boschetti di ciliegio, la collina offre suggestivi paesaggi di boschi e radure coltivate che mutano al variare delle stagioni.

A nord la valle d’Illasi penetra nel parco della Lessinia, ampio territorio di antica storia e incomparabili paesaggi montani.  Raramente si vedono gru, cantieri, escavatori, rotatorie e tutto l’orrore del cemento opprimente. In Lessinia il benessere rispetta l'equilibrio della natura e la saggezza del tempo.

Qui le case si costruiscono ancora con le lastre di pietra di mille e più anni fa. La Lessinia conserva ancor oggi un paesaggio agreste, con panorami quasi incantati. In passato le attività umane si svolgevano quasi esclusivamente nelle contrade, gruppo isolati di case con stalle e fienili, uniti fra loro; tutt’attorno i prati per il pascolo, qualche bosco ai margini. Ora si recuperano questi semplici e preziosi manufatti si rinnova tutto con pietre e legni locali, i tetti si rifanno con la paglia com’era uso antico. Doveroso citare l’impegno dell’architetto Guido Pigozzi e di Claudio Zorzi, primario di ortopedia a Negrar, che si sono appassionati al recupero delle costruzioni esistenti e nel rispetto assoluto dell’ambiente.

Valpolicella Classica e Valpolicella Est Veronese
La Valpolicella Classica, comprende le valli di Marano, Fumane, Negar, mentre a nord est di Verona si affianca la Valpolicella Est Veronese, che contempla, nella parte più orientale della denominazione, Valpantena e le valli di Marcellise, Mezzane, Illasi e Tramigna. Questo territorio alternativo ha trovato sempre più produttori capaci di condurre rigorosamente i loro vigneti e disposti a investire nella qualità. Dobbiamo ricordare che la Valpolicella Classica è un territorio piccolo se paragonato al successo dei vini Valpolicella e Amarone, tra i più famosi del mondo.

Quindi i territori a est di Verona, compresi tra il lago di Garda, i monti Lessini e la pianura si sono rivelati ideali per un’estensione della zona. I terreni sono molto vari, dal calcare ai vulcanici, e le uve donano ai vini ampia varietà di profumi e sapori. In un’Italia che sembra aver scordato la vocazione contadina e il successo della buona alimentazione, queste sono aree a vocazione agricola totale.

È encomiabile e controcorrente che la mano dell’uomo abbia valorizzato le antiche manifatture esistenti senza costruirne di nuove se non essenziali; si sono anche riconvertiti i pochi stabilimenti industriali; esempio mirabile il cementificio di Tregnago e la cava in cui sono stati recuperati vigneti in quota. La differenza produttiva del Valpolicella consiste indubbiamente nell’importanza del fruttaio per l’appassimento delle uve e questa pratica tipicamente contadina ben si sposa al territorio di cui parliamo. Si aggiunga la possibilità di recuperare e coltivare vitigni ormai in disuso perché ritenuti scarsamente produttivi o con difficoltà di maturazione, ma che conferiscono al vino doti e qualità.