Mario Falcettiè dall'osservazione della vigna nel suo insieme e dal contesto ambientale che la ospita che traggo ispirazione per realizzare i miei vini e nuovi spunti per sperimentare, verificare, osare. Il mio arrivo in Quadra, alla vigilia dei 50 anni, oltre la metà dei quali dedicati alla vigna e al vino, è stata una scelta fondamentale, dettata dalla consapevolezza di poter scrivere un altro capitolo determinante della mia storia professionale. Un capitolo capace di racchiudere, ancora una volta, le idee, i progetti, le aspettative, i desideri maturati in passato ma non ancora realizzati. Anche qui ho raccolto una sfida, dai più definita per l'ennesima volta folle. Ma cos'é la follia se non una forma estrema di visione?

'Vedo” il vino, lo sento, lo cerco, lo immagino, lo penso per poi progettarlo ed infine crearlo. Concepisco il vino come una perenne sfida, una tensione bipolare, una lenta e inesorabile partita a scacchi in cui gioco e giocatore diventano un tutt'uno. Forte di oltre dieci anni in Franciacorta, di altrettante vendemmie vissute tutte intensamente, alcune agevoli, altre difficili, altre ancora 'impossibili”, ma tutte sentite, amate, temute, condivise, interpretate, ho acquisito una serie di elementi che da un lato rappresentano le certezze, i punti focali, i nodi cruciali dal mio lavoro quotidiano. D'altro canto ho colto anche le zone d'ombra, le aree inesplorate e quelle inespresse dai cui l'invitante possibilità di spostare i limiti del conosciuto esplorando l'ignoto.

Muovendomi tra questi due invisibili linee, con la vendemmia 2008, ho ripreso il percorso di ricerca, sviluppo e messa a punto di una nuova serie di Franciacorta. I capisaldi di questo lavoro si basano su una accurata gestione della vigna e delle vendemmie parcellari, sulla selezione manuale delle uve, sulle pressature soffici dove solo la prima frazione entra nel nostro vino, sull'applicazione di tecniche il più naturali e meno invasive di vinificazione e di affinamento dei vini, su lunghe permanenze a contatto con i lieviti e per concludere senza l'impiego di liqueur per il dosaggio finale. In sintesi un processo che pone la materia prima e la sua integrità al centro del progetto Franciacorta di Quadra.

Da sinistra: Nicola Ondei, Stefano Gesa, Fabio Tonni, Antonia Tancredi (enologo), Sergio Gatti (responsabile produzione), Diego Turelli
Da sinistra: Nicola Ondei, Stefano Gesa, Fabio Tonni, Antonia Tancredi (enologo), Sergio Gatti (responsabile produzione), Diego Turelli

Gli elementi costitutivi del vino, nella mia visione, non rappresentano né il punto di partenza né quello di arrivo, ma semplicemente il mezzo necessario per dare forma all'idea. L'idea che si spinge fino a smaterializzare la materia per fissarla in maniera assoluta fino a farmi esclamare 'ci siamo!” nel momento in cui mi rendo conto che pensiero e azione coincidono alla perfezione. è da questa visione olistica che nascono il Saten e i suoi fratelli, una visione che mira all'essenziale, senza fronzoli, senza orpelli, senza inutili violenze alla natura. Natura da leggere, comprendere, interpretare.

Ogni vino ha la sua genesi, la sua storia, un posto nella mia testa e nel mio cuore. Ognuno rappresenta un tratto del mio tragitto ma ce n'è uno al quale mi sento legato a filo doppio. Un Franciacorta al quale devo un tributo e che creo ogni anno pervaso da una sorta di trance che mi porta ad estraniarmi totalmente dall'umanità e dalla materia che mi circonda: il Saten.

Accanto al Saten e agli altri miei Franciacorta c'é anche EretiQ. Cogliendo tra le basi della vendemmia 2009 ho plasmato un sogno cullato da anni, al quale avevo addirittura dedicato un vigneto, ma poi accantonato. Il sogno si nutre dall'idea di sfidare l'ortodossia della Franciacorta che, per scelta, si muove sempre più attorno allo Chardonnay, realizzando un vino a prescindere da questo vitigno, solo unendo i due Pinot: bianco e nero. Se la creazione del Saten è assimilabile ad un'esperienza mistica, quest'ultima è un brivido adrenalinico. Il brivido che ci coglie quando ci si spinge verso l'ignoto e talvolta, oltre il lecito. Il risultato è unico per originalità e corrisponde esattamente al Franciacorta mai visto prima che ho sognato a lungo. Un Franciacorta al naturale, non dosato, per pochi intimi, la sublimazione di un'eresia intellettuale: EretiQ!


Tenuta Quadra
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