Lombardia, terra di vino e passione. Al Vinitaly con 224 aziende e 5 Docg
5 Docg (compresa l’ultima nata, il Moscato di Scanzo), primato nelle bollicine metodo Classico con il Franciacorta Docg e gli Oltrepò Pavese, prestazioni di prim’ordine dei terrazzamenti vitati e voglia d'incentivare i giovani: ecco come si presenta la Lombardia enologica a Vinitaly 2012 a Verona

Poche settimane ancora all'ouverture dell'appuntamento veronese di Vinitaly 2012. Quest'anno, lo diciamo subito, con date particolari: da domenica 25 a mercoledì 28 marzo. Il motivo lo vedremo più avanti. Che questi siano momenti di preoccupazione, prudenza e congiuntura è ormai una notizia certa, e da tempo. Tuttavia la regione Lombardia, che nell'immaginario collettivo non è la regione più rampante nel panorama del vino, risponde con ottimismo, freschezza e progetti.
Innanzitutto è la regione più variegata per caratteristiche del territorio e anche per varietà prodotte, prestigiose per giunta. Cinque Denominazioni di origine controllata e garantita, compresa l'ultima nata, il Moscato di Scanzo, e il primato nelle bollicine metodo Classico con il Franciacorta Docg e l'Oltrepò Pavese Docg. Prestazioni di prim'ordine da parte dei terrazzamenti vitati (più grandi d'Italia) della Valtellina, che si fregia anche di due Docg (Valtellina Superiore e lo Sgorzato di Valtellina), così come si presentano novità assai interessanti nell'area dei laghi, da quella gardesana a quella lariana, che si sta adoperando con i vini dell'Igt Terre Lariane.
Ora, dopo questa folata di ottimismo, cerchiamo di analizzare più tecnicamente gli aspetti della regione Lombardia all'interno del Vinitaly 2012, alla luce della conferenza che si è tenuta a Milano, a Palazzo Pirelli, e che ha visto la partecipazione dell presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dell'assessore regionale all'Agricoltura, Giulio De Capitani, del presidente di Unioncamere Lombardia, Francesco Bettoni, insieme al presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e al direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Nella foto, da sinistra: Giovanni Mantovani, Ettore Riello, Roberto Formigoni e Francesco Bettoni.
Il governatore Roberto Formigoni (nella foto, secondo da destra) ha espresso la volontà seria di proseguire nel sostenere attivamente questo settore, confrontandosi con le aziende produttrici, con l'Europa, ma soprattutto con i giovani. A loro il presidente della regione ha rivolto un appello, a quest'ultima categoria, di questi tempi così troppo spesso fragile e demotivata, che può e deve vedere un futuro e uno sbocco nel settore vitivinicolo, attraverso soprattutto la dedizione e la passione per la materia ma anche attraverso un progetto per il quale si sono stanziati e si stanzieranno 3 milioni di euro.
«Il Governo regionale - ha dichiarato Formigoni - è determinato a continuare a sostenere questo settore e il successo del comparto enologico lombardo che, anche in questi anni di difficoltà economiche, dimostra l'impegno delle aziende di produrre eccellenze. Un vero antidoto anticrisi su cui intendiamo puntare e che, sono certo, ci porterà a soddisfazioni sempre nuove».
«Il mercato italiano, generalmente, è un mercato molto libero, facilmente bersagliabile - rammenta il presidente di Verona Fiere, Ettore Riello (nella foto sopra, secondo da sinistra) - ed è il caso per tutti di vedere come si comporta il resto del mercato europeo, con regole ben più ferree che noi italiani abbiamo dovuto rispettare con fatica e sacrificio, esportando il prodotto e raggiungendo i nostri ottimi livelli».
Giulio De Capitani (nella foto a destra), assessore all'Agricoltura, ha inoltre detto: «Il sistema vitivinicolo lombardo regge nonostante gli effetti di una crisi economica che ha colpito su larga scala tutti i settori economici e produttivi del Paese. I numeri della vendemmia 2011 ci confermano in sostanza i volumi dell'anno scorso: 5714 dichiarazioni vitivinicole e 1.409.023 ettolitri di vino prodotto, di cui circa l'88% è costituito da vini di qualità». «Questa sostanziale tenuta - ha concluso l'assessore - è un segnale positivo che riflette la capacità delle nostre aziende vitivinicole di sapere reagire e adattarsi all'instabilità di mercati. Un risultato che abbiamo favorito anche con politiche di sostegno al settore, sia sul fronte degli investimenti materiali che sulla commercializzazione e promozione delle nostre produzioni sui mercati internazionali».
C'è bisogno di partecipazione e di fiducia, e le aziende lombarde sembrano averlo capito benissimo, tant'è che il Padiglione Lombardia abbraccerà quest'anno tutto il secondo piano di Pala Expo Veronafiere, con 224 aziende che occuperanno (netti) 4650 mq. Numeri notevoli che possono solo rallegrare.
E infatti Francesco Bettoni (nella foto in alto, a destra), presidente Unioncamere Lombardia afferma: «Nell'attuale difficile momento economico, che tocca anche la produzione enoagroalimentare, è necessario fare sistema e collaborare. Abbiamo fatto così e i risultati sono evidenti: nel 2012 abbiamo il più importante padiglione lombardo a Vinitaly di sempre».
«Le imprese e i consorzi - ha proseguito Bettoni - hanno risposto con impegno ed entusiasmo alla sollecitazione del Sistema camerale e della Regione, confermando che questa formula rende giustizia all'importanza economicadella Lombardia anche in campo enologico grazie alla capacità e qualità produttiva che il nostro territorio sa esprimere».
Ancora una considerazione va fatta sul consumo del vino attualmente. Si predilige bere meno, per contenere i costi o per limitare i rischi dei punti sulla patente di guida, tuttavia si beve vino miglior qualità, si beve un prodotto con un brande economico più alto, si risparmiano le dosi, ma si accentua laddove possibile l'alto livello del prodotto.Queste date 'strane” del Vinitaly, che non comprendono tutto un fine settimana, sono state una scelta oculata fatta per consentire un miglior lavoro ai buyer, operatori di settore e per consentire alle aziende un taglio di lavoro più tecnico. E di questi tempi il lavoro tecnico è anche di moda.
Al termine del convegno, brindisi di commiato con i vini di Lombardia accompagnati dai prodotti del territorio ed un risotto preparato magistralmente da Matteo Scibilia (nella foto a sinistra), ristoratore e presidente del Consorzio Cuochi di Lombardia.
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