Amarone in Villa con i gusti della valle. Tutti i sapori del Veronese
Il 18 gennaio 2011, dalle 17.00 alle 23.00, la famiglia Merzari ha accolto gli ospiti nelle storiche e belle sale di Villa De Winckels per il terzo incontro dedicato all'Amarone, considerato tra i migliori vini del mondo. Sono giunti appassionati e professionisti da tutto il territorio nazionale
Quattrocento intenditori dei buoni vini, 40 vignaioli, 20 tra cuochi, camerieri e sommelier: ecco i numeri riassuntivi della degustazione d'Amarone a Villa De Winckels, ristorante, albergo, enoteca vinarius, a Tregnago di Verona.Il 18 gennaio 2011, dalle 17.00 alle 23.00, la famiglia Merzari ha accolto gli ospiti nelle storiche e belle sale della Villa per il terzo incontro dedicato a questo vino, considerato tra il migliori del mondo. Appassionati e professionisti dell'ospitalità sono accorsi anche da regioni lontane, come l'Abruzzo e la Sicilia per partecipare a questa splendida festa e hanno potuto approfondire la conoscenza di oltre cento etichette di Amarone, degustando e commentando con i produttori stessi.
In accompagnamento le specialità della val Lessinia, salumi e gustosi formaggi Monteveronese e di capra; nella serata anche la cena dell'ottimo ristorante della casa, con gnocchi, risotto all'amarone, polenta e lepre, golosi dolci. E proprio l'operosa cucina era al centro del percorso di degustazione.
Ecco l'elenco dei produttori: Allegrini, Antolini, Bertani, Ca' Rugate, Corte Canella, Corte Sant'Alda, Dal Forno Romano, Fasoli Gino, Ferragù, Garbole, Grotta del Ninfeo, Latium Morini, Le Ragose, Manara, Marchesi Fumanelli, Marion, Monte Dall'Ora, Marco Mosconi, Pieropan, Roccolo Grassi, Ruffo Vini, San Cassiano, Santa Sofia, Tedeschi, Tenuta Chiccheri,Tenuta Sant'Antonio, Tenuta Santa Maria alla Pieve, Terre di Leone, Terre di Pietra, Tezza, Tommasi, Trabucchi d' Illasi, Villa Canestrari, Villa Erbice, Viviani, Zanoni Pietro, Zenato. Formaggi di capra e monte veronese Malga Faggioli e il Pane della Strega di Federico Vescovo.
Tregnago e la sua valle Per chi vorrà dedicare un po' di tempo alla conoscenza di questa terra ricordiamo che Tregnago, al centro della valle d'Illasi, è un comune collinare a carattere prevalentemente agricolo. Siamo all'interno del parco naturale della Lessinia, territorio in buona parte ancora incontaminato. La sua storia è antica e inizia nell'età preistorica.
Nel suo paesaggio emergono i segni di questa vita lontana, primo fra tutti il complesso fortificato del castello del secolo XI; a nord del paese, isolato, il complesso della Pieve, con la chiesetta romanica della Disciplina; a ovest, l'antica chiesetta di Marcemigo sovrasta un piccolo borgo con le originarie case di pietra e gli alti muri di recinzione; a sud, la ciminiera del vecchio cementificio è un esempio di archeologia industriale e ricorda l'operosità delle genti del luogo. Ora è stato recuperato come auditorium, contornato da moderne scuole. Ma il miracolo si è realizzato in alto, sulla cava; dopo la dismissione era destinata a ricoverare materiali malsani. Invece sono stati riconvertiti per 100 campi di vigne e qui nasce l'Amarone, uno dei vini più cari del mondo. Prossimamente si potranno percorrere alcuni itinerari che collegano le case, garantendo un'ospitalità che ha radici antiche.
Quindi l'agricoltura rende! Gli antichi casolari sono ora ville sontuose costruite con materiali autoctoni, di recupero: pietra, mattone, diffuso di rara bellezza. Anche la ciminiera della Italcementi diventa simbolo concreto del panorama. In tempi recenti Paolo Portoghesi contribuì al restauro del palazzo che ospita il municipio di Tregnago. Sulle strade del paese si affacciano residenze signorili accanto a vecchie corti contadine. Le dimore, che un tempo erano destinate alla villeggiature, sono contornate da ampi giardini: Villa Pellegrini, oggi Municipio; Villa Cipolla, con il maestoso viale di cipressi; Villa Cavaggioni, con il parco alberato ai piedi del castello; l'imponente architettura di Villa Ferrari dalle Spade. La campagna è disegnata da filari di vite e da boschetti di ciliegio, la collina offre suggestivi paesaggi di boschi e radure coltivate che mutano al variare delle stagioni.
Valpolicella Classica e Valpolicella Est VeroneseLa Valpolicella Classica, comprende le valli di Marano, Fumane, Negar, mentre a nord est di Verona si affianca la Valpolicella Est Veronese, che contempla, nella parte più orientale della denominazione, Valpantena e le valli di Marcellise, Mezzane, Illasi e Tramigna. Questo territorio alternativo ha trovato sempre più produttori capaci di condurre rigorosamente i loro vigneti e disposti a investire nella qualità. Dobbiamo ricordare che la Valpolicella Classica è un territorio piccolo se paragonato al successo dei vini Valpolicella e Amarone, tra i più famosi del mondo.
Quindi i territori a est di Verona, compresi tra il lago di Garda, i monti Lessini e la pianura si sono rivelati ideali per un'estensione della zona. I terreni sono molto vari, dal calcare ai vulcanici, e le uve donano ai vini ampia varietà di profumi e sapori. In un'Italia che sembra aver scordato la vocazione contadina e il successo della buona alimentazione, queste sono aree a vocazione agricola totale; encomiabile e controcorrente che la mano dell'uomo abbia valorizzato le antiche manifatture esistenti senza costruirne di nuove se non essenziali; si sono anche riconvertiti i pochi stabilimenti industriali; esempio mirabile il cementificio di Tregnago e la cava in cui sono stati recuperati vigneti in quota. La differenza produttiva del Valpolicella consiste indubbiamente nell'importanza del fruttaio per l'appassimento delle uve e questa pratica tipicamente contadina ben si sposa al territorio di cui parliamo. Si aggiunga la possibilità di recuperare e coltivare vitigni ormai in disuso perché ritenuti scarsamente produttivi o con difficoltà di maturazione, ma che conferiscono al vino doti e qualità.
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