Gino Lunelli lascia dopo oltre mezzo secolo la guida delle Cantine Ferrari di Trento, casa leader per le bollicine con il metodo classico. Gli succede nella carica di presidente il nipote Matteo Lunelli (nella foto sotto, a destra), 37 anni, due figli, entrato in azienda nel 2003, dopo cinque anni di esperienza all'estero nella banca Goldman Sachs a Zurigo, New York e Londra. Il neo presidente ha incarichi di rilievo nei consigli d'amministrazione della Coster Tecnologie Speciali e della Banca di Trento e Bolzano del gruppo Intesa-San Paolo. è, inoltre, componente dell'Advisory Board del Fondo 'Idea-Industria”, presidente dei giovani industriali del Trentino-Alto Adige e siede nell'esecutivo della Fondazione Altagamma, che riunisce le imprese espressione dell'eccellenza del Made in Italy.

Da sinistra: Marcello, Camilla e Matteo Lunelli

Il cavaliere del lavoro Gino Lunelli, che aveva fatto il suo ingresso in Ferrari nell'ottobre 1958 affiancando il padre Bruno e dividendosi tra lavoro e studi universitari, è stato nominato presidente onorario e per la prima volta non avrà, così come ha chiesto, incarichi operativi.

Con questo scambio di consegne, avvenute nel corso di un incontro con la stampa nel ristorante Trussardi alla Scala di Milano supportate da un raffinato menù firmato a quattro mani da Andrea Berton, che ospitava, e Alfio Ghezzi, chef della Locanda 'Margon” di Trento, si conclude il cambio generazionale delle Cantine Ferrari avviato nel 2005. Allora Marcello (nella foto sopra, a sinistra), Matteo e Camilla Lunelli (nella foto sopra), ai quali due anni fa si è aggiunto Alessandro, avevano assunto ruoli operativi in sostituzione di Gino, Mauro e Franco, i tre fratelli che avevano fatto della Ferrari la prima casa italiana nel metodo Classico.

Matteo LunelliA Marcello, enologo, fa capo, con l'incarico di vice presidente, la produzione. Camilla riveste il ruolo di responsabile della comunicazione e dei rapporti esterni mentre Alessandro è alla guida dell'area tecnica e della programmazione ed entra nel cd della Ferrari e di altre società del gruppo.

Pur mantenendo, sia nell'assetto proprietario sia nella governance, la fisionomia di azienda familiare, il gruppo Lunelli si è aperto a contributi esterni di alto livello. Oltre a confermare Guido Pianaroli nel ruolo di amministratore delegato, sono stati cooptati nel consiglio d'amministrazione della holding, la Lunelli Spa, due personaggi del calibro di Innocenzo Cipolletta e Lino Benassi. Tutto ciò è avvenuto nel pieno rispetto di principi e valori condivisi che la famiglia Lunelli ha voluto codificare con il supporto dello Studio Ambrosetti.


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