Positivo il bilancio 2009 della Toso Spa che a Cossano Belbo, in provincia di Cuneo, ha risposto alla crisi con alcune efficaci iniziative che hanno permesso all'azienda che fa capo a Gianfranco, Massimo e Piero Toso di raccogliere ulteriori consensi e maturare un risultato economico molto lusinghiero. Partendo dai 24 milioni di euro del 2008, nell'anno appena concluso ha fatto ancora meglio, salendo a 27,5 milioni di euro di fatturato, con un incremento del 14,54% sull'anno precedente.
La ripartizione del fatturato assegna il 40% agli aromatizzati, il 38% agli spumanti, il 20% ai vini e, infine, il 2% ai liquori.

Tra gli spumanti, lusinghieri appaiono i risultati dei prodotti aromatici legati alla tradizione piemontese come l'Asti e il Brachetto, quest'ultimo sia nella denominazione 'Acqui” che in quella 'Piemonte”. Per l'Asti, le bottiglie vendute sono salite a 2.700.000 pezzi, mentre quelle del Brachetto hanno confermato i 450mila del 2009.
Al loro fianco, prosegue costante la crescita degli spumanti secchi di qualità, con una particolare segnalazione per i due prodotti ottenuti con il Metodo Martinotti di lunga permanenza sui lieviti, il Roxé da Pinot nero e il Brut Riserva da uve Chardonnay.
Va poi ricordato il successo piuttosto significativo ottenuto dal Piemonte Cortese marchiato 'Tutidì”, un vino frizzante assai moderno lanciato nel 2009 e destinato al consumo quotidiano, un prodotto che unisce i preziosi caratteri dell'origine con le particolarità di una proposta innovativa sia nella concezione, sia nella presentazione.

Per quanto riguarda i vini, il costante lavoro di selezione degli ultimi anni consente alla Toso di  presentare un'interessante gamma di vini della tradizione piemontese, con una speciale attenzione per quelli (Barbera d'Asti, Dolcetto d'Alba, Piemonte Cortese, Gavi, Barolo e Barbaresco) che vantano maggiore vicinanza al centro aziendale di Cossano Belbo, dove confluiscono le province di Cuneo, Asti ed Alessandria.
Nel 2009 è proseguito il lavoro finalizzato a sottolineare alcuni prodotti 'specialità”, anch'essi assai legati alla tradizione piemontese, come il Toccasana Negro, l'originale amaro di erbe delle Langhe, che la Toso distribuisce da tempo e che fa capo al piccolo opificio liquoristico sito a Cessole, in Valle Bormida.
La ripartizione dei mercati pone l'estero in una posizione di prevalenza (65%) rispetto alla realtà italiana che si è aggiudicata il restante 35%.

Prospettive con un piglio innovativo
Mentre raccoglie ancora risultati positivi in un'annata difficile per l'economia italiana come il 2009, la Toso guarda al 2010 con il piglio innovativo di sempre.  Intanto stanno per terminare i lavori di ristrutturazione sulla parte storica della sede che porteranno quest'anno alla riapertura del Museo del vino e del mondo contadino, una raccolta di cimeli sulla storia del Moscato e dello spumante che in Valle Belbo non può prescindere da riferimenti culturali.
In primavera entra in funzione anche il nuovo impianto fotovoltaico, collocato sul tetto delle strutture riservate alla spumantizzazione, composto da ben 860 pannelli in grado di  fornire una potenza attorno ai 200 Kwp, impianto che andrà a coprire quasi il 15% della richiesta energetica dell'azienda. E questa non è la sola risorsa messa in atto; l'obbiettivo aziendale è infatti quello di arrivare in pochi anni, tra risparmi effettuati e investimenti strutturali in nuove fonti da energia rinnovabile, all'impatto zero. Sarà presto implementato l'impianto di fitodisidratazione dei fanghi di depurazione già in funzione dal 2003 e realizzato in collaborazione con l'Enea e il Politecnico di Torino, che consente di ridurre del 90% i fanghi di depurazione delle acque reflue degli impianti di vinificazione; l'utilizzo di particolari letti filtranti, sui quali vengono impiantate canne di palude con funzione disidratante, consente di annullare l'impatto ambientale dal momento che, una volta terminato il tempo di maturazione nelle vasche di accumulo, il processo di umificazione verificatosi permette il riutilizzo del materiale residuo come compost.

E continua positivamente il cammino aziendale sul tema della certificazione dei prodotti e dei processi: è singolare che quello che dalla maggior parte delle aziende viene considerato un fastidioso carico burocratico, qui venga semplicemente considerato come una standardizzazione delle procedure che facilita e giustifica l'organizzazione della produzione anche per i dipendenti, oltre che un biglietto da visita molto apprezzato da alcuni canali di vendita come la Gdo.
Sono quattro le certificazioni già conseguite: due standard riferite alla qualità alimentare, la IFS e la BRC high level, poi la ISO 9001/2008 sui sistemi di gestione per la qualità e la 14001/2004 sui sistemi di gestione ambientale.
Entro il 2011 si conta di accedere anche alla EMAS, la più impegnativa, perché è una adesione volontaria ad un regolamento europeo i cui obbiettivi ambientali vengono resi pubblici e la loro realizzazione verificata. Mentre con particolare passione si segue un nuovo progetto di certificazione, quello di tracciabilità di filiera per la linea Asti Toso, che verrà certificato dalle uve Moscato prodotte nelle tenute di famiglia, a Cossano Belbo e Nizza Monferrato, fino alla bottiglia.


Toso Spa
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