Maremma wine shire, si cambierà. Ma la manifestazione è un successo
Il presidente della Camera di commercio di Grosseto risponde alle "critiche costruttive" di Carlo Ravanello e ricorda lo spirito di valorizzazione del territorio, mai prima registrato. Per Giovanni Lamioni non c'è stata discriminazione fra produttori grandi e piccoli, ma una promozione per tutti
Alle considerazioni del nostro collaboratore Carlo Ravanello su una degustazione un po' troppo "guidata" in occasione di Maremma Wine shire, risponde con questa lettera il presidente della Camera di commerfcio di Grosseto, Giovanni Lamioni.

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Gentile Carlo Ravanello,
in merito alla lettera aperta redatta e pubblicata da Lei su www.italiaatavola.net, tengo a ringraziarLa due volte. Il primo ringraziamento è per i complimenti per la manifestazione, che ha riscosso diffusi consensi ed apprezzamenti da parte dell'opinione pubblica, delle aziende e degli ospiti italiani e stranieri. Complimenti sentiti e, mi creda, quasi imbarazzanti per quanto graditi. Il secondo ringraziamento è per aver suggerito una riflessione su un momento della manifestazione che, a suo dire, ha registrato criticità. Suggerimento che accolgo come critica costruttiva in vista della prossima edizione, che tra l'altro vedrà elementi di novità sui quali già stiamo lavorando. Per questo un ringraziamento sincero.
Credo però, prima di entrare nel merito della criticità che Lei registra, che siano utili alcune riflessioni. Nel mio agire quotidiano come amministratore ed imprenditore mi riconosco molto in un modo di dire da me 'coniato”: 'nella vita è fondamentale saper distinguere il primo piatto dal contorno”. Troppe volte infatti rischiamo di seguire il contorno trascurando il primo piatto. Ed allora, partendo da questa mia modestissima citazione, che non vuol certo essere una perla di saggezza, mi viene da dire che oggi il primo piatto sia la grande, grandissima considerazione che 172 aziende ed un territorio intero hanno avuto. Considerazione, riconoscimento, dignità ed attenzione, questo è il primo piatto. Certificato dallo stupore e dalle parole degli ospiti e dei visitatori, per un evento che la Maremma mai aveva ospitato in nessun settore, dimostrando peraltro con orgoglio che sappiamo fare e possiamo fare. Questo per il sottoscritto è il primo piatto, nella convinzione suffragata dalle innumerevoli testimonianze, che abbiamo dato vita ad una iniziativa che, forse, nelle migliori aspettative nessuno credeva possibile a questo livello.
Una volta distinto in maniera chiara e senza pericolosi fraintendimenti il primo piatto, diventa importante andare ad esplorare il contorno. Contorno fatto da tanti singoli momenti e situazioni che devono essere valutati attentamente se ci vogliamo porre l'obiettivo di migliorare e di far crescere quella che era un'edizione zero di questa affascinante sfida. Momenti che assumono rilievo importante e che non possiamo trascurare, ma che rispetto al primo piatto, restano contorno. Entrando nello specifico del momento da Lei sollevato credo che le sue perplessità seguano una logica per certi versi condivisibile e per questo ancor di più Le garantisco che i suoi suggerimenti saranno tenuti in considerazione.
Assolutamente non condivisibili sono invece le conclusioni che trae dalla situazione specifica, perché del tutto forzate, parziali ed ingenerose. Asserire infatti che le scelte delle degustazioni testimoniano una manifestazione particolarmente attenta a quelli che Lei ha definito i grandi a discapito dei piccoli, ritengo sia del tutto fuori da ogni fondamento ed irrispettoso verso la serietà e l'impegno di chi fortemente ha voluto questa iniziativa... e vorrei porLe alcune riflessioni che mi stupisce non emergano nella Sua lettera.
La prima riflessione è legata al fatto che la partecipazione delle aziende è risultata interamente gratuita ed a carico della Camera di commercio, nonostante tante sono state le sollecitazioni che il sottoscritto ha ricevuto per prevedere un impegno da parte delle aziende. Crede che la gratuità della partecipazione sia stata una risposta maggiormente significativa per i 'grandi” o, come credo io, per i 'piccoli”?…ed ancora, la scelta di prevedere desk uguali per tutti, particolarmente curati nella grafica, ma uguali per tutti, chi crede abbia maggiormente gratificato? Per la risposta basterebbe pensare alla differenze presenti a Verona in termini di stand ed opportunità. Questi sono due esempi, ritengo chiari, sull'attenzione che è stata messa nel curare l'evento, dando pari opportunità e, al limite, sostenendo maggiormente gli interessi dei più piccoli.
Ma questo, se vuole, ho la presunzione di pensare che sia certificato dalla mia storia e dal mio modo di agire e di pensare. Patrimonio di valori del quale vado fiero. Ecco che, molto più semplicemente, la scelta delle degustazioni rappresenti la conseguenza della scelta di affidarsi per momenti così tecnici al professionista che al momento di iniziare questa avventura abbiamo deciso di individuare…peraltro La invito nuovamente a verificare le 21 aziende che hanno partecipato al wine tasting, in modo da rendersi conto che erano presenti anche vini espressione di aziende che non hanno nella 'grandezza” il proprio carattere distintivo….ed allora, forse, senza costruire teoremi molto forzati, sarebbe bastato suggerire, come correttamente ha fatto in conclusione della sua lettera, un diverso criterio di selezione. Le assicuro che sarebbe stato tenuto in considerazione.
Concludendo, e certo del fatto che il Suo obiettivo era e resta quello di una critica costruttiva, Le assicuro che, con la stessa determinazione e forza con la quale mi sono impegnato per realizzare questa iniziativa, altrettanto farò affinché la stessa resti patrimonio diffuso di tutte le nostre aziende e del territorio, vigilando anche nei confronti di chi troppo spesso si 'realizza nello spengere i ceri degli altri invece che nell'accendere i propri”. E, visto che purtroppo in Maremma sono tanti, mi auguro da parte di tutti grande senso di appartenenza e responsabilità. E con l'invito a tutti a 'guardare l'orizzonte e non le piccole siepi che interrompono lo sguardo”, colgo l'occasione per porgere i miei più sinceri saluti.
Il Presidente della Camera di commercio di Grosseto
Giovanni Lamioni
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Gentile Carlo Ravanello,
in merito alla lettera aperta redatta e pubblicata da Lei su www.italiaatavola.net, tengo a ringraziarLa due volte. Il primo ringraziamento è per i complimenti per la manifestazione, che ha riscosso diffusi consensi ed apprezzamenti da parte dell'opinione pubblica, delle aziende e degli ospiti italiani e stranieri. Complimenti sentiti e, mi creda, quasi imbarazzanti per quanto graditi. Il secondo ringraziamento è per aver suggerito una riflessione su un momento della manifestazione che, a suo dire, ha registrato criticità. Suggerimento che accolgo come critica costruttiva in vista della prossima edizione, che tra l'altro vedrà elementi di novità sui quali già stiamo lavorando. Per questo un ringraziamento sincero.
Credo però, prima di entrare nel merito della criticità che Lei registra, che siano utili alcune riflessioni. Nel mio agire quotidiano come amministratore ed imprenditore mi riconosco molto in un modo di dire da me 'coniato”: 'nella vita è fondamentale saper distinguere il primo piatto dal contorno”. Troppe volte infatti rischiamo di seguire il contorno trascurando il primo piatto. Ed allora, partendo da questa mia modestissima citazione, che non vuol certo essere una perla di saggezza, mi viene da dire che oggi il primo piatto sia la grande, grandissima considerazione che 172 aziende ed un territorio intero hanno avuto. Considerazione, riconoscimento, dignità ed attenzione, questo è il primo piatto. Certificato dallo stupore e dalle parole degli ospiti e dei visitatori, per un evento che la Maremma mai aveva ospitato in nessun settore, dimostrando peraltro con orgoglio che sappiamo fare e possiamo fare. Questo per il sottoscritto è il primo piatto, nella convinzione suffragata dalle innumerevoli testimonianze, che abbiamo dato vita ad una iniziativa che, forse, nelle migliori aspettative nessuno credeva possibile a questo livello.
Una volta distinto in maniera chiara e senza pericolosi fraintendimenti il primo piatto, diventa importante andare ad esplorare il contorno. Contorno fatto da tanti singoli momenti e situazioni che devono essere valutati attentamente se ci vogliamo porre l'obiettivo di migliorare e di far crescere quella che era un'edizione zero di questa affascinante sfida. Momenti che assumono rilievo importante e che non possiamo trascurare, ma che rispetto al primo piatto, restano contorno. Entrando nello specifico del momento da Lei sollevato credo che le sue perplessità seguano una logica per certi versi condivisibile e per questo ancor di più Le garantisco che i suoi suggerimenti saranno tenuti in considerazione.
Assolutamente non condivisibili sono invece le conclusioni che trae dalla situazione specifica, perché del tutto forzate, parziali ed ingenerose. Asserire infatti che le scelte delle degustazioni testimoniano una manifestazione particolarmente attenta a quelli che Lei ha definito i grandi a discapito dei piccoli, ritengo sia del tutto fuori da ogni fondamento ed irrispettoso verso la serietà e l'impegno di chi fortemente ha voluto questa iniziativa... e vorrei porLe alcune riflessioni che mi stupisce non emergano nella Sua lettera.
La prima riflessione è legata al fatto che la partecipazione delle aziende è risultata interamente gratuita ed a carico della Camera di commercio, nonostante tante sono state le sollecitazioni che il sottoscritto ha ricevuto per prevedere un impegno da parte delle aziende. Crede che la gratuità della partecipazione sia stata una risposta maggiormente significativa per i 'grandi” o, come credo io, per i 'piccoli”?…ed ancora, la scelta di prevedere desk uguali per tutti, particolarmente curati nella grafica, ma uguali per tutti, chi crede abbia maggiormente gratificato? Per la risposta basterebbe pensare alla differenze presenti a Verona in termini di stand ed opportunità. Questi sono due esempi, ritengo chiari, sull'attenzione che è stata messa nel curare l'evento, dando pari opportunità e, al limite, sostenendo maggiormente gli interessi dei più piccoli.
Ma questo, se vuole, ho la presunzione di pensare che sia certificato dalla mia storia e dal mio modo di agire e di pensare. Patrimonio di valori del quale vado fiero. Ecco che, molto più semplicemente, la scelta delle degustazioni rappresenti la conseguenza della scelta di affidarsi per momenti così tecnici al professionista che al momento di iniziare questa avventura abbiamo deciso di individuare…peraltro La invito nuovamente a verificare le 21 aziende che hanno partecipato al wine tasting, in modo da rendersi conto che erano presenti anche vini espressione di aziende che non hanno nella 'grandezza” il proprio carattere distintivo….ed allora, forse, senza costruire teoremi molto forzati, sarebbe bastato suggerire, come correttamente ha fatto in conclusione della sua lettera, un diverso criterio di selezione. Le assicuro che sarebbe stato tenuto in considerazione.
Concludendo, e certo del fatto che il Suo obiettivo era e resta quello di una critica costruttiva, Le assicuro che, con la stessa determinazione e forza con la quale mi sono impegnato per realizzare questa iniziativa, altrettanto farò affinché la stessa resti patrimonio diffuso di tutte le nostre aziende e del territorio, vigilando anche nei confronti di chi troppo spesso si 'realizza nello spengere i ceri degli altri invece che nell'accendere i propri”. E, visto che purtroppo in Maremma sono tanti, mi auguro da parte di tutti grande senso di appartenenza e responsabilità. E con l'invito a tutti a 'guardare l'orizzonte e non le piccole siepi che interrompono lo sguardo”, colgo l'occasione per porgere i miei più sinceri saluti.
Il Presidente della Camera di commercio di Grosseto
Giovanni Lamioni
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